Il Disturbo Ossessivo spiegato da chi lo ha vinto (INTERVISTA)

intervista a chi ha vinto il disturbo ossessivoCiò che ogni persona affetta da Disturbo Ossessivo Compulsivo ha bisogno di sapere è che il Doc non è invincibile. Tutt’altro. Spesso molti mi chiedono nei commenti o nelle email se davvero si riesce a recuperare una qualità della vita soddisfacente. 

E’ chiaro che non è semplice vincere il DOC. Come abbiamo detto più volte ci vuole molto lavoro e tanta pazienza. Tuttavia sento di poterlo dire con chiarezza, La risposta a chi mi chiede se è possibile guarire dal Disturbo Ossessivo è: certamente si!

Per dimostrarlo ho pensato di coinvolgere alcuni di quelli che ce l’hanno fatta chiedendo loro testimonianza di come e quanto e durato il loro percorso. Spero che vi possa essere utile e vi possa dare la speranza di cui talvolta, nei momenti più duri, si ha un sincero bisogno.

Oggi cominciamo con Alessandro, che ringrazio per avermi dedicato il suo tempo e tutti i preziosi consigli che potrete leggere tra poco. 

Buona lettura!

** ATTENZIONE: PORTA PARTICOLARE ATTENZIONE ALLA PARTE TERMINALE DELL’ARTICOLO PER SAPERE CHI E’ ALESSANDO E COME E’ NATA QUESTA INTERVISTA **

Documenti e video sul Disturbo Ossessivo Compulsivo

Intervista a chi ha vinto il Doc

Lucio:  Ciao! Puoi darci qualche informazione su di te? Quanti anni hai? Cosa fai nella vita?

Alessandro: Ciao, mi chiamo Alessandro e ho trent’anni.

Mi risulta difficile parlare di me, soprattutto in questo contesto, però, posso dire di essere grafico e designer che cerca di campare con lavori a progetto nel settore pubblicitario.

Dopo un po’ di tempo passato a ragionare, ho deciso di iscrivermi nuovamente all’università per diventare futuro psicologo e poter aiutare persone che si trovano oggi nella situazione in cui mi trovavo io tre anni fa.

Lucio:  Iniziativa davvero lodevole! In che momento hai iniziato a soffrire di Disturbo Ossessivo? Ricordi la domanda o il pensiero preciso?

Alessandro: È iniziato molto presto, a sei, sette anni. Mi ricordo di aver visto un film che trattava di droga e, dopo essermi messo a letto, quelle scene mi fecero pensare che anch’io avrei fatto la stessa fine, mi sarei drogato e sarei morto.

Ovviamente era un pensiero inaccettabile e cominciai a cercare di contrastarlo, ma più lo facevo, più sembrava che mi piacesse davvero, con conseguente ansia. Da lì le cose sono continuate, con una dinamica molto comune, passando dall’ipocondria fino al perfezionismo.

Lucio:  Quando hai capito che era veramente Doc? Come hai fatto ad esserne sicuro?

Alessandro: Io non parlerei di DOC. Questa etichetta è proprio ciò che da un lato mi ha dato sollievo, dall’altro era una sorta di condanna, la sensazione di sentirmi malato.

La situazione è degenerata quando ho cominciato a soffrire di attacchi di panico e della paura di perdere il controllo. Era circa cinque anni fa e mi misi a cercare online (cosa tipica di chi soffre d’ansia) il mio problema.

Dapprima cominciai a leggere notizie sulla schizofrenia (cosa sbagliatissima) per poi cadere nella disperazione percependo un peggioramento nella capacità di “controllare” i miei pensieri.

Sembravano sfuggire al controllo e questo mi causava molta ansia. Così, cominciai a scrivere ad alcuni psicologi online e tutti mi dissero che le mie erano ossessioni su base ansiosa. 

Dopo la lettura di alcuni libri di Nardone, ebbi la conferma definitiva che il mio era un problema ossessivo.

Lucio:  Quindi se volessimo dare una definizione, potremmo dire che il tuo è stato un Disturbo Ossessivo da controllo. Quanto tempo ci hai messo per arrivare a dove sei ora? E cosa suggeriresti ai nostri lettori che le hanno già provate tutte e sono già stanchi e frustrati?

Alessandro: Sono stato molto male circa per due anni, tra alti e bassi. Questo soprattutto perché non avevo nessuno ad aiutarmi e non mi confidavo con nessuno. 

È una cosa molto comune dato che è difficile confessare di aver paura di impazzire senza sentirsi a disagio o aver paura di essere allontanato. La svolta è stata la lettura di alcuni libri di Nardone incentrati sull’argomento e il focalizzarmi sull’effetto che la paura produceva nelle persone che soffrono d’ansia.

È molto difficile affrontare la paura dall’interno perché si ragiona con gli stessi meccanismi che hanno generato la paura, ecco perché consiglio di farsi aiutare da uno psicoterapeuta esperto in disturbi d’ansia. Avere una persona che legga con più obiettività la situazione è sicuramente una marcia in più.

Se la terapia non ha funzionato, non è colpa della gravità della situazione ma dell’inefficacia del terapeuta o la mancanza di impegno a voler cambiare veramente.

Lucio:  Mi sembra di capire che tu non hai fatto ricorso alla psicoterapia. Molti mi scrivono chiedendo se è possibile uscire da questo problema senza l’ausilio di uno specialista. In base alla tua esperienza, è davvero possibile farcela da soli?

Alessandro:  In realtà ho effettuato alcune sedute presso l’ASL della mia zona; sono stato seguito da una psicologa e una psichiatra che non mi hanno aiutato granché.

Mi facevano parlare, suggerendomi degli spunti di riflessione; ciò mi portava solamente ad avere un sollievo immediato in seduta, per poi crollare sotto l’impulso dei pensieri quando ero da solo.

Con questo non ritengo affatto che la terapia sia inutile, anzi, per molti è un punto  fondamentale, a patto che il medico abbia una certa familiarità con i disturbi d’ansia.

In base a quello che ho constatato, le terapie psicologiche più efficaci sono la Terapia Breve Strategica e la Cognitivo Comportamentale, ma non è la terapia in sé ad essere risolutiva, bensì le capacità del terapeuta, l’esperienza e un protocollo serio e provato specificatamente contro il disturbo ossessivo.

Sono molto favorevole alla terapia, perché fornisce chiavi di lettura diverse che spesso non consideriamo. È sicuramente un aiuto in più, soprattutto per chi ha un livello d’ansia che è ormai fuori controllo.

Quindi, la terapia può essere vista come un tassello, molto utile ma non indispensabile. 

Si può riuscire da soli, ma ciò richiede più tempo e capacità di raffigurarsi la situazione. Non è una cosa immediata, ma si impara anche grazie agli errori; non è infatti un processo lineare.

Lucio:  Quali sono secondo te le principali 3 aree su cui ci si dovrebbe concentrare per uscire dal Disturbo Ossessivo?

Alessandro: Questa domanda è molto intelligente e allo stesso tempo utile, infatti, l’ansia ci porta spesso a complicare il problema, non a cercare una soluzione utile e curativa.

Io non parlerei di uscita; non c’è una porta magica da aprire con una chiave, non c’è una malattia. C’è uno stato ansioso che ci fa ragionare in un certo modo, perciò ci vuole consapevolezza di ciò che si sta vivendo. Come ho già detto nella domanda precedente, la consapevolezza è il punto di partenza per eliminare i meccanismi disfunzionali.

L’ansia può essere vista come una forma di energia che non trova sfogo, anzi, viene convogliata su se stessa per divenire un ciclo patologico. 

Secondo punto importante è quello di escludere a priori un problema organico.

L’ansia mentale, in alcuni casi, è la spia di qualcosa che non funziona dentro di noi: una carenza vitaminica o minerale, un problema ormonale, uno stato infiammatorio cronico. Per questo, è molto utile recarsi da un medico omeopata che vi faccia fare controlli specifici per escludere questi problemi.

Purtroppo, capita che ci focalizziamo solo sui pensieri ma molto poco sulle vere cause, che magari rimangono inascoltate. Infatti, quando cominciamo a pensare alle nostre paure, creiamo un castello patologico che esula dal vero problema. In questo senso, i pensieri sono solo il sintomo di qualcos’altro, non certo la manifestazione di ciò che potremmo commettere o essere. 

Terzo punto fondamentale, complementare al precedente, è quello di curare di più se stessi.

Cosa significa cio?

Significa mettere se stessi al primo posto e comprendere e rimediare alle eccessive pressioni esterne e ai nostri standard elevati. Una buona parte dei casi si manifesta come risposta allo stress: cortisolo alto e adrenalina in eccesso possono causare disturbi d’ansia.

Oggi lo stress è ovunque, da ciò che mangiamo (eccesso di zuccheri semplici e prodotti raffinati), all’inquinamento ambientale, passando per l’eccessiva sedentarietà e l’abuso di farmaci.

Semplificare e trovare una passione (giardinaggio, sport all’aria aperta, yoga) aiuta, a patto di non farle diventare una forma di compulsione. Questo è di fondamentale importanza, perché nessuna cosa sarà di aiuto per l’ansia, se l’obiettivo è eliminare l’ansia stessa.

Lucio:  Lasciami dire che sono veramente molto d’accordo su alcune delle cose che hai detto. In particolare penso che la consapevolezza sia veramente la chiave per risolvere non solo il Doc ma molti dei più comuni problemi d’ansia (e non solo). E l’altro punto è il mettersi al primo posto. Spesso chi ha questo disturbo viene da molti anni di bassa autostima, e questo fa si che pensiamo sempre prima agli altri rispetto che a noi stessi. Penso che in qualche modo il Disturbo Ossessivo venga anche per insegnarci questo…

Esattamente, e non solo è un messaggio e una causa del problema, ma anche una sua conseguenza. Essere ossessivi comporta intolleranza all’incertezza, perfezionismo, bassa autostima e scarsa capacità di ascoltarsi, immersi come si è nelle preoccupazioni.

Ovviamente, questo varia da persona a persona.

Dal momento che alcuni hanno inconsapevolmente questo problema dall’infanzia, molti pensano che sia un aspetto caratteriale e non un disturbo.

Lucio:  Bene Alessandro, mentre ci avviciniamo alle ultime domande, vorrei farti due domande molte pratiche, che possano essere utili per chi ci leggerà. Qual è l’errore più grande che hai commesso agli inizi? E quale quello che vedi fare agli altri?

Alessandro:

Come ho già detto prima, mai, e dico mai cercare online una conferma a ciò che si teme. 

La troverete.

Questo perché essere in ansia comporta una modalità di ragionamento che ci porta a concentrarci solo sull’evento temuto, escludendo tutte le possibili cause più probabili. Con l’ansia, il dubbio diventa possibile e il possibile diventa probabile; si perde una visione realistica della realtà per entrare in un mondo in cui ogni paura sembra trovare conferma.

Io credo, quindi, che l’errore principale sia proprio quello di compulsare, cioè cercare di trovare una risposta alle proprie paure. È un errore mio che accomuna anche gli altri, perché è una risposta appresa (ma anche innata) che mettiamo in pratica di fronte a qualsiasi paura; ci viene naturale agire così, cioè rassicurandoci.

Il problema non è cercare risposta ad una paura: se ci pensate, se ho paura che il compito a scuola andrà male, studierò di più. Il problema è l’eccessiva paura, non la paura in sé, che è un’emozione fondamentale.

L’eccesso di paura o la presenza di paure irrazionali sono segno di un disturbo d’ansia che agisce su di noi, disturbo che si manifesta anche sotto forma di pensieri (proprio quei pensieri su cui erroneamente ragioniamo).

È l’ansia che bisogna curare, non il contenuto della paura.

 Lucio: Ancora una volta sono molto d’accordo: il cercare conferme online ai propri peggiori incubi è una delle cose peggiori che si possano fare. E d’altra parte probabilmente ci siamo caduti tutti… Diciamo che è un errore che è molto facile fare…

Concludiamo! Ultima domanda: Che cosa ti ha insegnato il Disturbo Ossessivo Compulsivo? Quale è la lezione più importante che hai imparato?

Alessandro:

Questo problema mi ha insegnato una cosa importante: bisogna amarsi di più e curare di più il proprio corpo. Spesso l’ansia è un segnale che qualcosa nel nostro corpo non funziona bene. Può essere una carenza vitaminica, un problema ormonale o semplicemente un eccesso di stress. 

Chi è perfezionista come me, ma anche chi soffre di bassa autostima, tende a guardare se stesso come sbagliato e a spingersi verso obiettivi difficilmente raggiungibili. Tutto ciò porta a dimenticarsi di se stessi, del contatto con il proprio corpo e di cosa si vuole veramente nella vita.

Inoltre, il problema suggerisce una chiave di lettura importante: le proprie paure, qualsiasi esse siano, sono una manifestazione particolare della paura generale di non essere felici. La paura, che nel disturbo ossessivo diventa anche paura della paura, diventa di fatto un modo involontario per sabotare la nostra felicità.

Cosa significa tutto cio?

Significa che bisogna accettare la paura per quello che è, cioè un’emozione umana e darle il giusto valore piuttosto che continuare a fuggire da ciò che temiamo. 

Come dice Nardone, con la nostra immaginazione creiamo fantasmi dai quali fuggiamo. Se, al posto di fuggire, ci fermiamo e li tocchiamo, si dissolveranno nel nulla.

Lucio: Grande citazione. Bene, siamo giunti alla fine di questa intervista, che spero possa essere utile a tutti coloro che avranno la possibilità di leggerla. Ti ringrazio per la tua disponibilità e, dandoti lo spazio per un saluto ai lettori, ti chiedo se hai un’ultimo consiglio o un augurio da fare loro.

A chi legge, vorrei consigliare di non perdere mai la fiducia nella possibilità di stare bene. Per quanto problematica appaia la situazione, l’ansia non potrà mai togliervi la serenità.

Serenità che ricomparirà non appena comincerete a sostituire processi disfunzionali con soluzioni terapeutiche che derivano in parte dalla terapia, in parte dalla comprensione del problema e in parte dalla correzione dello stile di vita.

Il disturbo ossessivo non è una malattia ma uno stato mentale a cui la medicina ha attribuito un’etichetta. Se si superano le etichette e si comprendono le cause, non c’è nulla che vi impedisce di poter ritornare ad essere sereni.

Conclusione

Documenti e video sul Disturbo Ossessivo Compulsivo

Come avete potuto comprendere, Alessandro ci ha dato una mole veramente enorme di informazioni. Le strade per vincere il Disturbo Ossessivo sono tante e piano piano ne vedremo alcune. La cosa importante è capire che comunque le strade esistono ed è possibile percorrerle.

Con la certezza che impegnandosi e facendo proprio il giusto approccio, prima o poi vedremo la luce.

Fammi sapere cosa pensi dell’articolo nei commenti qui in basso!

***  AGGIUNTA ALL’ARTICOLO ORIGINALE EFFETTUATA IN DATA 20 MAGGIO 2015 ALLE ORE 14.00 ***

Visto che alcuni utenti nei commenti hanno espresso dubbi circa la veridicità dell’intervista, ho deciso di integrare l’articolo con un po’ di altro materiale. Verso la fine di quanto stò scrivendo troverai esattamente l’indicazione di chi è Alessandro e del perché dovresti credere alle sue parole.

Prima però mi permetto di esprimere alcune considerazioni.

IMPORTANTE: questa non è in alcun modo una “critica alla critica” (non avrebbe senso) ma un modo per fare luce su alcune meccaniche precise del DOC. Preciso altresì che io non sono tenuto a giustificare le mie azioni e che in questo blog non si intende dare rassicurazioni a destra ed a manca, in quanto come sappiamo le rassicurazioni sono una delle più importanti forme di compulsione.

