Doc da Ordine e Simmetria: il bisogno assoluto di precisione

doc-simmetriaIn questo articolo tratteremo uno dei temi più ricorrenti nel disturbo ossessivo compulsivo: il Doc da Ordine e Simmetria.  Trattato anche in numerosi  film questo sottotipo di Doc presenta alcuni aspetti  ricorrenti in molte delle altre manifestazioni ossessive, e questo ci dà l’occasione di cominciare ad esaminare in dettaglio uno dei fondamenti della personalità ossessiva: il bisogno di controllo.

Il bisogno assoluto di precisione

Capita a tutti di esser infastiditi dal caos circostante e dalla confusione altrui o di avere l’impulso di allineare o di sistemare un oggetto affinché appaia più armonioso ai nostri occhi. Questi comportamenti, del tutto ordinari, possono però diventare delle vere e proprie ossessioni per alcune persone:

  • Sistemare gli oggetti  in un perfetto ordine, buttandoli via se ce ne sono “troppi” o viceversa acquistandone altri in modo che il numero totale sia “corretto“
  • Evitare una particolare zona oppure una camera che contenga forme non perfettamente simmetriche
  • Riordinare i giochi dei bambini nonostante siano stati appena sistemati a dovere
  • Tenere la scrivania al lavoro perfettamente pulita e scevra dal più minimo granello di polvere
  • Assicurarsi più volte durante una serata che calze, orlo dei jeans, acconciatura, siano perfettamente simmetrici ed “a posto”

Questi sono alcuni dei comportamenti tipici di chi fa della precisione esagerata un obbligo. Bisogna tuttavia comprendere la differenza tra  una bizzarra ”fissa” per la disposizione decrescente della grandezza dei libri ed una vera e propria ossessione.

Innanzitutto, ciò che identifica un pensiero ossessivo è sicuramente la frequenza con la quale i pensieri tornano ad infastidire la nostra mente. Controllare una volta se i polsini della camicia sono ben stirati è una cosa, visionare e ri-visionare decine di volte i nostri polsini al fine di sentirci pienamente tranquilli e ordinati ne è un’altra.

Documenti e video sul Disturbo Ossessivo Compulsivo

In secondo luogo, e forse più importante, bisogna considerare il grado d’ansia provocato dalle ossessioni. Infatti,  se il non poter dare una pratica attuazione ai propri pensieri è fonte di grandissima ansia e sofferenza allora si può iniziare a parlare di Doc di orsine e simmetria.

In questo caso infatti, come per le altre varianti del disturbo,  la tranquillità e la serenità di chi ne soffre è strettamente legata al precario filo delle compulsioni, che si manifestano in questo caso nel tentativo incessante di esercitare un controllo maniacale sul grado di precisione e “perfezione” dei luoghi e degli oggetti frequentati durante l’attività quotidiana.

Doc da Ordine e Simmetria: sintomi.

Chi sviluppa questa specifica ossessione non tollera , in alcun modo, che gli oggetti che lo circondano siano privi di una sistemazione logica o che abbiano una errata collocazione simmetrica. Le idee cardine intorno alle quali ruotano costantemente i pensieri e le azioni di chi ne soffre sono:

  • Ogni oggetto deve essere collocato nel ” giusto posto ”
  • Qualsiasi cosa deve essere predisposta secondo una precisa logica
  • Tutto deve esser sistemato in virtù di un’armoniosa simmetria

L’ossessione di ordine e simmetria, oltre ad esser rivolta verso gli oggetti circostanti, in alcuni casi può manifestarsi anche verso se stessi.  Chi ne soffre, ad esempio, può avvertire l’esigenza di ”bilanciare” la propria barba affinché sia identica tra le due gote o può avvertire il bisogno che i propri capelli siano perfettamente allineati o, ancora, può avvertire l’esigenza di essere toccato specularmente o di collocarsi simmetricamente nello spazio. Se tutti questi bisogni “assoluti” non vengono soddisfatti, chi soffre di questa precisione ossessiva può avvertire  sintomi come i seguenti:

  • Ansia estrema che qualcosa di brutto possa accadere (per esempio se il numero di elementi interni ad un ambiente è dispari, come le penne sul tavolo o i libri in una libreria)
  • Una intensa reazione emotiva davanti a qualsiasi cosa che si ritenga “asimmetrico” (parole su una pagina, lacci delle scarpe, oggetti non allineati)
  • Un urgente ed incontrollabile necessità o urgenza di ribilanciare le cose (per esempio esercitando la stessa pressione con entrambe le mani su una tazza o passando attraverso una porta con le spalle perfettamente allineate).