Ecco… prima di spiegarvi come ho creato questa intervista, vorrei invitarvi ad una riflessione:

  • Siete consapevoli che questa diffidenza è proprio una delle basi su cui si fonda il DOC?
  • Avere dubbi sulla veridicità di questa intervista può voler dire solo una cosa: l’avrei scritta di mio pugno. Ma a quale pro?
  • Ci sono migliaia di persone ormai che seguono questo blog. Alcuni sono psicoterapeuti. Mi stò interfacciando anche con alcuni di loro. E’ un problema? 🙂
  • E’ così strano che ci siano anche persone guarite o magari in fase finale di guarigione?
  • Prima o poi, per uscire dal DOC, dovrete decidere di credere a qualcosa. O preferite continuare consapevolmente a vivere nel dubbio? Alla fine sarà una vostra decisione.

Vi prego di prendere quanto segue non come una critica ma come una constatazione obiettiva: concentrandosi sui dubbi assurdi circa la veridicità dell’intervista, invece di concentrarsi sui suoi contenuti e su come applicare i preziosi suggerimenti contenuti in essa è esattamente quello che il DOC fa con i suoi trucchetti a chi ne soffre => Distogliere dai sogni e dalla vita che si desidera vivere con le sue menzogne camuffate da dubbi.

Lo capisco, perché anche io ho avuto il DOC. E so che la mancanza di fiducia nel prossimo altro non è che uno specchio della mancanza di fiducia in se stessi. Per questo il mio consiglio è: Apritevi alla fiducia. Solo così potrete guarire dal DOC.

Questo non vuol dire che dovete fidarvi ciecamente, naturalmente. Neanche di me. 

Fidatevi solo del vostro cuore (e non dei vostri pensieri).

Bene, è giunto il momento di svelare ,l’arcano.

Alessandro è molto noto sul web con lo pseudonimo di Dr. Dock. E’ una vera autorità nel campo e ne sa veramente tantissimo. Presta da diversi anni il suo tempo e la sua passione in modo volontario sul forum PSYCO, che è il più importante forum che parla di Disturbo Ossessivo Compulsivo in Italia. Se volete la prova, fate questa ricerca su Google “dr.dock site:psyco.forumfree.org”

Come è nata questa intervista?

Semplice: mi pareva una buona idea fare interviste a chi ha vinto il Doc (era piaciuta moltissimo anche a chi aveva partecipato ad un sondaggio che ho inviato via email mesi fà). Così gli ho chiesto se voleva concedermi una intervista, e lui ha acconsentito. Entrambi ci siamo messi di buona lena ed abbiamo impiegato ore di tempo e passione in modo totalmente gratuito, fino alla creazione dell’intervista che potete leggere più in alto.

Ho abilitato un utente speciale per Alessandro così se vorrà potrà rispondere personalmente ai commenti.

Uno speciale grazie ad Alessandro ed alla sua disponibilità 🙂

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Leave a Reply 306 comments

Anonimo - maggio 19, 2015 Reply

Bello portare anche l’esperienza di chi ce l ha fatta! personalmente credo che il Doc sia forse uno dei peggiori disturbi esistenti perché ti conduce in un vortice che ti risucchia sempre di piu ed ė anche molto subdolo,perché mentre pensi di star meglio ci ricadi . Volevo sapere da te Lucio…. anche a te capitava di pensare al passato e di sentirti in colpa anche per cose da poco?Io mi sono reso conto che uno degli ingredienti principali ė anche il senso di colpa che in noi ha sempre trovato terreno fertile e una scarsa autostima che quasi non ci fa sentire degni di ciò che abbiamo,non ci sembra vero….almeno per me ė così…. e personalmente anche li poi iniziano a venire i dubbi se le relazioni instaurate siano sincere o meno,gettandoti nella più totale disperazione…. personalmente questo poi mi ha portato a credere anche che ,convincendomi della falsità di tali rapporti di cui non mi sento degno,che gli altri fingano o che prima o poi mi feriranno,potrei,in una sorta di raptus da follia omicida , fare del male proprio a chi tengo di più e adel cui rapporto temo la mancanza di autenticità…un pò contorto come discorso,ma la mia testa ne produce in continuazione! Spero potrai darmi un tuo parere,sei ammirevole per ciò che fai. 🙂

    Lucio Odisei
    Lucio Odisei - maggio 21, 2015 Reply

    Si il senso di colpa è una delle maggiori cause del DOC.
    Presto approfondirò l’argomento!!

    Giorgio - dicembre 14, 2015 Reply

    Salve! è necessario leggere il libro ” Liberare il primate, salvare la principessa” dallo psicologo esperto in disturbi ossessivi, Damián Ruiz. Mi ha aiutato a capire quello che è successo a me e soprattutto consigli per meglio affrontare il problema.

      Anonimo - gennaio 11, 2016 Reply

      Alessandro potrei chiederti una cosa? Non voglio stressarti né pretendere il tuo aiuto a tutti i costi o che sia tu a risolvermi il problema assolutamente no. Volevo chiederti se è in qualche modo possibile contattarti anche solo per parlare una volta cinque minuti sempre se vuoi . Ho letto delle cose che hai scritto e se devo dire la verità mi sembri arrivato a un grado di consapevolezza importante , per questo vorrei solo un mini confronto non una diagnosi né una terapia.

    R - gennaio 11, 2016 Reply

    Alessandro potrei chiederti una cosa? Non voglio stressarti né pretendere il tuo aiuto a tutti i costi o che sia tu a risolvermi il problema assolutamente no. Volevo chiederti se è in qualche modo possibile contattarti anche solo per parlare una volta cinque minuti sempre se vuoi . Ho letto delle cose che hai scritto e se devo dire la verità mi sembri arrivato a un grado di consapevolezza importante , per questo vorrei solo un mini confronto non una diagnosi né una terapia.

Mars - maggio 19, 2015 Reply

Lucio una curiositã….ma come hai fatto a fare queste interviste?

    Anonimo - maggio 19, 2015 Reply

    Penso sia lo stesso dibbio:
    Io penso di non crederci ancora fino in fondo.già portarsi dientro una cicatrice come dicevi tu lucio mi sconforta un po’ diciamo.poi questa testimonianza,sebbene mi rincuora un pochino mi chiedo ma se questa cicatrice non fa male come è finito alessandro a trovare questo sito?
    Da parte tua capisco che hai avuto l’idea di aprire un blog per aiutare e di questo ringraziamo,ma lui?

      Lucio Odisei
      Lucio Odisei - maggio 19, 2015 Reply

      Io penso di non crederci ancora fino in fondo

      A che cosa?

      poi questa testimonianza,sebbene mi rincuora un pochino mi chiedo ma se questa cicatrice non fa male come è finito alessandro a trovare questo sito?
      Da parte tua capisco che hai avuto l’idea di aprire un blog per aiutare e di questo ringraziamo,ma lui?

      in che senso? Dubiti della veridicità dell’intervista?

        Anonimo - maggio 19, 2015 Reply

        Non dubito dell’intervista.dico: se uno sta bene com’è che finisce su questo sito? Non so se mi spiego…non è nè una critica nè un attacco.è che ho paura lucio,sono tre anni che sto male,mi sto perdendo la vita e non la voglio così…adesso non so nemmeno io come sto,pensa, sembra di stare meglio ma forse era meglio prima..non mi piaccio e cmq sono sempre piena di dubbi e di fatto bloccata…una situazione sentimentale che mmm
        mi manda in crisi e non so fino a che punto sia ancora doc.
        Mi sento come una bambina di 10 anni xhe deve vivere da adulta e chiaramente non lo sa fare. Mi chiedo finirà?

    Lucio Odisei
    Lucio Odisei - maggio 19, 2015 Reply

    Magia!!!
    A parte gli scherzi, perchè ti interessa?
    🙂

      Mars - maggio 19, 2015 Reply

      Ti riferisci a me? non so, magari è stesso l’atteggiamento tipico del doc….ma mi sembra strano che tu abbia a che fare con persone che hanno questo stesso nostro problema, sebbene sia comunque ammirevole il voler portare testimonianze di chi ce l’ ha fatta 🙂

BRUNO - maggio 19, 2015 Reply

Buongiorno
sono Bruno e da qualche mese sto sperimentando un po’ tutti i tipi di DOC .. sono stato un criminale serial killer un omosessuale un depresso suicida (nel senso che immaginavo spesso che sarei finito cosi) e oggi rileggendo questa preziosa testimonianza di Alessandro con la collaborazione del mitico Lucio ho compreso che fondamentalmente non mi voglio bene per un cazzo penso sempre che la fortuna le belle cose non mi spettano di diritto .. non so come cambierò sta cosa di me ma ci proverò… avevo solo bisogno di un consiglio … sto andando da uno psicoterapeuta e da 6 mesi faccio training autogeno e ho letto nei libri di Nardone (oltre i limiti della paura ) che il miglior modo per diventare più forti contro le ossessioni e durante le tecniche di rilassamento di immaginare le scene temute volontariamente … Qualcuno ha sperimentato tutto cio? Funge ??? o e’ sempre meglio cercare di fare scivolare via le immagini involontarie durante tutta la giornata ??’ teniamo botta appena ne usciremo SAREMO FOTTUTAMENTE SPENSIERATI E CRESCIUTI DAVVERO .

    Lucio Odisei
    Lucio Odisei - maggio 19, 2015 Reply

    Ciao, le tecniche di Nardone sono molto interessanti, ma la cosa migliore è farle con il supporto di un terapeuta.
    Se non sbaglio quella di cui parli è quella del “peggior incubo” vero?
    😉

      Bruno - maggio 20, 2015 Reply

      Esatto … il pensare alla cosa che più ti crea ansia e tenerla li nella mente fino che l’ansia si dissolve … ne parlerò meglio col mio psicoterapeuta … il problema che il mio doc cambia come il tempo come ho accennato nel primo messaggio … ed è li che ho capito il non-senso delle mie ossessioni … Grazie Lucio per quello che fai e a chi collabora con te come Alessandro … 🙂

        Alessandro Dr. Dock
        Alessandro Dr. Dock - maggio 20, 2015 Reply

        Ciao Bruno,
        quella tecnica è ottima, ma ti vorrei dare un consiglio, se posso.
        Nessuna tecnica o esercizio, nessun libro, nessun ragionamento, nessuna terapia sarà mai valida se il tuo obiettivo è mandar via i pensieri.
        Più combatti, più l’ansia persiste e più finisci per sentirti rassegnato.
        Non a caso, quando provi un esercizio, la mente (in ansia) vorrà testare se il pensiero è andato via, ma ti accorgi che è sempre lì al suo posto.
        Sarebbe molto più utile capire la paura, non razionalizzarla.
        Come ha detto Lucio, trovo più utile che l’esercizio sia assegnato dal terapeuta perché altrimenti perde un po’ di effetto.
        Se fai gli esercizi da solo, hanno più un’utilità cognitiva rispetto a quella strategica.

          Bruno - maggio 20, 2015 Reply

          Ciao Alessandro è un piacere conoscere anche te …. quando dici “Sarebbe molto più utile capire la paura, non razionalizzarla” cosa intendi ? ….. so che ti sto chiedendo la luna ma non hai per caso consigli ? cosa ti ha aiutato a te ? Detto fino in fondo in sti periodo la situazione è gestibile pero’ vorrei rendere piu’ costruttivo questo periodo!!! GRAZIE di cuore:-)

          paki - ottobre 19, 2015 Reply

          Ciao Alessandro ciao Lucio,
          mi sono intromessa in questa discussione solo per chiedere ad Aessandro i tioli dei libri di Nardone che ti hanno ridato maggiore consapevolezza e contemporaneamente la strada giusta per uscire dal doc. Premetto che Paki e’ il mio vero nome e ho scoperto di soffrire di doc 12 anni fa. Doc da contaminazione fin da piccola, perfezionismo, doc pedofilo e religioso ma con terapia farmacologica ed un anno di psicoterapia le cose sono andate meglio e sembrava tutto fosse rientrato. sono stata bene per dodici anni. Nel frattempo sono diventata mamma e tutto e’ andato per il meglio almeno cosi’ sembrava. Due anni fa dopo il suicidio di una amica ci sono ricascata dentro senza trovare ad oggi una soluzione al problema. Seguo psicoterapia con un analista di tipo classico che dice di seguire una terapia solo di tipo cognitivo e sono in cura farmacologica. Alterno dei momenti in cui sto meglio sono piu’ forte e mi ritorna la gioia e la voglia di fare ad altri periodi in cui i pensieri sono bombardanti l’ansia ti divora dentro come un mostro e nonostante io sia una persona molto forte mi sembra quasi di non farcela. il contenuto dei pensieri e’ ciclico passano da quelli da controllo a quelli aggressivi ma non con gl’altri ma con me stessa con la paura di arrivare a fare quello che ha fatto la mia amica e questo mi fa sentire svuotata come se niente avesse piu’ senso. Ed invece di senso ce ne, ho un marito e una ragazza di 13 anni da crescere lavoro e faccio di tutto per uscire da questo tunnel. ho letto l’ebook di lucio seguo i suoi consigli sun trining del respiro e le cose mi sembra che vadano megliio poi ad un tratto ………..scivolone .Allora perche’ quando sembra che stia meglio ci ricado dentro peggio di prima?
          ah dimenticavo quasi sempre i periodi piu’ critici sono i cambi di stagione e i periodi pre e dopo le mestruazuioni e i cambi di stagione come possono c’entrare anche loro?
          Grazie cari amici del tempo che ci dedicate. Che Dio benedica i vostri passi sempre.

          paki - ottobre 19, 2015 Reply

          scusate l’italiano con cui ho scritto ma e’ stato fatto di getto senza correzioni.

Leo - maggio 19, 2015 Reply

“Il disturbo ossessivo non è una malattia ma uno stato mentale a cui la medicina ha attribuito un’etichetta. Se si superano le etichette e si comprendono le cause, non c’è nulla che vi impedisce di poter ritornare ad essere sereni.”

Io ritengo che questo passo sia fondamentale… Non siamo malati. Non è una malattia terminale. Non è nulla. È solo un approccio sbagliato e sapere che non bisogna guarire da una malattia ma bisogna cambiare un approccio ai problemi è nettamente diverso… Se pensiamo a una malattia ci sentiamo persi e sconfitti ma non è una malattia… i medici gli hanno attribuito un’etichetta, perchè in effetti il disturbo è uguale per tutti. Sfido chiunque a dire che non si ritrova col testo di Alessandro… Facciamo tutti gli stessi errori gli stessi percorsi le stesse sofferenze…. E tutto parte quando per rispondere a domande inventate da un minuto all’altro cominciamo a comportarci in modo da non far avverare queste domande…

FORZAAAAAAA

Giuseppe - maggio 19, 2015 Reply

“Inoltre, il problema suggerisce una chiave di lettura importante: le proprie paure, qualsiasi esse siano, sono una manifestazione particolare della paura generale di non essere felici. La paura, che nel disturbo ossessivo diventa anche paura della paura, diventa di fatto un modo involontario per sabotare la nostra felicità.”
Meraviglioso. Non abbiate paura di essere felici.

    anonimo - maggio 19, 2015 Reply

    Vero. Io credo che uno dei problemi sia proprio la paura di essere felici perché alla base non ci riteniamo degni di ciò che abbiamo e ci sentiamo colpevoli anche dell più piccole cose, magari fatteda bambini….Lucio ho scritto anche proprio all’inizio….mi piacerebbe un tuo parere 🙂

      Leo - maggio 19, 2015 Reply

      Considerate che a me è partito tutto da: e se non fossi felice? e se non volessi questo nella mia vita?
      In realtà ero ben più che felice… MMAAHH

Cate - maggio 19, 2015 Reply

Ciao Lucio e ciao tutti!

E’ la prima volta che scrivo e a dire il vero lo faccio anche contro una certa resistenza che avverto (in generale mi da fastidio “ratificare” il fatto di avere questo disturbo. Vedi: non accettazione!).
Tuttavia ci tenevo a dirti la mia opinione su questo sito: TI RINGRAZIO di cuore per il tuo lavoro che trovo davvero di alta qualità ed ESTREMAMENTE UTILE per ragionare in modo sano sui nostri disagi al fine di trovare delle soluzioni e non di placare l’ansia (differenza che ho imparato essere fondamentale).
Ho sempre guardato con estrema ammirazione e gratitudine a tutte quelle persone che, nonostante siano uscite dal problema, continuano a dedicare i loro pensieri a chi sta passando le stesse cose che loro hanno superato, fornendo spunti di riflessione, incoraggiamento e fiducia. Penso che questo, oltre ad essere uno straordinario esempio di condivisione, sia anche un grande indizio di coraggio, di sensibilità e di altruismo. I miei complimenti a te, Lucio e anche ad Alessandro!

Detto questo volevo anche dirti che mi piace molto il taglio che sai dando a questo sito (con i contributi presi dai commenti ed esempi di “guarigioni”).

Premettendo che potrei scrivere per ore riguardo a questi temi, cerco di concentrami su alcune riflessioni che mi vengono dopo aver letto questa intervista:

ho capito che alla base del mio problema, ma credo del problema di molti, ci sia una sorta di fobia dello stare male psicologicamente ed emotivamente, un eccessivo bisogno di benessere, un benessere però idealizzato e perciò irraggiungibile. Prima accetteremo che nella vita esiste anche la non-perfezione, prima impareremo a non pretendere troppo da noi, prima capiremo che non tutto è controllabile (men che mano emozioni e pensieri), prima ritorneremo alla condizione di imperfetti ma sereni esseri umani.

La realtà è molto più semplice di noi e delle nostre contorte preoccupazioni 🙂

Un’altra cosa: sto fatto degli squilibri ormonali e carenze vitaminiche.. ho sempre avuto il dubbio che i miei disagi potessero dipendere (o essere amplificati) da qualche causa di questo genere, ma non ho mai eseguito analisi approfondite perché mi sembrava un tipico pensiero ossessivo e una compulsione bella e buona! Qualcuno ha sperimentato il contrario?

Grazie ancora di tutto!

    ste - maggio 19, 2015 Reply

    concordo parola per parola con quanto ha scritto Cate.
    La paura (del non controllo) delle emozioni negative, dell’ “inficiare” la nostra felicità (sentendosi di questo responsabili) e, aggiungo, la “reificazione” del pensiero (pensando che quello che la mente produce sia sempre “segno” di un volere, o peggio, di un “dovere”, e comunque “vero”, da “vagliare” in un vortice di dubbi esistenziali) in sinergia (negativa) con l’ “etichettamento” patologizzante producono “mostri” che per fortuna sono solo immaginari.
    Nel momento in cui smettiamo di “darci sostanza” e vediamo in modo consapevole che sono “solo” emozioni da accogliere (e vivere) e pensieri (da osservare, non da reificare), vediamo anche con chiarezza che il disturbo ossessivo altro non è che una “resistenza” opaca e pesante che ci annebbia la vi(s)ta su di noi, su ciò che siamo, su ciò che abbiamo.
    Certo, non è sempre facile (almeno per me) “far andare”, “accogliere” e “stare” con l’ansia quando insorge, ma da quando la riconosco so che svanisce se non la trattengo o se non “la studio” troppo. Tornerà, non “c’è la porta magica” ma se ne andrà di nuovo, come altre mille pensieri e mille emozioni.
    Non cercherei, sinceramente, “cause chimiche”, ormonali, fisiologiche, etc. perché credo che se ci fossero darebbero anche altri disturbi (che “ansiosamente” avreste già fatto accertare) e che invece si rischiano di mettere benzina all’ansia (e dunque alle ossessioni).
    Buona “consapevolezza” a tutti

    Alessandro Dr. Dock
    Alessandro Dr. Dock - maggio 20, 2015 Reply

    Ciao, è molto giusto ciò che dici, la paura è un’emozione che ci permette di proteggerci da ciò che potrebbe mettere a repentaglio il nostro benessere.
    Il problema è che queste paure sono eccessive, distorte, irrazionali e inappropriate, dovute ad uno stato d’ansia interiore.
    Questo stato può essere dovuto a tantissime cose, anche allo stress accumulato in anni e anni di sbagli, situazioni difficili, educazione rigida o ritmi eccessivi di lavoro.
    Riguardo agli esami, la compulsività è in coloro che effettuano continuamente analisi perché insoddisfatti dagli esiti e convinti di avere qualcosa, non in chi vuole fare degli accertamenti.
    C’è molta confusione su questo aspetto perché, sono sicuro, se tu chiedessi ad un medico un elenco di analisi da effettuare, sicuramente ti direbbe che sei ipocondriaca.
    È poco accettata l’idea di fare controlli in caso di ansia, i protocolli prevedono la terapia o gli psicofarmaci, che non risolvono le cause dell’ansia.
    Ci sono laboratori (purtroppo all’estero) che effettuano analisi specifiche per valutare il metabolismo: acidi grassi, aminoacidi, vitamine e minerali.
    Io stesso ho effettuato alcune di queste analisi ed ho scoperto di avere il cortisolo salivare alto (cosa che non risultava in quelle del sangue presso l’ASL) e questo mi comportava anche l’alterazione degli androgeni.
    È una storia un po’ complessa, ma una gran parte dei disturbi mentali (chiamiamoli così) viene curata con successo con la medicina ortomolecolare, che si occupa di riarmonizzare il metabolismo.
    Dal mio punto di vista, il disturbo ossessivo e la maggior parte dei disturbi d’ansia possono essere curati con successo da una terapia che lavora a valle sul modo di affrontare i pensieri e le paure (questo blog è utile in questo), e a monte sulle vere cause dell’ansia.

      Lucio Odisei
      Lucio Odisei - maggio 21, 2015 Reply

      Curiosità: come hai monitorato il cortisolo salivare?

        Alessandro Dr. Dock
        Alessandro Dr. Dock - maggio 21, 2015 Reply

        Ho contattato un laboratorio inglese che mi ha inviato un kit.
        Si usano dei tamponi da masticare e rimettere all’interno dei contenitori.
        C’è ne sono 4 per monitorare l’intera giornata.
        Poi, va inviato nuovamente per analizzarlo.

          maria - maggio 24, 2015 Reply

          E dopo aver controllato il cortisolo che cura hai fatto?

      Sofia - ottobre 2, 2015 Reply

      Salve

        Sofia - ottobre 2, 2015 Reply

        Salve a tutti , anche io soffro di DOC e vorrei chiedere ad Alessandro se nel mio caso convenga che mi faccia un analisi ,se si tratta di compulsivitá o semplice accertamento. Le spiego meglio : io è già 2 volte che tra l’anno scorso e quest’anno ho eseguito 2 analisi per il test dell”hiv e quest’estate è riscattata questa paura a seguito di un episodio. Nel mio caso crede che si tratti di compulsione ? ? Il mio primo esame lo feci a dicembre 2014, il secondo a gennaio 2015 e ad oggi vorrei rifarne un altro …..

          Sofia - ottobre 2, 2015 Reply

          Aggiungo che sono in cura da una psicologa da qualche mese ..grazie per la sua disponibilità per chi soffre di questo disturbo. .attendo una sua risposta. ..grazie

    Lucio Odisei
    Lucio Odisei - maggio 21, 2015 Reply

    Bravissima 😉

    Le analisi possono essere molto utili, purchè non li prenda come una compulsione.
    In generale bisognerebbe monitorare i livelli di cortisono e degli ormoni della “paura”.
    Prova a vedere se il tuo medico sà darti indicazioni migliori

    🙂

    Vivalavita - settembre 13, 2016 Reply

    Non l’avevo mai vista da questo punto di vista! “Un eccessivo bisogno di benessere” parole sante

Irene - maggio 19, 2015 Reply

A chi non crede alla veridicità di questa intervista vorrei sottolineare un aspetto importante: SOLO CHI HA REALMENTE SOFFERTO PUÒ AIUTARE L’ALTRO A VIVERE E A COMPRENDERE LA SOFFERENZA DI QUESTO DISTURBO. Vi siete chiesti come mai Lucio conosce gente che è guarita dal doc e/o come mai chi si è svegliato da questo incubo incappi in un blog del genere…la risposta è sotto i nostri occhi: Alessandro ha deciso di studiare per diventare psicologo proprio per aiutare chi si è trova nelle sue stessa condizioni. Giorno dopo giorno lotto con le ossessioni, da anni ormai…ho imparato ad accettarmi e ad accettare il doc. Ho fatto anni di analisi. Ho letto tantissimo, ho studiato tantissimo…questa piena consapevolezza che ho acquisito negli anni non mi ha guarita del tutto ma mi ha resa forte e pronta a tendere la mano a chiunque si trovi nelle mie stesse condizioni. Pronta ad aiutare e sostenere chi ha bisogno. La nostra sensibilità da ossessivi sarà il nostro punto di forza nell’ascolto e nel sostegno dell’altro. Ben vengano quindi testimonianze di questo tipo.

    Alessandro Dr. Dock
    Alessandro Dr. Dock - maggio 20, 2015 Reply

    Ciao Irene,
    la risposta di questa intervista l’ho scritta più in basso.
    Frequento un forum di psicologia e l’idea è nata per dimostrare che si può stare bene a dispetto di quello che uno legge sui siti di psicologia.
    Dici che lotti contro le ossessioni, non so se il termine lo hai usato in senso stretto, perché lottare è un modo per rafforzare l’ansia non per allentarla.
    Sono sicuro che le letture ti hanno aiutato molto ma la soluzione non è nei libri ma come decidi di vivere le tue paure.
    L’argomento analisi l’ho trattato in maniera molto leggera in questa intervista, ma le ossessioni hanno spesso una componente biochimica da non sottovalutare.
    Servirebbe essere seguiti da un esperto medico omeopata che ti faccia fare esami più complessi, esami che dipendono dal singolo caso.
    Esistono laboratori che si occupano di analisi sul metabolismo, analisi che nel mio caso sono state fondamentali per capire cosa non andava.
    Le analisi che fai all’ASL sono analisi base per capire se c’è uno stato patologico ma sono poco sensibili e specifiche per i problemi della mente.

    Anonimo - maggio 22, 2015 Reply

    Alessandro!!!
    l’ho immaginato dall’inizio che fossi tu! Grande persona, generosa nell’aiutare il prossimo e disponibile al dialogo costruttivo. ..
    sì, costruttivo e lo sottolineo, in quanto gli arrovellamenti mentali dei perché questo o perché quello, portano inevitabilmente ad entrare in un loop da cui è difficile districarsi.
    È una persona vera, che esiste e brilla di luce interiore! Io posso testimoniare da quanto ho potuto imparare dalle sue dritte!
    Lo scrivo qui e lo ribadisco: sei un profondo conoscitore dell”anima e ti stimo tantissimo

    in quest’occasione ringrazio Lucio per aver avuto un grande senso di responsabilità nell’aprire il suo sito, che diversamente da altri, invia imput precisi e agevola notevolmente il logorio del “docker”.
    Aver chiaro con semplici spiegazioni il processo autodemolitivo che sorge nella mente di chi vuol sentirsi tale, è un lavoro per pochissimi addetti ai lavori e tu sei una persona degna di lode, caro Lucio
    Il binomio Lucio e Ale mi piace tantissimo e di sicuro aiuterà tanti!!!
    In bocca al lupo a Voi!
    Angelica

      Alessandro Dr. Dock
      Alessandro Dr. Dock - maggio 24, 2015 Reply

      Sei l’Angelica che penso?
      Mi riempi sempre di complimenti, grazie!
      Spero che vada tutto bene… c’è una mamma che ha il tuo stesso problema, esatto.
      Le avevo detto di scriverti non so se l’ha fatto.
      Un grandissimo abbraccio e scrivimi. 😉

        angelica - maggio 30, 2015 Reply

        Siiii e’ certo che sono io!
        Ti mando un grosso abbraccio energetico, Ale.
        Quando si usa il cuore nelle cose che si fanno, il centro è d’obbligo! E tu sei un ottimo ” tiratore”!!!!
        Ti scrivo di sicuro e per sapere come vanno i tuoi studi.
        A presto e ti ringrazio ancora per quanto fai per tutti e quanto di positivo hai lasciato in me!

ylenia - maggio 19, 2015 Reply

I pensieri non devono concentrarsi sui contenuti.ma come si fa? se mi occupano tutte le 24 ore! Paura e identificazione nelle storie altrui che mi rendono ansiosa, ricordi che non pensavo nemmeno di ricordare e una infinita angoscia se penso alla mia vita ( mi accadrà questo,diventerò così e vivrò nell incertezza).

    Alessandro Dr. Dock
    Alessandro Dr. Dock - maggio 20, 2015 Reply

    Il primo passo è capire il valore di ciò che pensi.
    Per esempio, se ti salta in mente che il tuo futuro sarà orribile, che valore attribuisci a questo pensiero?
    È reale oppure è frutto del tuo stato d’animo?

Marco - maggio 20, 2015 Reply

Ciao, seguo il tuo sito e sono iscritto alla newsletter.

L’articolo, a differenza degli altri, non mi sembra sia stato molto esaustivo.
Come è uscito questo tizio qui dal DOC? Cosa ha fatto precisamente?

Vado subito al sodo, questa intervista mi sembra poco credibile.

Come hai conosciuto questa persona???
Cioè, io se fossi uscito dal DOC magari una spulciata su internet per aiutare le persone, magari sui forum, l’avrei fatta.

Ma, questa persona come è finita qui? Mi dirai…. GOOGLE! Ok… ma poi ti ha contattato lui per fare l’intervista? O cosa? Mi sembra un po’ strano, e se non è così e mi sto sbagliando almeno potrai chiarire a tutti quelli che, come me, hanno dubitato della tua buona fede.

Aspetto fiducioso una tua risposta,
Marco

    Alessandro Dr. Dock
    Alessandro Dr. Dock - maggio 20, 2015 Reply

    Ciao,
    sono il ragazzo dell’intervista.
    Capisco che ti risulta difficile credere a questo tipo di articoli, dal momento che il web è pieno di casi “miracolosi” che possono essere più o meno veritieri.
    Io scrivo molto su un forum di psicologia dove è iscritto anche Lucio, l’intervista è nata da una sua idea quando mi ha chiesto se potevo scrivere un po’ di me e della mia esperienza.
    Quello che dici, cioè l’aiuto sui forum lo faccio spesso, tempo permettendo.
    Mi spiace che hai dubitato dell’articolo ma ti assicuro che sono stato molto male a causa dei pensieri che mi passavano per la testa.

      Marco De Martino - maggio 20, 2015 Reply

      Allora mi scuso per quello che ho detto e del fatto che ho dubitato.
      Però non mi è ancora chiaro come ne sei uscito! Comunque complimenti sinceri!
      Marco

        Alessandro Dr. Dock
        Alessandro Dr. Dock - maggio 21, 2015 Reply

        La storia è molto lunga, non potrei scriverla in poche righe.
        Quello che mi aiutato molto è stato soprattutto un diario che ho scritto nel quale ho compulsato molto (errore) ma con il quale ho cominciato a capire come il problema lavorava sulle altre persone.
        Per uscirne ho studiato come la paura agisce e inganna le altre persone e, in questo senso, il forum mi ha aiutato molto.
        Poi, ci vuole anche molta pazienza e forza di volontà.
        Le analisi mediche e gli integratori hanno fatto il resto.
        Quando cominci a pensare che qualsiasi pensiero che fa paura è lì per farti paura e perché hai paura, il meccanismo si sgonfia da solo.