Cause delle ossessioni di ordine e simmetria

Da quale logica nascono le ossessioni di ordine e simmetria? Ovviamente dalla rigida logica mentale della personalità ossessiva! Essa porta il docker a dover necessariamente concretizzare le proprie manie ossessive di ordine e simmetria nella realtà che lo circonda.

Molti mi scrivono chiedendomi se in questo blog io parli solo di ossessioni pure (come nel caso del Doc Omosessuale o del Doc da Relazione). Questo perché nei miei scritti tendo a ricondurre ogni forma di disturbo ossessivo compulsivo alla ricetta: pensieri + ansia + compulsioni. Anche quando il particolare tipo di Doc sembra essere composto da sole compulsioni (come nel caso del Doc da Precisione e Simmetria).

In base alla mia esperienza (che è solo MIA e non suffragata da ricerche scientifiche o mediche, perciò considerala come un parere del tutto personale) tuttavia è sempre il pensiero a dominare su tutto, poiché sono i pensieri quelli nei quali viviamo immersi 24 ore su 24.

Viviamo quasi sempre nel mondo della mente,  e non nel mondo della realtà (tra l’altro questo vale per tutti, non solo per chi soffre di Doc). Per comprendere meglio quanto affermo puoi leggere questo articolo su come dai pensieri ossessivi si arriva alle compulsioni

immagine divertente sul doc da simmetriaApplichiamo questi concetti nel caso specifico: il docker da ordine e simmetria ha sviluppato una logica mentale estremamente critica e rigida nei confronti della perfezione.  Ma il mondo della realtà (quello in cui viviamo tutti i giorni, composto dalle cose che vediamo e tocchiamo) non potrà mai essere perfetto quanto lo è un ideale per la persona che lo ha partorito.

La realtà sarà pertanto necessariamente più imprecisa, sporca, disordinata, di quando l’ossessivo vorrebbe ed immagina nel suo ideale mentale “perfetto”.

la realtà non potrà mai essere perfetta quanto lo è un ideale per la persona che lo ha partorito

Nel momento in cui la corrispondenza tra logica mentale e realtà viene meno, l’irrazionalità da lui percepita e non tollerata produce una situazione ansiogena. Ripeto: la ”perfetta” realtà del mondo mentale del docker non  potrà mai trovare adeguata aderenza nel mondo reale(quello fisico, degli oggetti che circondano), perché il mondo reale, per forza di cose, è ”imperfetto” (dato che la perfezione non esiste).

Pensa che gli Orientali invece direbbero che è il mondo reale ad essere perfetto, proprio perché contiene l’imperfezione 😉

è il mondo reale ad essere perfetto, proprio perché contiene l’imperfezione

Il docker, non sopportando il “disallineamento” tra il grado di perfezione di questi due mondi (quello mentale e quello fisico, della realtà) si vede ”costretto ad allinearli”. E lo fa nel solo modo che gli è consentito, cioè agendo nel mondo reale, sulla realtà circostante, l’unica che gli consente di attuare azioni fisiche: le cosiddette compulsioni.

In pratica, invece di prendere atto della imperfezione della realtà ed accettarla, chi soffre di manie di precisione ed ordine decide di trasformarla quanto più gli è possibile, per avvicinarla ai suoi ideali utopici di perfezione. Iniziando così  a mettere in atto una variegata serie di comportamenti volti a placare l’ansia e il disagio causati dai pensieri e dagli impulsi tipici delle ossessioni.

La doppia faccia delle compulsioni nell’Ossessione da Ordine e Simmetria

E’ ovvio che in una situazione assillante ed estenuante come questa le compulsioni, in un primo momento, rappresentino l’unico strumento utile con il quale il docker riesce a fronteggiare l’ansia ottenendo un fugace e apparente momento di serenità.

Successivamente, però, non solo le compulsioni diventano uno dei pilastri del Doc ma dovranno anche aumentare in numero e in potenza affinché possano continuare ad assolvere alla propria ”funzione rassicuratrice”. Fra l’altro, col tempo, le compulsioni entrano a far parte della vita e delle abitudini delle persone a tal punto da essere attuate senza che vi sia un reale bisogno!