          Star - maggio 24, 2015 Reply

          Ciao Alessandro,di xhe tipo di integratori parli? sono dei farmaci?e le analisi che hai fstto tu si fanno solo all’estero?

emanuele - maggio 20, 2015 Reply

Ragazzi io credo una cosa: al di là che l’intervista possa essere vera o meno (ed io sono sicurissimo della sua veridicità ),l’importante sono i messaggi ed i consigli che questo ragazzo vuole darci. Dubitare ad oltranza fa parte della nostra mentalità ossessiva, ma se iniziassimo invece a fidarci maggiormente e a non mettere ogni singola cosa in discussione, penso che faremo tutti un grande passo in avanti. Grazie Lucio anche per questo articolo, che trovo molto utile 🙂

    Alessandro Dr. Dock
    Alessandro Dr. Dock - maggio 20, 2015 Reply

    Esattamente.
    Tra l’altro, come avevo già detto a Lucio, l’ansia si manifesta anche mettendo in dubbio non solo la veridicità di ciò che si legge, ma anche pensando che il proprio caso sia particolare, diverso, speciale, dunque reale.
    Se uno si focalizza meno sul dubbio e più sulla paura, noterebbe che è proprio questo stato d’animo a discreditare ciò che c’è di positivo e guardare solo le cose preoccupanti.
    È perfettamente normale, ma ci vuole molta consapevolezza nel capirlo.

Da - maggio 20, 2015 Reply

Il doc è la malattia del dubbio.
E vedo che si riesce a dubitare pure della veridicità dell intervista.
Ma perché dovreebbe essere un fake?
Io leggo e prendo quel che di buono c’ è da prendere e vado avanti, non mi crogiolo sulla possibilità che l intervista si un fake. Poi voglio dire, le tematiche e i consigli che affronta Alessandro non sono fuffa ma bensì degli ottimi spunti di riflessione.
Continuate a dubitare, date benzina al dubbio e aspettate che arriva il miracolo.
Il miracolo lo dovete fare voi, nessuno vi venderà la pillola miracolosa.
Forza.
Dr.doc lo capito subito che eri tu da come scrivevi.
io sono Logan, grazie per i consigli che mi hai dato in passato.
Ciao Lucio, grazie.

    Alessandro Dr. Dock
    Alessandro Dr. Dock - maggio 20, 2015 Reply

    Ciao Logan,
    forse hai capito chi sono perché scrivo in maniera criptica. 😀
    Vedo che i consigli ti sono serviti, hai scritto tutte cose condivisibili.
    I risultati arrivano quando smetti di cercarli, sono solo una conseguenza, non un punto a cui aspirare.
    Non pensavo che si potesse mettere in dubbio la discussione, però, se ci pensate bene, tutte le congetture che avete fatto si sono rivelate errate.
    Sono le stesse congetture che fate quando ragionate sulle vostre paure.
    Sembrano reali solo perché non vi accorgete dell’inganno.

emanuele - maggio 20, 2015 Reply

Ciao Lucio ed Alessandro, volevo invece porvi una domanda circa la mia situazione: non ho praticamente più ossessioni, l’ansia è diminuita moltissimo,ed ora è relativamente lieve. L’unica cosa che ancora non mi permette di uscirne definitivamente,e soprattutto di essere spontaneo, è il timore delle emozioni. Mi spiego meglio: poichè nel mio caso tutto è iniziato da un’emozione che all’epoca ho interpretato come negativa (noia,apatia), ho paura che se dovessi riprovare nuovamente quelle sensazioni,potrei ricadere nel tranello,poichè sono state quelle sensazioni a farmi scaturire l’ansia ed il pensiero seguente,che poi si è trasformato in ossessione. A distanza di tempo,ho capito che quelle sensazioni erano dovute ad un mio stato d’animo negativo,ma il fatto di averle interpretate male,mi ha portato poi a far ingigantire quel pensiero. Vorrei chiedervi a tal proposito,se potreste darmi qualche consiglio. Grazie 🙂

    Lucio Odisei
    Lucio Odisei - maggio 21, 2015 Reply

    Che cosa intendi con: timore delle emozioni?
    Le emozioni sono emozioni, è il fatto di interpretarle che fà casini.

    Il prolema nel DOc è l’eccesso di razionalità 😉
    Le emozioni vanno vissute, non interpretate

      emanuele - maggio 25, 2015 Reply

      Nel senso che il pensiero dal quale poi è cominciato tutto,è iniziato in seguito a delle sensazioni (apatia,noia) che ho interpretate come non giuste,e da li poi è scaturito il pensiero negativo. Per questo anche oggi stesso ho paura di riprovare nuovamente quelle sensazioni,per paura di non riuscire a capirle e di conseguenza ricominciare tutto da capo.

Anonimo - maggio 20, 2015 Reply

Ma questo distrurbo può sfociare ad esempio in schizofrenia, disturbo bipolare o cose del genere? Ho letto su un articolo che spesso queste malattie si accompagnano al doc

    Alessandro Dr. Dock
    Alessandro Dr. Dock - maggio 21, 2015 Reply

    Le risposte sarebbero superflue dal momento che il tuo stato d’animo svaluterebbe le rassicurazioni.
    La paura non si risolve con risposte logiche, infatti, potrebbe farti pensare: “lui si sbaglia”, oppure “forse il mio è un caso particolare”, e il dubbio ricomincerebbe…

    La paura è sempre un passo avanti allo logica.
    Comunque, la schizofrenia e il disturbo bipolare hanno cause diverse, certo uno schizofrenico può essere affetto anche da ossessioni, così come può ammalarsi di influenza; sono sempre individui che possono ammalarsi di altre patologie, no?
    L’ossessivo invece non può diventare schizofrenico.
    Detto questo, dopo aver letto la mia risposta iniziale, tu potresti benissimo pensare: “Quindi questo non esclude che potrei essere schizofrenico…”.
    Lo noti che la paura ti tormenta e come tu la segui?

      Anonimous - giugno 2, 2015 Reply

      Alessandro perché dici chevl ossessivo non puo diventare schizofrenico mentre lo schizofrenico puo avere anche ossessioni? cioè… perché é unilaterale la cosa e non può valere anche per chi soffre di doc ammalarsi di altro?

    Lucio Odisei
    Lucio Odisei - maggio 21, 2015 Reply

    Aggiungo a quanto detto da Alessandro che hai praticamente fatto l’errore che Alessandro cita ad un certo punto dell’intervista…

      Anonimo - maggio 21, 2015 Reply

      Quello di cercare online….

lucio - maggio 20, 2015 Reply

Ma perché non si vedono i commenti dopo aver compilato tutti i moduli

Gilles - maggio 20, 2015 Reply

Intervista davvero molto interessante, concordo assolutamente sul fatto che più si cercano i risultati e meno si ottiene, perché in effetti non dobbiamo ottenere un risultato, ma dobbiamo cambiare come persone, a mio avviso il doc si combatte cambiando “mentalità “.

Io che mi ritengo uno “guarito ” o comunque ” cambiato ” al 90%, ho avuto un salto di e benessere proprio quando non ho più preteso risultati. Mi ha aiutato tantissimo la meditazione e pensate un po’ po’…..LA CORSA! Pare incredibile ma da quando ho cominciato ad andare regolarmente a correre la mia salute mentale è migliorata tantissimo. Questo per dire che le terapie, le tecniche sono tutte buone, ma non vanno intese come “medicine “, sono un mezzo fondamentale, ma il grosso lo facciamo noi con la volontà di cambiare noi stessi.

    Alessandro Dr. Dock
    Alessandro Dr. Dock - maggio 21, 2015 Reply

    Probabilmente perché la corsa aumenta la produzione di serotonina e i recettori per questo neurotrasmettitore.
    Inoltre, brucia molto dello stress che accumuli durante il giorno, quindi non hai più i picchi di adrenalina che ti rendevano agitato mentalmente.
    La forza di volontà serve, l’importante è che l’obiettivo non sia mandar via i pensieri.

maria - maggio 20, 2015 Reply

Grazie Lucio e Alessandro grazie per i vostri consigli

    caterina - maggio 20, 2015 Reply

    Ciao, leggo da tempo il tuo blog senza avere mai commentato..ma ora dedisero davvero con tutto il cuore ringraziarti,il mio doc mi ha reso davvero la vita difficile, ho vissuto con l’ossessione di fare del male a mio figlio, un pensiero senza dubbio assurdo ma dolorosissimo che mi ha impedito di godermi appieno la gioia e il privilegio di essere madre..ora le cose pian piano stanno andando meglio e sono certa che questa esperienza, , questo pezzo di vita così doloroso sarà un opportunità di crescita e di comprensione profonda nei confronti di tutte quelle persone che hanno avuto simili disturbi e si sono sentite sole e orribili. .nn c’è nulla diorribile se riusciamo a scoprire il nostro profondo valore e ad amarci.Grazie Lucio.un abbraccio.

      maria - maggio 21, 2015 Reply

      Ti sono vicina a me questa ossessione è iniziata a 3 mesi dal parto e mi è durata anni ancora oggi si ripresenta ma non fa più male come prima ma so di aver perso le fasi più belle della vita di mia figlia anche se le sono stata sempre vicina ma non ho avuto mai quella pace e serenità che mi serviva per godermi quei momenti

        Alessandro Dr. Dock
        Alessandro Dr. Dock - maggio 21, 2015 Reply

        Voi avete oggettivato un pensiero.
        Quando avete fatto quel pensiero la prima volta, vi siete spaventati molto e avete creato un dubbio: “è vero il pensiero?”, “lo voglio fare veramente?”.
        La patologia la create ogni volta che date valore ad un semplice pensiero.
        Vi consiglio di leggere “The imp of the mind” che si trova tradotto in italiano sul forum di psicologia http://psyco.forumfree.org

        Perché continua a spuntare quel pensiero? Perché c’è uno stato d’ansia non curato e perché continuate a dare un valore reale e non trattarlo come paura.

          maria - maggio 23, 2015 Reply

          Ciao Alessandro anch’io ti conosco e vieni dal sito psico grazie per i tuoi interventi i pensieri violenti li ho sempre anche quando non sento ansia ma li ignoro quando invece sono un Po in ansia mi fanno stare male ma non più come tre anni fa capisco che sono irreali solo che quando mi capita di essere nervosa con i miei bimbi cosa che può succedere per le marachelle che mi combinano o perché a volte sono indisciplinati fanno capolino questi pensieri ed allora mi turbo perché associo nervosismo e pensiero insieme e mi scatta l ansia.Mi sento molto migliorata sto seguendo a pennello i consigli anche se sto sbagliando in qualcosa per il fatto che i pensieri ci sono sempre a volte mi sento libera cmq il mio doc è incentrato sulla relazione e questo che mi fa più impazzire e di cui voglio liberarmi solo che quando capita di litigare con mio marito il doc si rinforza alla grande e devo ricominciare tutto da capo

ylenia - maggio 20, 2015 Reply

Secondo te quindi Alessandro i pensieri derivano da quest angoscia che mi porto dentro?ma perché quando mi distraggo un attimo dal pensiero,sto bene, e poi di nuovo tornano i dubbi. Sembra come se quella sensazione è illusoria,è finzione. Come se la mia vita ormai è sospesa nel DUBBIO. Come se mi deve capitare qualcosa.

Grazie

    Alessandro Dr. Dock
    Alessandro Dr. Dock - maggio 21, 2015 Reply

    Quando ti distrai sei semplicemente concentrata su quello che stai facendo ma l’ansia è sempre dentro di te.
    Basta un momento di pausa e riporti l’attenzione sulla paura, ecco perché rispuntano i dubbi.
    L’ansia patologica creare le paure e le paure si manifestano sotto forma di dubbi.
    La finzione non esiste, esiste una realtà distorta dalla paura, di cui fa parte anche la paura di vivere un’illusione.

Alessandro Dr. Dock
Alessandro Dr. Dock - maggio 21, 2015 Reply

Per rispondere a Bruno, dal momento che non riesco a replicare sopra, dico che capire la paura significa divenirne consapevoli.
Se soffri di ansia, eventualmente avrai la paura di uscire fuori di senno.
Bene, se hai paura, il pensiero non dovrebbe farti paura? Se hai paura, tra le tante cose che potresti pensare, sceglieresti qualcosa di felice o rassicurante?
Prova a ragionarci.

Da - maggio 21, 2015 Reply

Si i tuoi consigli mi sono stati davvero utili.
Ho una domanda per te Dock:
nell intervista dici che addirittura i pensieri che facevi sembravano piacerti… ecco come fa a un pensiero a noi terribile e inaccettabile a lungo andare a piacerci?
Anche a me succede col mia ossessione sessuale. È il gradino più doloroso in quanto a volte penso che ij realtà lo desidero realmente dato che il pensiero attinente nn mi fa più disagio ma bensì al pensarci sembra che mi piaccia.
Grazie.
B giornata

    Alessandro Dr. Dock
    Alessandro Dr. Dock - maggio 24, 2015 Reply

    Perché la paura richiama le emozioni che temiamo, si tratta della suggestione.
    Stesso effetto si ha con gli attacchi di panico, cioè la sensazione di poter morire.
    La paura non ci crea solo sensazione di piacere ma anche di odio:
    paura di poter odiare la propria compagna—>sensazione di odiarla—>ansia—>compulsione—>sensazione di odiarla.

      maria - maggio 24, 2015 Reply

      Questa risposta era per me?

Anonimo - maggio 21, 2015 Reply

Dr doc ho letto su un tuo post sul forum della situazione di vuoto quando si interviene con la razionalità ad esempio nel caso di ‘perché si fanno le cose?’ Non è che potresti dirmi di più?

    Alessandro Dr. Dock
    Alessandro Dr. Dock - maggio 22, 2015 Reply

    Ci sono alcuni stati mentali che ti portano a farti quelle domande: apatia, insoddisfazione, paura.
    Quando sei apatico, nessuna cosa sembra interessarti molto.
    L’insoddisfazione porta a guardare il lato negativo di ogni cosa: se hai preso un bel voto, pensi che potevi fare di più, se potresti essere sereno, c’è un problema a cui stai pensando.
    La paura porta a farti domande esistenziali. Ovviamente si parla di domande irrazionali a cui cerchi risposte logiche.
    Dunque ti incastri nelle paure dato che una risposta logica non c’è.
    Tra l’altro farsi quel tipo di domanda blocca ogni tipo di emozioni che stavi sperimentando: se eri felice, arriva la paura a bloccarla (e da quel momento in poi osservi e vivi una realtà diversa rispetto all’attimo precedente):
    La domanda porta con se anche la sensazione di recitare, o i sensi di colpa e questo fa aumentare la paura stessa.

Anonimo - maggio 21, 2015 Reply

http://www.serviziodipsicologia.it/ossessioni-curare-o-gestire/
Ciao Alessandro cosa ne pensi di questo articolo?

    Da - maggio 21, 2015 Reply

    Ho letto l articolo.
    Da quello che dice in uno stato d ansia vengono a galla tutte le nostre tendenze della nostra coscienza.
    Quindi l ansia ci fa tirare fuori le nostre tendenze più recondite. Deduco quindi che l ansia non distorce le perceZioni della realtà ma bensì aiuta a tirar fuori tendenze che risiedono nella nostra coscienza.
    Davvero?
    Sto morendo.