Con il tempo, le compulsioni entrano a far parte della vita e delle abitudini delle persone a tal punto da essere attuate senza che vi sia un reale bisogno

Ovviamente in questo caso particolare stiamo parlando di compulsioni materiali che portano il docker ad impiegare molte ore del proprio tempo in un estenuante lavoro volto ad ordinare, allineare, collocare o catalogare qualsiasi oggetto al fine di sentirsi completamente tranquillo e rassicurato. Purtroppo però, come le meccaniche del Doc impongono, dopo un breve lasso di tempo ricominceranno le solite e snervanti domande:

  • Avrò ordinato tutto?
  • I miei capelli sono perfettamente allineati?
  • Le lenzuola sono perfettamente piegate?
  • Il libri sono perfettamente disposti?

ossessione ordine e precisioneQuando il tentativo di controllare il tutto si dimostra poco funzionale e la situazione ansiogena cresce, allora il docker proverà la tattica dell’ evitamento . Inseriti nel libro nero saranno sicuramente tutti gli appartamenti di amici il cui ordine non sia abbastanza logico per il docker, ma anche, ad esempio, supermercati con reparti poco organizzati o negozi con indumenti sparpagliati.

L’evitamento ha come beneficio quello di eludere tutte quelle situazioni che innescano o che potenzialmente potrebbero innescare i pensieri ossessivi  ma come tutte le meccaniche del Doc è anch’esso un’arma a doppio taglio! Esso infatti mantiene intatto ed inalterato l’aspetto ossessivo della vicenda, che è invece il solo a dover essere affrontato con la terapia o con i vari metodi naturali per curare il Doc.

Documenti e video sul Disturbo Ossessivo Compulsivo

L’origine del Doc da Simmetria

 L’origine di questo tipo di ossessione per l’ordine nasconde un fortissimo bisogno di controllo. Di solito è un modo inconsapevole per impedire alle emozioni di emergere o per gestire insicurezze radicate, o ancora per sentirsi a posto con la coscienza.

L’ordine e la simmetria degli oggetti diventano allora lo specchio di un ordine morale rigoroso e garantiscono  un senso di “pulizia interiore”, mentre le geometrie con cui si risistemano le cose offrono l’idea di “rettitudine”. In pratica la persona sta tenendo a bada qualcosa e al contempo sta mantenendo il suo equilibrio grazie a queste azioni rituali, che però hanno un prezzo molto alto: la mancanza di libertà nel vivere il proprio tempo e l’impossibilità di lasciarsi andare pienamente al relax, alle emozioni, ai cambiamenti.

L’ordine e la simmetria degli oggetti diventano lo specchio di un ordine morale rigoroso

La costruzione di questo tempio/gabbia di precisione meticolosa è iniziata molto probabilmente nell’infanzia, quando queste soluzioni erano funzionali  al soggetto per difendersi dagli attacchi della persona affettivamente più importante. Ad esempio, il bambino per non essere sgridato dall’adulto cerca di non sporcarsi evitando di giocare con i compagni. Rinuncia, dunque, ad una sua sana esigenza per essere fedele al comando dell’adulto per lui importantissimo.

Tieni a mente quest’ultimo paragrafo, perché ne riparleremo presto ed in profondità, dato che si tratta delle cause alla base del disturbo ossessivo compulsivo.

 A CENA CON IL DOC!

Concludiamo questo articolo con qualche citazione cinematografica. Infatti questo tipo di Doc è ben descritto in alcuni film ed vale la pena di dargli una occhiata!

Rinuncereste mai ad una conviviale cena tra amici per sistemare il caotico guardaroba di uno di loro? Credo di no… eppure, questo è ciò che è successo a Sheldon, protagonista della sitcom statunitense ”The big bang theory”. Infastidito dal confusionario armadio dell’amico, rinuncia alla sua piacevole serata per trasformare quell’irragionevole luogo in un accurato tempio in cui venerare l’ordine e la simmetria degli oggetti. Alla fine, il meticoloso lavoro di Sheldon porta ad un risultato sorprendente: gli indumenti, delicatamente sistemati su identiche grucce, sono ordinati per stagione, le scarpe allineate per occasioni ed i maglioni piegati con una ingegneristica precisione. Finalmente stemperata la sua irritazione, Sheldon può tornare dai suoi amici.. peccato che sia troppo tardi per poter ancora trascorrere del piacevole tempo in loro compagnia.

E che dire di un piatto a 5 stelle preparato secondo logiche di simmetria perfette, rovinate da un incauto amico? E’ quanto viene mostrato in The Aviator, splendido film di Scorsese nel quale un grande Leonardo di Caprio interpreta Howard Hughes, geniale miliardario affetto da Doc. La scena è davvero splendida e merita la citazione. Andate direttamente al minuto 01:35 ed osservate cosa accade qualche secondo dopo. E’ qualcosa che solo un vero docker può capire pienamente (non importa che il video sia in inglese, le espressioni dicono tutto!)

Infine un altro grande pezzo, da Il Genio della Truffa, con Nicholas Cage costretto a pulire, rassettare e mettere in ordine a causa del suo disturbo da Ordine e Simmetria misto a Doc da Contaminazione. Da non perdere quello che succede dal minuto 01:37 in poi

Conclusione

Come per tutte le altre forme di Doc, il problema su cui ci si deve concentrare non è il contenuto (in questo caso l’esigenza maniacale di mantenere l’ordine e la simmetria degli oggetti) ma il meccanismo del Disturbo Ossessivo. In particolare andrebbe osservato il ripetersi ciclico di certi “bisogni” e la sensazione sgradevole che ne consegue nel caso in cui l’azione richiesta non possa per qualche motivo essere messa in pratica (compulsione).

Lavorando su questi schemi di comportamento è possibile individuare ossessioni e compulsioni e su queste esercitare la propria attenzione e la propria forza di volontà. Con la consapevolezza che l’esigenza estrema di controllo è in realtà una gabbia e che per uscire da questa gabbia è necessario imparare ad accettare l’imperfezione della realtà ed i limiti della nostra precisione.

Arrivando così piano piano a sviluppare l’unica vera via di fuga dal labirinto del Doc: la spontaneità perfetta che segue dal lasciare che le cose accadano, spontaneamente e naturalmente, senza il nostro controllo.

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Alessio - marzo 4, 2015 Reply

Ciao a tutti.Vorrei domandare a chi e’uscito dal disturbo o ha appreso come evitare le ricadute ,se capitava anche a voi di avere quelle fasi in cui come per “magia” sia le situazioni che innescano il disturbo, sia i pensieri disfunzionali non creano piiu’ alcun sintomo. Per capirci: ricorderete che quando il disturbo appare si ha nella testa forte tensione nervosa e  sensazione di blocco cerebrale che si verifica nelle situazioni temute e con l’arrivo dei pensieri disfunzionali…Mi viene da pensare che le teorie dello squilibrio chimico siano da prendere in seria considerazione….(in alcuni periodi determinati pensieri e situazioni creano patologia in altri ci faccio caso ma scivolano via nella mia mente e non ho ne’ ansia ne’ tensione nervosa ne’ quella orribile sensazione di blocco cerebrale)
E’ come se quando si sta bene, il cervello sia settato in una modalita’ e quando si sta male sia settato in “modalita’ doc”,concordate?capitava anche a voi? 
Sto leggendo vivere momento per momento di Kabat-zinn , “l’inventore”della mindfulness. Lettura utile ed intelligente.

Grazie

buona serata

    Lucio Odisei
    Lucio Odisei - marzo 8, 2015 Reply

    Ciao Alessio,

    si è una delle caratteristiche che ho riconosciuto anche io.
    Credo sia dovuto al fatto che l’ansia non può essere sempre a livelli alti e quando scende, la maggior parte dei sintomi si attenuano fino a scomparire. E’ una faccenda legata anche all’effetto radar, di cui ho parlato nell’articolo sul Doc da Relazione. Il Doc a quanto ho notato si “attiva” quando qualcosa induce una sorta di “allarme”. Man mano che si esce dal Doc, le situazioni di allarme diventano sempre più rare ed i momenti di lucidità senza Doc diminuiscono.
    Un solo appunto: la tensione nervosa che avverti nella testa non è un sintomo universale. Io per esempio somatizzavo alla bocca dello stomaco. Altri hanno le palpitazioni ecc… Ognuno ha il suo sintomo e si focalizza su quello. Ma l’ansia ha molteplici facce… una per ogni essere umano su questa terra.

    Un saluto

    Lucio

Anomimo - marzo 8, 2015 Reply

Ciao Lucio seguo da qualche mese il tuo blog e va molto molto meglio , grazie anche a te . Avevo delle domande da farti e te ne sarei grato se potessi rispondermi punto per punto .
-Le ossessioni non producono più ansia/paura (anche se a volte accade) ma producono noia . Posso iniziare quindi a lavorare su me stesso (fase 6) ? O aspettare ancora un po ?
Qual è l’approccio migliore per tale fase visto che comunque si è stanchi ( non ho assolutamente voglia di concedermi una pausa per rimandare il problema ) ? Anche la paura stessa di ricadere nel doc non mi turba minimamente .
Quanto tempo (grosso modo ovviamente ) ,perché capisco che è una cosa graduale ,è durato il tuo percorso per riottenere una certa stabilità ?

    Lucio Odisei
    Lucio Odisei - marzo 9, 2015 Reply

    Ciao,
    la fase della noia è sicuramente un indizio del fatto che sei a buon punto.

    Anche la paura stessa di ricadere nel doc non mi turba minimamente.

    Questo è un altro ottimo segno.