      Anonimo - maggio 21, 2015 Reply

      Io credo che in una condizione d’ ansia ė facile distorcere il senso dell’articolo.Anch’io avevo capito questo inizialmente,ma poi ho letto piu in basso altre risposte ai commenti,in particolare quello di una ragazza che chiede se avere pensieri di natura pedofilica possa indicare tendenze inconsce di questa natura…ne sono ben due….leggi le risposte.Poi credo che comunque fondamentalmente tutti noi abbiamo dentro di noi delle pulsioni a carattere aggressivo o altro ( e questo lo dice anche Melli nel suo libro) e tutti noi abbiamo pensieri di questo tipo,solo che alcuni non gli danno peso e altri invece non li accettano. Alla fine il discorso ė sempre quello.Ma qui non dice che chi ha determinati pensieri ė automaticamente cio che pensa…leggi piu sotto.Mi dispiace che ti abbia fatto star male,l ho messo per avere un parere in piu,spero tu riesca a placare l ansia

        Anonimo - maggio 21, 2015 Reply

        E comunque rileggendo meglio ciò che scrivi…tu parli di tendenze della nostra coscienza….invece qui si afferma proprio il contrario,( tenendo conto anche dell’orientamento psicoterapico di chi scrive, ovvero quello psicoanalitico) ovvero che si tratta di tendenze inconsce, che come afferma più sotto, non permettono per questo di qualificare la personalità COSCIENTE di una persona, né significa che una persona farà di conseguenza ciò che pensa. Io ho voluto postare l’articolo per avere il parere di una persona che ne sa di più visto che studia psicologia, ma credo che il senso sia proprio questo. Forza!!

      Leo - maggio 21, 2015 Reply

      Balle!!! È ovvio che l’ansia porta un messaggio!!! Il messaggio è che dobbiamo sbloccarci! Stiamo intrappolati nelle paure invece di uscire fuori e prenderci la vita che ci spetta, la vita che vogliamo e la vita di cui non abbiamo paura!!!!
      Ma la risposta ce l’avete tutti. Già la sapete! È l’ansia che porta sofferenza inutile!!! Io avevo ansia di parlare in pubblico per paura di sbiascicare, di dire panzane, essere fuori luogo! E mica l’ansia mi voleva dire che effettivamente ero fuori luogo? Mica davvero non sapevo parlare? La mia era paura di buttarmi, di esprimere la mia idea in pubblico!!! Da solo a casa mi figuravo capacissimo di discorsi. Poi pronti via e un ansia mortale e tremarella mi colpivano! Fin quando con tutta la paura in gola ho preso e ho detto basta! Ho detto sbaglio o no io voglio parlare in pubblico! E l’ansia si dissolveva piano piano. Adesso mi sembra stupido che avessi paura di una cosa del genere. Ma il messaggio dell’ansia era sbagliato. Non avevo mica paura di parlare io, ero semplicemente insicuro nell’esprimere le mie idee. Tutto qua. Se tu ami i bambini, puoi avere ansia di non riuscire ad amarli come vorresti e pensare cose assurde! Quando semplicemente non devi compulsare ma devi lasciar andare il tuo amore correttamente!

      Leo - maggio 21, 2015 Reply

      Mi dispiace dirvelo così… Ma se uno legge un articolo e dopo ha l’ansia c’è solo una spiegazione: è pieno di seghe mentali….
      Come può un articolo su internet dirti tu cosa devi provare nella vita?!? Perciò le nevrosi prima della tecnologia erano molte meno… Perchè si lavorava di braccia e non ci si segava il cervello con queste stupidaggini e la sera si tornava a casa dalla moglie, anche se eri storpio, e dai figli anche se eri una bestia. Ma la vita andava avanti e nessuno aveva ansia e tutto sommato direi che sono cresciuti tutti piuttosto bene.
      Se uno legge notizie e si fa venire l’ansia esiste un solo nome per spiegare il concetto: SEGHE MENTALI.
      E baaaaaaaaasta

        Anonimo - maggio 21, 2015 Reply

        ahahahahah!! e questo pure è vero!!! internet ha fatto molti danni!! io ho il Doc perché nella mia famiglia c’è questa tendenza, mio padre è molto ansioso ma a lui non è sfociato in questo modo perché ai suoi tempi il pc non esisteva e si concentrava sulle cose pratiche della vita….è al mondo d’oggi che ci facciamo tante domande, e cerchiamo le risposte senza capire che ogni caso è a sè

          Alessandro Dr. Dock
          Alessandro Dr. Dock - maggio 22, 2015 Reply

          Se tuo padre è ansioso, a maggior ragione può esserci un filo di collegamento biologico nel causare il problema.
          Può essere anche che ti abbia trasmesso rigidezza, dunque facilità a stressarti; ovviamente ipotizzo dato che non ti conosco.

      Anonimo - maggio 22, 2015 Reply

      Da,spero vada un po meglio….batti un colpo! 🙂

        Da - maggio 22, 2015 Reply

        Ho realizzato che di default ho ansia. A volte nn l avverto ma silente risiede in me.
        quindi va da sé che qualunque pensiero io faccia lo faccio sotto la sua lente.
        Devo curare l ansia e poi ne riparliamo.
        Tranqi sto bene…
        Ciao

          Anonimo - maggio 22, 2015 Reply

          Bene,mi fa piacere. Mi dispiaceva averti scosso, non era mia intenzione ,so cosa si prova con questa brutta bestia che é l’ ansia! 😉

          Approfitto per condividere con tutti voi una frase di Gibran “NON SI PUÒ TOCCARE L’ ALBA SE NON SI SONO PERCORSI I SENTIERI DELLA NOTTE”
          credo ci rispecchi in pieno!
          Ce la faremo prima o poi a riprenderci in mano questa vita!

Federica - maggio 21, 2015 Reply

La lettura di The Imp of the mind a me ha solo fatto venire mille ansie.. Parla di tic nervosi di sentire le voci, psicosi…
Aiuto!!!!
Io non lo consiglio se si è ancora in preda all’ansia

    Anonimo - maggio 21, 2015 Reply

    Ma che in che pasticcio ci siamo ridotti ragazzi… Io fino a 1 mese e mezzo fa sognavo di viaggiare e laurearmi adesso mi ritrovo a leggere post su Freud, sulle malattie mentali, sulla coscienza, l’anima e così via…

      Leo - maggio 21, 2015 Reply

      guarda caso tutti si ritrovano in queste condizioni in periodi neri, o di cambiamento, o di stress… ma va?!? Che novità… una volta semplicemente dicevano: il ragazzo ha bisogno di riposo.
      Stop. Adesso tutti a cercare il rimedio facile, a cercare la cura miracolosa… Ragazzi ma la vita è cosi… nei cambiamenti si soffre, e molto pure, fa parte della vita insomma… accettare sempre

        Anonimo - maggio 22, 2015 Reply

        Ne sei uscito Leo? sembri molto determinato…

      Alessandro Dr. Dock
      Alessandro Dr. Dock - maggio 22, 2015 Reply

      Freud lo metterei da parte se non vuoi finire per complicarti la vita a cercare cause nascoste alle tue paure.

        Dolly - maggio 22, 2015 Reply

        Si,so anch’io che la psicanalisi non ė molto indicata per questo tipo di problemi…però mi chiedo…non voler ricercare le cause non potrebbe essere un modo per sfuggire a noi stessi? tra l altro anche Lucio nell’articolo chr parla dei 7 passi fondamentali per uscire dal Doc dice che quando si ė sufficientemente stabili nei confronti del Doc,bisognerebbe ricercare perché proprio quel tipo di Doc ci ha colpiti e solo cosi se ne può uscire definitivamente….Poi non so se ė proprio la stessa cosa.Lucio aspetto anche una tua risposta 🙂

          Alessandro Dr. Dock
          Alessandro Dr. Dock - maggio 24, 2015 Reply

          Non penso che Lucio intendesse dire di indagare i pensieri, ma in senso generale come mai siamo persone che abbiamo tutte queste paure.
          Ipotizzo, anche perché indagare la paura è un buon modo per aver paura.

    Alessandro Dr. Dock
    Alessandro Dr. Dock - maggio 22, 2015 Reply

    Beh, forse perché l’hai interpretato nella maniera errata.
    Quel libro fa riflettere circa il fatto che tantissime persone che non hanno problemi a volte fanno pensieri strani, violenti, paurosi ma riescono a superarli perché li considerano stupidi o non rappresentati la propria persona.
    Chi ha l’ansia, si identifica e tenta di risolverli.
    Non mi ricordo (a dir la verità l’ho letto un po’ di anni fa) che parli di voci o psicosi.
    In tal caso, un libro deve per forza rassicurare?

emanuele - maggio 21, 2015 Reply

Da quel che ho capito,l’articolo sostiene semplicemente quello che ha sempre sostenuto Lucio,cioè che alla base delle ossessioni,ci sia un significato nascosto,la differenza spesso sottolineata tra messaggio reale e messaggio errato. Infatti nell’articolo si dice pure che tali ossessioni arrivano in maniera “mascherata”,proprio perchè il vero significato non è quello dell’ossessione chiaramente,ma esso viene distorto dall’ansia. Per lo meno,è quello che ho capito io ragazzi 🙂

leo - maggio 21, 2015 Reply

Ma poi Lucio lo ha già scritto… I problemi reali non si risolvono come i problemi della mente…
L’ansia di un fatto reale è reale c’è poco da fare… Se ho ansia di guidare probabilmente devo farlo, mi devo sbloccare e basta.
Se ho ansia di pensare… li sono guai. Perchè i problemi immaginari sono infiniti. E se tu dai una risposta loro se ne inventano sempre una nuova di domanda più assurda della prima. Non rispondere alle ansie derivanti da paure mentali immaginarie è proprio l’ABC.

    Alessandro Dr. Dock
    Alessandro Dr. Dock - maggio 22, 2015 Reply

    Concordo, però a volte uno ci casca e questo è perfettamente normale.

      Anonimo - maggio 22, 2015 Reply

      Ciao Alessandro ma alla fine hai letto l’articolo?

      Anonimo - maggio 22, 2015 Reply

      Dr doc ma ora che ne sei uscito sei ancora un tipo ansioso? Cioè perlomeno di fronte a situazioni reali… Come è cambiata la tua vita e il tuo carattere?

        Anonimo - maggio 22, 2015 Reply

        È possibile cambiare personalità in meglio una volta usciti?

          Alessandro Dr. Dock
          Alessandro Dr. Dock - maggio 24, 2015 Reply

          Non c’è un cambio di personalità, c’è un miglioramento dei propri stati d’animo, con tutto quello che ne deriva.

          Lucio Odisei
          Lucio Odisei - maggio 24, 2015 Reply

          Assolutamente SI!

        Alessandro Dr. Dock
        Alessandro Dr. Dock - maggio 24, 2015 Reply

        A volte quando ho troppo lavoro, divento un po’ nervoso e perfezionista, ma si tratta di aspetti che accetto e a cui non do tanto peso.
        Quello che è cambiato è che adesso mi sento libero, non sto a rimuginare giorni, anzi non lo faccio mai. Prima vedevo tutto in negativo e ogni situazione era motivo per pensare qualcosa di pauroso, con classica fitta allo stomaco, ora queste cose sono un ricordo.
        La tendenza all’ansia è andata via anche grazie agli integratori.

          Alessandro Dr. Dock
          Alessandro Dr. Dock - maggio 24, 2015 Reply

          Aggiungo che, avendo avuto il cortisolo alto, i miei livelli di serotonina erano costantemente bassi (e quelli di glutammato probabilmente alti).
          In questo quadro, o curi il problema o continuerai ad avere l’ansia, anche se ci navighi sopra senza affogare come succede senza terapia o aiuto.

          Anonimo - maggio 24, 2015 Reply

          Ma il perfezionismo non è per forza una caratteristica negativa, io prima del doc ero sempre perfezionista nel senso che cercavo in ogni situazione di fare la cosa migliore e dare il massimo ma anche se le cose non andavano bene non stavo male. Il perfezionismo estremo forse è negativo, quando stai sempre male perché non ti accontenti mai no?

Anonimo - maggio 22, 2015 Reply

A me la cosa che mi fa star male più di tutte è quella di sapere di essere preoccupato per niente mentre ci sono persone che soffrono veramente per qualcosa di reale…
Mi fa sentire debole e inutile, riesco a provare solo vergogna e imbarazzo per me stesso

    Alessandro Dr. Dock
    Alessandro Dr. Dock - maggio 24, 2015 Reply

    Questo è un senso di colpa tipico.
    L’ansia porta altre sensazioni: tristezza, bassa autostima, mancanza di speranza.
    Quello che ti succede deriva da una non perfetta situazione biochimica.
    Se vai sul forum di cui ho già scritto nella discussione, c’è un test per valutare i livelli di serotonina.
    Se lo fai, ipotizzo che il punteggio sarà medio-alto.

      Anonimo - maggio 24, 2015 Reply

      Ma non dovrebbe essere basso il punteggio se il test è per valutare il livello di serotonina? non è un deficit di questo neurotrasmettitore uno dei problemi alla base?

        Alessandro Dr. Dock
        Alessandro Dr. Dock - maggio 24, 2015 Reply

        No, perché funziona all’inverso: più è alto il punteggio, più elevata e la carenza.
        Di per se, parlare di serotonina è riduttivo dato che il cervello è complesso e, spesso, non è la serotonina stessa a causare problemi, ma altri fattori che poi portano anche a livelli bassi di serotonina.
        Comunque, non è l’unico neurotrasmettitore coinvolto, c’entra anche il glutammato e l’istamina.

Alessandro - maggio 22, 2015 Reply

Ciao Lucio,
Ho letto il regolamento del sito e so bene che non si possono chiedere diagnosi, rassicurazioni o cose di questo genere. Quello che ti chiedo quindi non è se ho il doc o se il contenuto della mia ossessione può essere vero o meno. Semplicemente documentandomi sul DOC, notando in me sintomi e meccanismi molto simili, non ho trovato casi simili alla mia ossessione: la paura di poter diventare/essere un transessuale. Mi sono imbattuto spesso in articoli sul DOC omo ma niente che parlasse di DOC transessuale. Esiste?
Mi piacerebbe poter leggere articoli che ne parlino (anche in inglese volendo) ma non so bene dove cercare. Potresti darmi una mano?

PS: bellissima la tua iniziativa sul web, ti fa davvero onore!

    Alessandro Dr. Dock
    Alessandro Dr. Dock - maggio 24, 2015 Reply

    La paura può riguardare qualsiasi tema, non ha limiti.
    Non fare confronti con gli altri, ogni caso è unico (sebbene ci siano delle costanti), altrimenti la paura stessa userà questo argomento per farti dubitare.

      massimiliano - settembre 27, 2015 Reply

      Potrei sapere quali esami sarebbero consigliati, dove farli e quanto puo”costare? Grazie

Viviana
Viviana - maggio 22, 2015 Reply

Salve a tutti.. è da pochissimo tempo che ho scoperto questo blog…Ringrazio immensamente chi, come Lucio e Dr Dock, mettono a disposizione consigli ed esperienza per aiutare chi necessita di un aiuto. L’aiuto specialmente di chi ha affrontato il DOC e che, quindi, conoscendone a fondo meccanismi sensazioni e trappole, è in grado di stimolarci praticamente verso una crescita personale e di vita e verso il superamento del DOC.
Io credo, caro Lucio, che persone come voi siano testimoni di tale crescita e superamento a cui io aspiro e a cui credo aspirino tutte le persone che lasciano commenti qui. Credo fermamente siate preziosi e di valido aiuto.
Passiamo a me..Io credo di soffrire di doc da relazione e lo credo perchè da quando ho scoperto questo blog (che personalmente per me si rivelato il più efficace), dopo giorni passati a piangere e in preda all’ansia a causa dell’ossessione di avere tutto più chiaro e di arrivare alla verità, di trovare una soluzione, sono riuscita a stare meglio. Ho cambiato il mio approccio alla fatidica vocina che detta a chi soffre di tale doc frasi come “forse non lo amo, se non mi manca è perché non lo amo, se guardo qualcun’altro è perché forse dopo tanti anni si è spento qualcosa, forse dovrei lasciarlo… credo di non amarlo” e via dicendo. Allora ho iniziato a non concentrarmi sul contenuto ma a riconoscere tale vocina, chiamiamola così, come un meccanismo del doc, che vuole la mia infelicità, che vuole rendermi immobile nei confronti di ogni cosa, dello studio, del divertitemento, dell’amore, della spontaneità e della spensieratezza… Che mi ha reso INCAPACE DI SENTIRE e di vivere spontaneamente senza pormi domande sul perché penso o faccio delle cose. Allora mi dicevo: “Si si, continua a parlare ma non ti darò retta, non compulserò, non chiederò ai miei amici delle rassicurazioni, non farò stupide ricerche su internet che mi faranno solo stare peggio perché potrebbero darti ragione”. Ho cercato di fare esercizi di meditazione, di focalizzazione sul respiro. Non ho più chiesto rassicurazioni a nessuno. Ed ora più di qualcuno mi ha detto “Si vede che stai meglio”… Di questo sono contenta e credo che il merito sia anche tuo, Lucio che sei riuscito a toccare le “corde giuste” e di questo sento di ringraziarti.
Credo però una cosa: il Doc sicuramente dovrà nascondere qualcosa, o no?
Se le sue manifestazioni intese come ossessioni e compulsioni non sono veritiere ma immaginarie, non reali, se ad esse non dobbiamo dare retta, se non dobbiamo concentrarsi sul contenuto allora dobbiamo guardare oltre? Giusto?
Togliere questa maschera che ci ossessiona e magari scoprire delle paure, dei traumi, che sono burattinaie di tutto ciò e che si nascondono dietro il Doc?
Mi piacerebbe se tu, in questo blog, dedicassi un intervento proprio su questo.
Dr Dock in qualche suo commento ha scritto: “Sarebbe più utile capire la paura, non razionalizzarla”.
Ecco, mi piacerebbe sapere di questa fase del vostro percorso magari, di come si fa a scavare nel modo giusto fino a conoscersi, ad essere consapevoli di quello che ha scatenato tutto ciò. In modo tale da lavorare su questo anziché sulle cose immaginarie che ci propina quella maledetta vocina che vorremmo azzittire più d’ogni altra cosa.
Vorrei sapere quando secondo voi si è pronti a fare questo e come si arriva a fare questo. Perché quello che non mi è chiaro è appunto questo: dopo che avete passato la fase della compulsione, che avete iniziato a capirne i meccanismi e che siete arrivati a controllarli poi le fasi successive come sono state gestite?

Spero di essere riuscita a spiegarmi, vi ringrazio ancora.
in ultimo vorrei dare un consiglio a tutti: COMBATTETE CON LA CERTEZZA CHE SIETE FORTI E CHE SE NE ESCE!
Lucio ne è la dimostrazione. Basta avere CORAGGIO e POSITIVITÀ!
Buona serata a tutti 🙂

    Anonimo - maggio 22, 2015 Reply

    Vorrei avere anch’io tutta questa positivita! A volte mi sembra di avercela ma poi crollo….tipo ora mentre leggevo il tuo commento mi ė balzato alla mentr” possibile che ci siano persone che hanno avuto esattamente i tuoi stessi dubbi? non ė che te lo stai immaginando?” terribile….posso chiederti iopermetá sei hai fatto terapia o ne stai uscendo da sola?

      Viviana
      Viviana - maggio 23, 2015 Reply

      Non sono in terapia da nessuno e credo che “esserne uscita sia ancora un parolone per me” :p .. Ci sto provando, Sto cercando di impegnarmi da sola, documentandomi sulla meditazione, sul pensiero orientale, su qualcosa che mi faccia riflettere attivamente sull’uso della mente… O meglio sul corretto uso della mente e del pensiero… Sto leggendo dei libri, l ultimo è stato “come smettere di farsi le seghe mentali e godersi la vita” di Giacobbe (lo trovi anche on line in formato PDF :p ), da cui ho tratto importanti riflessioni… Leggi lo anche tu 😉 … Credimi, di ricadute ne ho anch’io, spesso mi ritornano dubbi e mi chiedo se questa sarà la strada giusta… Poi sai cosa mi dico?Che è una questione di scelte..e questo significa molto… Scegli qualcosa in cui credere…qualcosa da raggiungere. Questo disturbo ci fa sentire un po in trappola, senza una via d’uscita, o meglio, l’unica che ci sembra una (finta) via d’uscita ci genera ansia e tristezza, quindi perché non scegliere di credere che questa suggerita da Lucio possa essere una valida alternativa per uscirne? Un’alternativa POSITIVA? Continuo a chiedermi cose, ma mi dico che se mi faccio trascinare dall’ansia non sarei comunque lucida, non sarei in grado di rispondere ai miei dubbi… Che cosa ci costa affidarci alla positività?! Alla speranza? Alla fiducia in noi stessi e nelle nostre potenzialità? Rischieremmo forse qualcosa? O abbiamo solo da guadagnarci?…. Riflettici…. E poi, d’altro canto, chiediti:perderesti invece qualcosa facendoti trascinare dall’ansia? Da qualcosa che ti genera malessere e da cui speri di uscirne?….
      Occorre un grosso atto di fede 🙂 che secondo me ognuno di noi in fondo vorrebbe DECIDERE di avere quando sta male ma è scettico forse per paura di fallire,di sbagliare.
      Hai scritto che “poi crolli”… Non preoccuparti! è normale..umano… Ed è in questi momenti che devi chiederti “dove voglio arrivare?”… E se la risposta è “alla mia serenità o felicità” o a tutto ciò che di positivo speri per te allora fai un bel respiro… Riprendi le forze…. Fidati…Rialzati e continua!…
      Un vincitore non è colui che non è mai caduto ma è colui che da ogni caduta ha imparato qualcosa e ha scelto di rialzarsi, tenendo gli occhi fissi al suo obiettivo….

      Scegli il tuo obiettivo e inseguilo, e se crolli non preoccuparti, ti rialzerai ogni volta più forte di prima!
      Fidati di te e affidati al guerriero che puoi diventare!
      Spero di averti aiutato in qualche modo 🙂

        Lucio Odisei
        Lucio Odisei - maggio 24, 2015 Reply

        è una questione di scelte..e questo significa molto… Scegli qualcosa in cui credere…qualcosa da raggiungere.

        Che cosa ci costa affidarci alla positività?! Alla speranza? Alla fiducia in noi stessi e nelle nostre potenzialità? Rischieremmo forse qualcosa? O abbiamo solo da guadagnarci?…. Riflettici….
        Occorre un grosso atto di fede 🙂 che secondo me ognuno di noi in fondo vorrebbe DECIDERE di avere quando sta male ma è scettico forse per paura di fallire,di sbagliare.

        Eccellente!!
        Sei molto più vicina alla meta di quanto puoi immaginare.
        Coraggio!!

          Viviana
          Viviana - maggio 24, 2015 Reply

          Questa cosa mi emoziona… sento ancora di doverti ringraziare…. e certo, rimarrò sintonizzata 🙂 grazie ancora.. Buona domenica a tutti

    Alessandro Dr. Dock
    Alessandro Dr. Dock - maggio 24, 2015 Reply

    Ciao,
    con quella frase non intendevo che bisogna scavare nella paura, questo è proprio un errore.
    Dietro le paure spesso non c’è nulla, c’è solo un errore iniziale nella gestione di un semplice pensiero.
    Ricordati che la paura non è un male, è l’eccesso di paura portato dall’ansia ad essere patologico.
    Si parla di paure irrazionali.
    Se ti avvicini ad una ringhiera e soffri d’ansia, potrebbe saltarti fuori il pensiero: “E se adesso mi butto?”.
    Non c’è nessun significato dietro.
    Poi, sei tu a costruirti una realtà patologica a forza di ragionamenti e prove.
    Se vogliamo vederla tutta, l’ansia può essere un segnale di qualcosa che non funziona sul piano biologico: carenze di alcune vitamine, eccessivo stress, alimentazione errata, carenza di sonno.
    È il volere tutto sotto controllo a far peggiorare la situazione, controllo anche dei pensieri.
    Capire la paura significa accettare questi pensieri come parte di un emozione che si sta vivendo.
    Se sono agitato, posso pensare a qualsiasi cosa negativa, normale no?
    La vocina di cui parli è solo la riattivazione della tua paura, la paura di non essere felice, la paura dei tuoi stessi pensieri. Non hai nessun “spirito malevolo” all’interno.

    Lucio Odisei
    Lucio Odisei - maggio 24, 2015 Reply

    Ciao, le domande che poni sono molto, molto importanti.
    Purtroppo non è per niente facile dare loro una risposta, ma sappi che stò preparando qualcosa di speciale in merito.
    Perciò rimani sintonizzata 😉

Anonima - maggio 24, 2015 Reply

Ciao Alessandro, ho fatto il test sulla serotonina…inutile dire che il punteggio ė stato alto.Credo che un po tutte le persone con disturbi d ansia d altronde abbiano bassi livelli di serotonina.Ho seguito una cura faramacologica per pochissimo tempo e a dosaggio minimo che poi ho sospeso per la comparsa di un effetto indesiderato e ora continuo a non assumere nulla perche secondo il medico sto meglio e potrei farcela anche solo con la psicoterapia che ho iniziato da non molto.In questi giorni pero l’ ansia si sta facendo sentire un po di piu,ma sono comunque contenta che il medico mi abbia tolto i farmaci,perchė non mi andava l’idea.Ho letto che hai parlato di analisi particolari e di integratori xhe se ho capito bene dal forum su cui scrivi,sono di triptofano.Non volendo assumere gli integratori non c’ ė un altro modo per aumentare i livelli di serotonina? cibi particolarmente ricchi? Ho pensato anche di andare a correre….Vorrei risolvere la questione diciamo organica,in maniera quanto piu possibile naturale.Cosa mi consiglieresti? Grazie ciao

    Alessandro Dr. Dock
    Alessandro Dr. Dock - maggio 24, 2015 Reply

    Ciao,
    i farmaci hanno un meccanismo di funzionamento che non risolve il problema sottostante, ma cerca solo di rimediare ai sintomi sfruttando dei meccanismi che sono tutt’altro che naturali.
    Se chiedi ad un qualsiasi psichiatra, ti saprà dire esattamente (spero) come funziona il farmaco che ti prescrive ma non ti saprà descrivere come quel farmaco cura il disturbo.
    Inoltre, usare i farmaci ti rende dipendente dall’idea che una volta smesso ricomincerai a star male: infatti, spesso succede così, dopo un po’ di mesi.
    La corsa aumenta la serotonina, la consiglio sempre che fatta senza particolari obiettivi, solo per rilassarsi.
    Anche una passeggiata o liberare la mente con attività piacevoli sono ugualmente utili.
    Devi curare meglio il sonno e la dieta: ci sono cibi ricchi di triptofano come la ricotta o il pollo/tacchino, però devono essere bilanciati da carboidrati complessi (niente zuccheri) e da grassi buoni (omega 3 e olio d’oliva, in particolare).
    Hai particolari cibi che ti piacciono? Tipo cioccolata? Cibi fritti? Pasta, pane o dolci, soprattutto la sera?
    Il triptofano è consigliato su molti libri però, e l’ho notato su me stesso, può aumentare l’ansia in chi ha il cortisolo alto (ovviamente parlo dell’integratore, non di quello contenuto nei cibi) perché al posto di diventare serotonina diventa quolinato che è uno stimolante.
    Meglio il 5-HTP che è contenuto in integratori come Amino Relax che è un prodotto naturale (il 5-HTP è il triptofano convertito, uno step prima di diventare serotonina).

    Comunque, potresti fare degli esami base per escludere alcuni dei macroproblemi principali, uno su tutti il tuo livello di vitamina D.
    Hai particolari sintomi fisici o hai solo problemi psicologici?

      Anonimo - maggio 24, 2015 Reply

      Io ho soltanto la tachicardia quando hopensieri particolarmente ansiosi con sensazioni di calore e a volte sudore. I vibi lievitati mi piacciono ma non la sera,più pane e pizza,dolci non ne consumo,in casa non siamo abituali consumatori.Uguale per i fritti. Questi esami che dici cosa dovrebbero includere? Costano molto?

        Anonimo - maggio 24, 2015 Reply

        (Postilla alla risp precedente) gli integratori per quanto tempo li hai assunti? mi pare di aver capito che hai fatto da te senza consultare medici o altro…. sbaglio?

          Alessandro Dr. Dock
          Alessandro Dr. Dock - maggio 25, 2015 Reply

          Alcuni integratori, li assumo ancora oggi.
          Li ho scelti sia in base alle diagnosi degli esami, sia in base a scelte personali.

        Alessandro Dr. Dock
        Alessandro Dr. Dock - maggio 25, 2015 Reply

        La notte riesci a dormire bene?
        Hai anche irritabilità? Quando sei sereno e senza pensieri, riesci a rilassarti oppure sei sempre teso?

          Anonimo - maggio 25, 2015 Reply

          Si,in generale non ho problemi di sonno,anzi.Irritabile si,anche poco prima del ciclo in particolare me ne accorgo proprio del cambiamento di umore.Sempre tesa no,riesco a volte ad essere piu serena….

      Mariah - maggio 24, 2015 Reply

      Ciao Alessandro,riguardo alla dieta…sarei interessata a capire quali sono gli alimenti xhe possono “aiutare” oltre quelli che hai citato… niente zuccheri significa niente cose dolci ? neanche cioccolato? ėuno stile alimentare che va tenuto sempre per noi ansiosi o solo quando ci si sta curando? mi interessa questa prospettiva perché credo che tutto serva per stare meglio,anche appunto il modo in cui mangiamo

        Alessandro Dr. Dock
        Alessandro Dr. Dock - maggio 25, 2015 Reply

        Non devi essere troppo rigida, questa è la prima regola.
        Io ho sintetizzato i concetti, ma niente zuccheri puoi leggerlo come “limitare i dolci”.
        Certo che puoi mangiarli, ma non eccessivamente.
        La cioccolata va bene, però con moderazione.
        La dieta puoi farla sempre, perché non è solo per l’ansia ma per migliorare il proprio benessere.
        Quello che assolutamente vieterei è il caffè e il tè nero che sono bevande contenenti caffeina e che possono aggravare l’ansia e le bevande zuccherate, che sono piene di zuccheri.
        Inoltre, quando mangi cereali, meglio prodotti integrali e interi: latte intero, riso e pane integrale.
        È importante poi usare solo olio extravergine d’oliva e limitare i grassi di palma o idrogenati.
        I pasti dovrebbero essere piccoli e composti da una porzione di grassi, una di proteine e una di carboidrati.
        Non ci sono regole, ma solo buonsenso: le regole servono solo per darti una direzione, non per complicarti la vita.
        Per esempio, se non hai il riso integrale o sei fuori casa, mangiare la pasta normale non ti fa male.
        Io mangio veramente tutto (tranne quello che ti ho scritto), non mi faccio molti problemi.

        C’è una cosa su cui sono sicuro: l’alimentazione è importante ma non è risolutiva.
        Per farti un esempio, il triptofano che assorbi mangiando il tacchino non sarà mai la stessa cosa di quello assunto tramite integratore.
        La vitamina B assunta con i cibi sarà sempre ai limiti per uno che ha richieste eccessive.
        Calcola poi, e qui parlo del mio caso, che l’eccessivo stress aumenta in maniera cronica il cortisolo (qualsiasi sport o dieta tu faccia per abbassarlo).
        In questo caso, ci sono ottimi integratori come le caseine idrolizzate del latte (integratore) o la fosfatildilserina (estratta dalla soia).
        Te lo scrivo giusto per dirti che alcune carenze vanno diagnosticate e trattate con integratori, la dieta interviene sia dopo sia durante la terapia.

        Visto che mi sembri interessata a queste cose, sul forum di psicologia che è citato nella discussione puoi trovare la mia guida con alcuni rimedi naturali contro l’ansia.