    Qual è l’approccio migliore per tale fase visto che comunque si è stanchi ( non ho assolutamente voglia di concedermi una pausa per rimandare il problema )

    Attenzione però a non tirare troppo la corda… cura sempre le buone abitudini che consentono di tenere a bada l’ansia ed ogni tanto concediti qualche attimo di riposo per festeggiare i successi raggiunti (il problema non è fermarsi ogni tanto ma sedersi del tutto) 🙂

    Quanto tempo (grosso modo ovviamente ) ,perché capisco che è una cosa graduale ,è durato il tuo percorso per riottenere una certa stabilità ?

    Beh domanda da un milione di dollari. Sinceramente è ancora in evoluzione ed ogni giorno mi sento più forte, felice e sicuro di me. Ad un certo punto infatti smetti di preoccuparti della meta e cominci a goderti il viaggio 😉
    Lavora su quello che senti di VOLER fare (e non di dover fare), realizza i tuoi sogni e non ti preoccupare del risultato.
    Tanto fidati che di lavoro da fare ce n’è tanto… 😉

Anonimo - marzo 11, 2015 Reply

Grazie delle risposte sempre precise e puntuali Lucio .
Dopo quei giorni al limite della fase 6 , ho avuto una ricaduta enorme , (noto che se non compulso per giorni poi quando lascio la presa , compulso per ore ), ho lo stesso doc che hai avuto tu , e per ora l’unica compulsione è trovare mille risposte su Internet forum ecc..
Comuqnue so che dipende tutto da me e so che ancora non mi sono impegnato in tutto e per tutto.

Cosa ne pensi Lucio dei sogni ? Ultimamente sto trovando degli indizi enormi in loro. Paradossalmente il contenuto del sogno è proprio l’opposto del contenuto dell’ ossessione che ben hai conosciuto di persona , con tutte le reazioni fisiche che nel sonno ne conseguono.

Basta l’ esercizio 7 dell’ ebook per meditare o pubblicherai un articolo esclusivamente sulla meditazione ?

    Lucio Odisei
    Lucio Odisei - marzo 12, 2015 Reply

    Beh i sogni sono uno strumento potentissimo. Però non ne parlerò mai nel blog perchè è troppo alto il rischio di venire frainteso.
    Come hai intuito, possono dare indicazioni molto precise. Se hai il Doc Omo e sogni di “ballare” con Belen Rodriguez, beh è evidente che il risveglio sarà fantastico 😉

    L’importante però, è che se dovessi fare sogni che in qualche modo contengono elementi dell’ossessione non ne fai un dramma.
    Mi sono spiegato?

Alessio - marzo 12, 2015 Reply

Ciao , mi unisco alla richiesta dell’utente precedente(relativamente ad approfondimenti inerenti la meditazione) e approfitto per replicare anche al tuo sondaggio.

A mio avviso sarebbe utile concentrarsi soprattutto sulle modalità atte alla risoluzione del disturbo. (Meditazione in primis).

Sul funzionamento (per quanto siano interessanti gli articoli gia’pubblicati )penso che ognuno di noi
sia in grado di scrivere un libro.
La conoscenza del problema a quanto pare non basta ,visto che la stragrande percentuale dei docker non ne viene a capo. Concordo con alcune teorie che indicano nel mal funzionamento dell’amigdala il principale responsabile (attivandosi erroneamente in alcune situazioni come hai fatto riferimento anche tu nell’articolo sull’effetto radar.)

    Lucio Odisei
    Lucio Odisei - marzo 12, 2015 Reply

    Ciao Alessio,

    ormai so bene come la pensi 🙂
    E ti ribadisco che arriveranno contenuti di tutti i tipi,
    anche e soprattutto sulle modalità di risoluzione del disturbo (con meditazione o meno)

    🙂

      Alessio - marzo 13, 2015 Reply

      Personalmente da quando ho iniziato a fare esercizi di meditazione ,la situazione è diventata ancora più gestibile( nelle situazioni che innescano il mio disturbo). Se digitate su Google Vivere momento per momento di Kabat-Zinn ne potete fruire gratuitamente in formato pdf. Per comodità l’ho acquistato ,si sta rivelando illumnante più di qualsiasi cazzata letta sui libri dei tanto acclamati psicoterapeuti che a parte rendermi più povero non sono stati di nessuna utilità. Ti auguro una buona giornata Lucio ,stai bene.

      Alessio

        Lucio Odisei
        Lucio Odisei - marzo 13, 2015 Reply

        Grazie mille per la segnalazione, gli darà una occhiata anche io!
        Buona giornata anche a te.

        Lucio

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