Alessandro Dr. Dock
Alessandro Dr. Dock - maggio 24, 2015 Reply

Purtroppo ho notato che non riesco a rispondere all’interno delle singole discussioni: dopo due, tre risposte scompare il tasto “replica”.
Per rispondere a Star, sì si fanno all’estero, o meglio, alcuni campioni si possono spedire con corriere, altri invece non si può, per esempio le analisi del sangue (i campioni arriverebbero alterati).
In Italia, non sono a conoscenza, forse esistono, centri che si occupano di fibromialgia, autismo, depressione, lì potrebbero effettuare questo tipo di analisi.
A chi interessa potrei elencarle, non si tratta comunque di nulla di così trascendentale come possa sembrare, solo che in Italia non le effettuano.

Gli integratori variano a seconda del problema, si tratta di integratori e non di farmaci.
Rispettando i dosaggi non ci sono effetti collaterali degni di nota.
Se vuoi ti dico cosa ho usato, però molto dipende dalla diagnosi e dai tuoi sintomi fisici e/o psicologici.

    Star - maggio 24, 2015 Reply

    Quindi tu ti sei recato all’ estero per fare queste analisi? Chi non può quindi come puo fare?

      Alessandro Dr. Dock
      Alessandro Dr. Dock - maggio 25, 2015 Reply

      No, ho inviato i campioni tramite corriere.
      Non ho fatto tutti gli esami che volevo effettuare, solo quelli che si potevano spedire.

    Star - maggio 24, 2015 Reply

    E poi a te chi l’ ha fatta la diagnosi? Sei giunto tu ad una conclusione o ti sei consigliato con qualcuno?

      Alessandro Dr. Dock
      Alessandro Dr. Dock - maggio 25, 2015 Reply

      Calcola che per fare quegli esami serve un medico che te li prescriva, infatti, gli esami arrivano a lui.
      La diagnosi era evidente, avevo tutti i valori del cortisolo alto rispetto a quelli di riferimenti, anche oltre i limiti al mattino.
      Ovviamente non si tratta di livelli “patologici”, altrimenti mi sarebbe stato diagnosticato il morbo di Cushing.

        Star - maggio 25, 2015 Reply

        E quali altri analisi hai effettuato? ti sono costati molto? a chi ti sei rivolto per inviarli? Ho visto poi gli integratori che hai consigliato dell amino relax….costano un pò…. non c’è qualcosa che costa meno ma ha piu o meno gli stessi effetti? scusa le domande ma mi interessa questo modo di guardare al problema

          Alessandro Dr. Dock
          Alessandro Dr. Dock - maggio 26, 2015 Reply

          Vedi Star, Amino Relax va bene se hai la serotonina bassa, ma se quello non è il problema principale, serve a poco.

          Mi sono rivolto ad un laboratorio inglese chiamato Biolab; l’analisi del cortisolo salivare viene intorno ai 100€, però, ripeto, è un analisi che va concordata con il medico.
          Sarebbe lunga parlare di esami, vedo che poi qualcuno pensa che consigli determinati esami, quindi direi di non continuare a parlarne.

emanuele - maggio 24, 2015 Reply

Alessandro e Lucio,vorrei chiedervi la seguente cosa: a me è iniziato tutto in seguito ad un periodo molto stressante,cioè perdita dei miei nonni paterni,incidente a calcetto con rottura del menisco e del legamento,e conseguente operazione e degenza in ospedale. Appena dimesso,ho avuto per la prima (e fino ad oggi unica volta) un attacco di panico. Nei giorni seguenti, ho avuto ogni tipo di fobia: claustrofobia,paura degli spazi aperti,timore di avere un tumore alla gola (in seguito alla comparsa del nodo alla gola),ecc..Fino a quando una sera,in compagnia della mia ragazza,in un momento di noia,apatia e tristezza, mi venne un pensiero “e se non l’amassi più”(perchè ero sempre abituato a provare emozioni molto belle in sua compagnia),e cosi da li iniziai a sviluppare questo disturbo ossessivo. Scrivo questo per capire se alla base di tutto,possa esserci un forte accumulo di stress e quindi una situazione biochimica non ottimale. Vorrei pure chiedere eventualmente,che tipo di controlli è consigliato fare (tipo cortisolo,serotonina),dato che forse una causa organica nel mio caso,potrebbe anche essere un fattore scatenante,secondo me. Il primo neurologo che mi visitò,mi disse che la mia si trattava di una nevrosi su base depressiva,e che a causa di essa avevo poi sviluppato il disturbo ossessivo,oltre chiaramente a causa di alcune mie predisposizioni caratteriali e comportamentali. Le ossessioni non ci sono quasi più,però questa sensazione di tristezza,tensione alla mascella ed alla gola ed ansia ancora ci sono. Grazie ragazzi per tutto!

Federica - maggio 24, 2015 Reply

“Usare i farmaci ti rende dipendente dall’idea che una volta smesso ricomincerai a star male: infatti, spesso succede così, dopo un po’ di mesi.”
Potresti spiegarti meglio anche Lucio ha dismesso i farmaci ma fatto nel momento opportuno non ha avuto ripercussioni,i suoi racconti ne sono la prova

    Alessandro Dr. Dock
    Alessandro Dr. Dock - maggio 25, 2015 Reply

    Questo penso possa spiegartelo meglio Lucio dato che riguarda la sua situazione, dubito, comunque, che siano i farmaci ad aver risolto il suo problema dato che l’azione di questi dura fino a che non vengono sospesi.

      Federica - maggio 25, 2015 Reply

      Ciao condivido con te che i farmaci non sono la soluzione anzi tamponano al momento è basta!!!!solo non capisco perché dici che una volta dismessi spesso,dopo alcuni mesi si sta male, forse intendevi se uno non risolve la situazione??

        Lucio Odisei
        Lucio Odisei - maggio 25, 2015 Reply

        Esattamente, rispondo io su invito di Alessandro, anche perchè li ho usati per un bel pò (14 mesi).
        E’ più che ovvio che quando uno assume farmaci sà che stà usando una importante “stampella” e che nel momento in cui smetterà di usarli le cose si faranno un pelo più “difficili” (altrimenti non avremmo proprio iniziato a prenderli…). Questo lo sappiamo tutti. Infatti una corretta strategia di uscita dal farmaco è fondamentale e và ASSOLUTAMENTE pianificata con il proprio medico (MAI fare fai-da-te con gli psicofarmaci). Detto ciò, quello che ci si può aspettare, nel momento in cui si esce (gradualmente) dalla terapia farmacologica, è che ritorni a farsi sentire un pochettino di ansia. E’ inevitabile perchè il corpo prima era “sedato” ed ora non lo è più.
        Bisogna sapere che potrebbe succedere (in verità non è detto che accada per forza, però potrebbe accadere) e che bisogna imparare a gestire questa fase.
        In effetti continuando ad applicare quanto imparato durante il percorso di psicoterapia, si gestisce questa fase fondamentale in modo del tutto tranquillo e presto si scopre con grande piacere che si riesce tranquillamente a fare a meno delle medicine 🙂
        La cosa importante, ripeto, è concordare la strategia di uscita graduale con il proprio medico.

        Inoltre suggerisco CALDAMENTE di fare molto sport in questa fase, evitare stress intensi e rilassarsi il più possibile.

        Discorso totalmente diverso per chi ha curato il DOC SOLO con i farmaci.

Anonimous - maggio 24, 2015 Reply

Ciao Lucio e ciao Alessandro.Il mio commento ė rivolto ad entrambi perché mi piacerebbe una risposta da entrambi.
Ho letto alcune cose scritte da Dr Dock sul forum di psico,e devo dire checun po mi hanno spiazzato.Quando parli degli inganni della mente ,Alessandro, parli dell illusione di avere il Doc…nel senso che tendiamo secondo te subito ad etichettarci come malati? Perché più volte Lucio ha parlato del fatto xhe chiedersi se sia Doc o meno ė un sintomo dello stesso….sono un pò confuso a riguardo….e poi dici che scambiamo i pensieri per intrusivi quando in realtà essi sopraggiungono solo perché poniamo troppa attenzione alla nostra mente e questo spinge a farli sopraggiungere….in parte sono d’accordo però tu Lucio hai dedicato ben tre articoli al concett di pensiero intrusivo,sostenendo che appunto noi siamo fatti di tali pensieri,ogni giorno….non so se ho compreso bene ciò che ho letto nel forum,e se alla fine dite la stessa cosa….mi piacerebbe avere delle vostre risposte.Grazie ad entrambi!

    Alessandro Dr. Dock
    Alessandro Dr. Dock - maggio 25, 2015 Reply

    Ciao,
    parlo di illusione perché la paura fa costruire delle realtà distorte che sembrano assolutamente plausibili.
    Sono delle realtà che una volta nate si sviluppano e si mantengono da sole, anche se la causa iniziale cessa di esistere.
    Sono inganni perché la logica e le emozioni ci portano a pensare e credere vere cose che non lo sono, sono meccanismi disfunzionali.
    L’etichetta di malato di DOC attiva tutta una serie di meccanismi automatici, come la paura di poter pensare, dunque si pensa.
    I pensieri intrusivi sono tali solo perché non consideriamo lo stato d’ansia che li causa, perciò sembrano spuntare dal nulla. Poi, come hai capito, ci sono pensieri che facciamo perché sviluppiamo una paura della mente e creiamo un’associazione situazione-pensiero: esempio, guardo mia figlia e penso di fare del male.

M. - maggio 24, 2015 Reply

Ciao Lucio e ciao Dr Dock.
Come si fa ad uscire dal disturbo ossessivo se in casa c’è per così dire una predisposizione genetica allo stesso? L’ ansia purtroppo é presente nella famiglia di mio padre,lui in particolsre é sempre stato molto iperprotettivo con noi figli e mio fratello soffre di Doc ormai da anni ed é in cura.In casa non si respira una bella aria,problemi economici continui,apatia,mancanza di lavoro,clima pesante.A me ė esploso dopo un periodo molto stressante dello scorso anno terminato con un lutto,anche se mi rendo conto che il disturbo ha sempre fatto parte della mia vita a fasi alterne.A tutto questo si aggiunge un’ insoddisfazione personale legata al fatto di aver fatto delle scelte sbsgliate in campo universitario,che ancora devo terminare tra l’ altro e di cui mi colpevolizzo molto.Mi sento come se ormai non avessi più soluzioni alternative,vedo proprio l’impossibilità di un futuro e questo mi spaventa molto.Ieri sono stata sveglia quasi tutta la notte in preda all ansia nel pensare al fatto che a quasi 28 anni non ho nulla in mano,né un lavoro né un titolo di studio e né i mezzi e le risorse economiche per tentare altre strade o cercare di reinventarmi.Cerco sempre di rialzarmi grazir anche all’aiuto della persona che ho accanto e anche per non far pesare il mio problema a casa, ma a volte ho proprio la sensazione che ora non sia come le altre,come se adesso la batosta sia stata più grossa e chissà se ne uscirò.Sono in terapia attualmente ma con molti sacrifici e non in modo costante proprio per le difficoltà economiche citate prima.Cerco di dirmi xhe ė una fase della vita ma ho davvero paura a volte di non riuscire più a tornare quella di una volta.Mi sento bloccata,incapace di fare qualsiasi cosa.Mi manca poco alla laurea ma il solo pensiero di prendere i libri mi genera ansia.Scusate lo sfogo ma ne avevo bisogno.Volevo un parere da voi che ce l’ avete fatta se secondo voi anche in situazioni del genere ė possibile venirne a capo,prima o poi.Grazie

    Alessandro Dr. Dock
    Alessandro Dr. Dock - maggio 25, 2015 Reply

    La tua situazione è molto comune, in Italia un giovane su due non lavora.
    Prova a pensare questo e non addossarti tutte le colpe, non tutto ciò che ci succede è colpa nostra.
    Detto questo, la situazione familiare influisce molto sull’umore, soprattutto perché la interpretiamo in maniera negativa quando stiamo male.
    Certo che torni quella di una volta, il tuo pensiero è legato all’umore, ti senti senza speranza, ma ciò non è una cosa reale.
    Io comincerei a crearmi delle priorità, un piano per affrontare la situazione.
    Devi fare le cose con calma e scomporre tutti i progetti in cose semplici e fattibili, dando la priorità alle cose che ritieni più importanti.
    Coraggio, la cosa difficile è cominciare.
    Ricordati che l’umore rema contro, quindi devi sforzarti, almeno all’inizio.

      M. - maggio 25, 2015 Reply

      Si lo so.Cerco tutti i giorni di tenermi impegnata anche solo facendo qualcosa in casa,che mi aiuta a scaricarmi.La mia priorità però dovrebbe essere chiudere il capitolo università, ma non mi riesce, ho proprio come un blocco e questo aumenta il nervosismo e lo stato ansioso.Forse perché studio senza motivazione….Non é facile poi quando senti spesso lamentele e vedi musi lunghi.Cerco di farmi forza ma non é per niente facile.Il problema ė che qualsiasi cosa si pensa per reinventarsi ci sono sempre degli ostacoli in primis economici.Anche il pensare di fare un semplice corso per imparare qualcosa di pratico non ė fattibile,per tutto ci vuole la materia prima che non ho.Ed é anche proprio il sentirsi senza aspettative a generare questo stato d’animo…

daj - maggio 25, 2015 Reply

Ciao,
io ho sempre avuto molti dubbi riguardo l’origine dei miei pensieri ‘disturbanti’, per lo più di carattere ipocondriaco…, ebbene sto capendo che le mie compulsioni, cercare su internet l’origine dei miei disturbi e le conseguenze che potrebbero portare…sono un modo/mezzo secondario di cercare di trovare qualcuno uguale a me per identificarmi…
son convinto che alla base di tutti i miei mali ci sia una grossa crisi di identità o meglio/o peggio…ho bisogno di identificarmi negli altri per sentirmi qualcuno(e con le malattie è facilissimo).
più gente ha lo stesso mio problema e meglio mi sento perchè non sono l’unico…(non vuol dire stare bene…dico che leggermente mi rincuoro) il detto “mal comune mezzo gaudio” è quello che preferisco…ahimè
tutto questo per allacciarmi ai vostri discorsi in cui giustamente dite nessuno è uguale agli altri e quindi è inutile andare a vedere come stanno gli altri per cercare il nostro futuro.
io tante risposte me le sto dando da solo dopo poche sedute di EMDR dove incredibilmente sono entrato in contatto con la mia parte di bambino, che ha sempre sofferto,…e anche con la mia parte appena più adulta che, grazie al controllo e alle sue strategie, ha protetto quella parte indifesa e che ora ha paura di essere cacciata
ora nella mia testa è tutto un casino perché siamo in tre che dialoghiamo(tutti soffriamo)…ma credo, grazie agli strumenti dell’emdr, di aver individuato i meccanismi che hanno messo in moto il circolo vizioso e, le mie ossessioni, che comunemente chiamiamo DOC
Io ho iniziato EMDR dietro consiglio di un’amica psichiatra (essendo mia cara amica lei non poteva farmi terapia)…lei mi aveva detto che soffrivo di due disturbi assieme (doc compreso…ma che era secondario al primo)… il fatto di essere catalogato da un lato mi identificava e dall’altra invece mi faceva sentire spacciato (io avevo ovviamente super compulsionato su internet)…
la psicoterapeuta, invece, non mi ha mai catalogato…mi ha detto che avremmo trattato l’ansia e questo stiamo facendo
probabilmente non bisogna cercare in giro il doc o sentirsi il doc dentro…ci spaventiamo/o ci spaventano dandoci una diagnosi (che alle volte è quella che vogliamo assolutamente)…ognuno, e devo impararlo bene, è diverso dagli altri e spesso ha solo bisogno di molta fiducia, arma per cominciare a vivere meglio
ciao

Anonimo - maggio 25, 2015 Reply

Ma è fondamentale questa roba degli integratori? Io sono stressato ma ne sto uscendo, in maniera naturale… Queste cose dei livelli ormonali credo servono solo ad aumentare la preoccupazione

    leo - maggio 25, 2015 Reply

    bravo… la pensavo come te… dire ad un ansiosi, sai quasi sicuramente devi controllare i livelli ormonali, ma puoi farlo con un test all’estero! Cavolo! legna sul fuoco… comunque forza e coraggio. Siamo uomini e ce la faremo da soli!

      Alessandro Dr. Dock
      Alessandro Dr. Dock - maggio 26, 2015 Reply

      Non ho detto neanche questo, possibile che uno non può parlare della propria esperienza personale?
      Nessuno ti dice che devi fare test all’estero, i controlli (eventuali) sono parte della terapia, un aiuto in più.
      L’ho detto più volte che vanno valutati con il medico in base al proprio caso e ai propri sintomi.

    Alessandro Dr. Dock
    Alessandro Dr. Dock - maggio 26, 2015 Reply

    Beh, evidentemente la tua situazione non è particolarmente problematica.
    Non ho detto che sono indispensabili, ma che sono una delle componente nella terapia dell’ansia.

Anonimo - maggio 25, 2015 Reply

Comunque se era possibile perdere il controllo, cambiare sesso, far del male, impazzire, per l’ansia eravamo pronti a farlo Ahaha…. Fortunatamente non è possibile!!

Anonimo - maggio 25, 2015 Reply

È possibile che il doc danneggi il cervello… Si può perdere la capacità di intendere e di volere ad esempio, si può venire a creare qualche handicap?

    Alessandro Dr. Dock
    Alessandro Dr. Dock - maggio 26, 2015 Reply

    È stato detto più volte, l’ansia non modifica alcuna struttura e ogni tipo di cambiamento che avviene è completamente reversibile. Non perdi nessuna capacità di intendere, anzi, c’è un ipercontrollo, l’esatto opposto.
    Stai andando dietro alla paura con queste domande.

    Lucio Odisei
    Lucio Odisei - maggio 27, 2015 Reply

    Assolutamente no. Le cose peggiori che possono succedere sono:
    – rinchiudersi sempre di più in se stessi isolandosi e privandosi della bellezza della vita
    – calo costante dell’autostima
    – gran perdita di tempo

    Una volta che smettiamo di comportarci in modo da perpetuare l’ossessione, le immense capacità curative dell’organismo sistemano tutto.
    Certo un pò di tempo ci vuole…

Anonimo - maggio 26, 2015 Reply

L’ansia dovrebbe essere una caratteristica delle ragazze…. L’uomo dovrebbe essere sicuro di se e proteggere… Che possibilità ha uno ansioso di costruire una famiglia, chi se lo prenderebbe?!

    Alessandro Dr. Dock
    Alessandro Dr. Dock - maggio 26, 2015 Reply

    Beh, queste sono tue teorie, ci sono uomini ansiosi e non ansiosi, così come ci sono quelli sensibili e quelli non sensibili.
    Il ragionamento che hai fatto deriva da un problema di autostima, sempre generato dal tuo umore.
    E tu staresti con una ragazza ansiosa?
    Io direi di curare l’ansia, così non ti senti più sfortunato. 😉

maria - maggio 26, 2015 Reply

Ricaduta 🙁 non si finisce mai un tunnel senza fine tutto reale o irreale? Ansia e angoscia . Doc o non doc? Ansia che non sembra ansia , apatia e senso di depressione in tutto ! 10 passi avanti e torno a zero in pochi giorni. Stanchissima

maria - maggio 26, 2015 Reply

Ma l insoddisfazione fa parte del doc? 🙁 mi sento una pessima madre e moglie

    Alessandro Dr. Dock
    Alessandro Dr. Dock - maggio 26, 2015 Reply

    Certamente, sono i famosi sensi di colpa.
    È collegato all’ansia e all’umore.

      maria - maggio 26, 2015 Reply

      Vedo tutto nero perché è come se mi volessi fermare e chiudere la relazione mi sembra un inferno vivere un matrimonio tutto difficile e non mi sento spontanea ma forzata in tutto ciò che faccio anche quando siamo in intimità e come se stessi facendo una cosa che non voglio tutto mi sembra remare contro. Ogni nostro litigio è una montagna da scalare . Mi spieghi perché ho le sensazioni di rifiuto? E di repulsione? Mi sembra di volere un uomo che non voglio eo vedo anche antipatico ogni giorno e come portare avanti un rapporto che va male? E con i miei figli stessa cosa! Non mi sento come le altre mamme. Come devo uscire da questa fase. Sembrava essermi sbloccata e ci Ricardo sempre e tutto poi sembra reale e mi chiedo ma è possibile che tutto ciò che penso è irreale?

        Alessandro Dr. Dock
        Alessandro Dr. Dock - maggio 26, 2015 Reply

        Diciamo che tu vivi questa situazione ma aggiungi il verbo “sembrare”, quindi, da un lato ti accorgi di non stare bene (non essere te stessa), dall’altro vedi realmente negativo (al di là che sia vero o no).
        Sicuramente l’umore ti fa vedere i difetti degli altri, ti fa sentire irritabile e insoddisfatta.
        Ti concentri sugli aspetti negativi e diventi ossessiva perché osservi la realtà come se volessi smentire o confermare ciò che ti fa paura.
        Quello che devi fare è curare lo stato d’ansia che ti porti dietro, poi anche l’umore e il modo in cui vedi la realtà migliorerà.

          maria - maggio 26, 2015 Reply

          Quindi è reale ciò che vedo e sento qualcosa di vero c’è? Non mi sento me stessa questo mi fa stare male e se non mi sforzo tutto va male e sento che non lo amo. Quindi vedi che è tutto vero non è Doc io sto male e diventò ossessiva perché sto male con lui a quanto ho capito

          Lucio Odisei
          Lucio Odisei - maggio 27, 2015 Reply

          Maria ho cancellato gli altri tuoi messaggi perchè sono tutti uguali (hai letto la pagina CONTATTI?)

          Hai avuto una ricaduta (come ti sei resa conto in un post di qualche ora prima) ed ora stai compulsando alla grande. La soluzione NON E’ compulsare e chiedere rassicurazioni. Ripensa a tutte le cose che ci siamo detti nelle ultime settimane e STOP alle compulsioni

          🙂

Anonimo - maggio 26, 2015 Reply

Ciao Lucio e ciao Alessandro.
Nel libro del dottor Melli “Vincere le ossessioni” viene suggerito di effettuare sempre l esposizione agli stimoli ansiogeni ,anche quando se ne é usciti,diciamo per tutta la vita per evitare ricadute.Voi cosa ne pensate? Soprattutto quando si tratta di pensieri molto astratti….e poi esporsi continuamente non puo avere l’ effetto controproducente di richiamare il ricordo spiacevole alla memoria di quando si é stati male?

    Alessandro Dr. Dock
    Alessandro Dr. Dock - maggio 26, 2015 Reply

    In realtà, se parli di “esposizione” significa che l’ansia non è del tutto andata via.
    Non dovrebbe neanche esistere quel consiglio dal momento che quando il problema è andato via non lo percepisci più come un problema, no?
    È molto utile, comunque, esporsi sempre e non evitare perché altrimenti confermi che l’ansia ha un qualche significato.
    Quando stai bene, non richiami nessuna paura: la paura che la situazione generi il pensiero temuto significa che hai paura dei tuoi pensieri, quindi ritornano.

      Anonimo - maggio 26, 2015 Reply

      Bhe,in parte anch’io la penso così… l’autore comunque parte dal presupposto che con questo disturbo si ė vulnerabili a vita,e quindi in tal senso credo voglia dire che l’esposizione sia a scopo “preventivo”…

        Alessandro Dr. Dock
        Alessandro Dr. Dock - maggio 30, 2015 Reply

        Letta in questo modo va bene.

      leo - maggio 27, 2015 Reply

      Bellissimo e significativo questo intervento. .. posso chiederti quali strategie hai usato tu per sconfiggere l’al’ansia generale? Cioè io più che temere un qualche cosa temo di provare ansia per qualcosa. È più lo temo e più arriva precisa come un orologio svizzero. .. ti chiedo di illustrare tecniche naturali. .. so che la soluzione sarebbe smetterla di farsi le seghe mentali e vivere momento per momento. Ma come fare? Non è così semplice. .. grazie

        Alessandro Dr. Dock
        Alessandro Dr. Dock - maggio 30, 2015 Reply

        Cosa intendi per rimedi naturali, esercizi o cure alternative?

Anonimo - maggio 26, 2015 Reply

Quindi Alessandro come se ne esce dalle domande irrazionali ( xche si fanno le cose, perché vivo..)??

    Lucio Odisei
    Lucio Odisei - maggio 27, 2015 Reply

    Semplice, non si risponde 😉

    Che senso ha a rispondere ad una domanda irrazionale dato che per definizione non può avere una risposta razionale?
    E’ una perdita di tempo.

    Non credi? 😉

Anonimo - maggio 26, 2015 Reply

Lucio e Alessandro se quando avevate ansia e doc avreste trovato questo blog (Lucio facendo finta che non sia il suo) così chiaro credete che ci avreste messo meno tempo a uscirne? Oppure avreste comunque indagato fino alla fine per capire tutti i meccanismi per aiutare gli altri?

    Lucio Odisei
    Lucio Odisei - maggio 27, 2015 Reply

    E’ una domanda difficile perchè non si può mai sapere che cosa sarebbe successo “in una realtà alternativa”.

    Il fatto è che ognuno deve fare il suo percorso e finchè certe cose non vengono comprese (aumentando la consapevolezza) ed integrate nel proprio comportamento, è ben difficile apportare i cambiamenti necessari ad avere nuna vita migliore.

    Esattamente per lo stesso motivo per il quale alcuni vanno in terapia per anni senza uscirne.
    Un conto è SAPERE. Un altro è sforzarsi di introdurre dei cambiamenti nel proprio comportamento.

    Detto ciò sinceramente trovare un blog del genere penso che mi avrebbe aiutato moltissimo e probabilmente mi avrebbe accorciato i tempi.
    Se poi pensi che finora ho parlato di neanche il 15% di quello che conosco e che potrebbe essere utile…

      Anonimo - maggio 27, 2015 Reply

      Però questo 15% è sufficiente per uscirne o no? Cioè basta applicarsi e fidarsi e se ne esce… certe volte mi pare quasi troppo facile…

        Lucio Odisei
        Lucio Odisei - maggio 27, 2015 Reply

        Umh questa domanda parte da una idea sbagliata. Che sia qualcuno o qualcosa dall’esterno a farti uscire dal Doc.
        In realtà l’unica cosa che può farti guarire è dentro di te…

        Possono esserci guide, psicologi, metodi dalla A-Z, interventi divini… tutto quello che vuoi
        Ma alla fine è solo la tua volontà e la tua applicazione a farti superare qualsiasi problema.

        Gli ossessivi hanno dentro di loro tutto quello che serve per vincere il DOC.
        Non è un problema come il diabete (talvolta il DOC viene paragonato al diabete. In realtà il diabete è molto più grave, anche se il DOC è più doloroso), o un’altra malattia fisiologica, che richiede necessariamente qualcosa di esterno per essere gestita.

        Il DOC, una volta che lo si comprende e si mettono in atto opportuni cambiamenti nel comportamento, se ne và e ci lascia finalmente liberi.
        MA non puoi sperare di trovare la guida perfetta per uscirne perchè non esiste.

        Mi sono spiegato? 🙂

          Anonimo - maggio 27, 2015 Reply

          La volontà di tornare a vivere… Io infatti ho avuto il doc omo una prima volta e l’ho superato senza saperlo… Poi quest’anno sono tornati i dubbi e gli ho dato importanza e sono peggiorati e ho trovato il tuo blog… Comunque credo che la vita sociale attiva sia importante perché io sia la prima che la seconda volta della comparsa sono stati periodi in cui mi sono rinchiuso in casa e non uscivo…. La prima volta l’ho superato ritornando a vivere la vita di tutti i giorni… Ora purtroppo leggendo molto su internet questa seconda volta mi sono peggiorato la situazione beccandomi il doc aggressivo e una serie di paure delle malattie mentali… Spero di uscirne..

          Anonimo - maggio 27, 2015 Reply

          Comunque intendevo che questo 15% deve essere usato come guida per se stessi a applicarlo in base alla propria storia…. Comunque Lucio il momento di svolta è quando ti rendi conto che oltre i doc degli altri anche il tuo è assurdo… È stata questa la tua illuminazione? Perché io ogni tanto ci riesco anche se ho ricadute…

          Lucio Odisei
          Lucio Odisei - maggio 27, 2015 Reply

          Ora non fissarti con sta storia del 15%…

          Esci, staccati dal PC e vai a farti una passeggiata in mezzo alla Natura. Respira profondamente e concentrati su quello che ti circonda. Arriverrano i pensieri, fregatene. Continua a rimanere concentrato sui profumi della Primavera e sul calore del Sole. Arriverrano altri pensieri, fregatene di nuovo.

          La vita è la fuori e ti stà aspettando mentre tu cerchi di risolvere problemi che non esistono.
          Forza!!

          🙂

Anonimo - maggio 27, 2015 Reply

Lucio una domanda ,ma perché ovunque si parla di Doc si parla anche di schizofrenia e malattie mentali, se è solo un disturbo d’ansia e non c’è il rischio che aggravandosi diventi una di quelle malattie mentali come hai sempre confermato…? E questo che mantiene la mia paura…

    Lucio Odisei
    Lucio Odisei - maggio 27, 2015 Reply

    E finchè continuerai a dare peso a questa paura, non ti lascerà.

Leo - maggio 27, 2015 Reply

Lucio, posso farti una domanda da un milione di dollari?
Ritieni che la soluzione a tutte le nevrosi sia vivere nella realtà???
Intendo staccarsi da tutto ciò che è eccessivo, internet, media, studio, lavoro, riposo. Tutto ciò che snatura l’uomo e lo rende in qualche modo schiavo.
Ma come fare per stare pienamente nella realtà? Forse il mio problema che ho notato a mente lucida è che tendo sempre a programmare il futuro, se non programmo e vivo come viene mi sento quasi come se fosse tutto inutile…

    Lucio Odisei
    Lucio Odisei - maggio 27, 2015 Reply

    Assolutamente si (occhio, questo è solo un mio parere e deve essere preso solo come tale, non come una realtà 😉 )

    Le nevrosi sono tutto sommato un prodotto del pensiero.
    Se potessimo vivere totalmente nel mondo della realtà, dove il pensiero è solo uno strumento e non un creatore di mondi, le nevrosi non esisterebbero, saremmo tutti spontanei al 100% e vivremmo in totale armonia con la Natura che ci circonda.
    Il problema è che nessuno vive nella realtà. A parte pochissimi individui che nella storia sono sempre stati chiamati “Illuminati”, “Mistici” o “Maestri”.
    Perciò possiamo escludere di poter raggiungere l’obiettivo irraggiungibile di vivere al 100% nella realtà.

    Sarebbe già utile cominciare a distaccarsi almeno un pò dal mondo della mente. Ovvero da tutto ciò che indichi tu.

    La nostra società è ormai iper-mentale e se questo ha portato a diversi benefici, ci ha distaccato totalmente dal nostro aspetto spirituale e piano piano anche dai nostri bisogni corporei (basta guardare alla sedentarietà, al sesso virtuale, al rapporto conflittuale con il cibo) privandoci o alternando profondamente alcuni istinti fondamentali dell’essere umano. I risultati? In America comincia ad essere normale dare psicofarmaci ai bambini nelle scuole :-S

    Dopotutto il DOC stesso ci fà comprendere che qualcosa non và nel nostro modello di vita…

    Come fare? E’ un lavoro duro perchè siamo pesantemente condizionati in tutto e per tutto. In primo luogo dalla tecnologia.
    E poi perchè è tutto il nostro modello socio-culturale ad essere basato sullo sfruttamento eccessivo della mentalità. Se dovessi dire da quanto, direi da Cartesio in poi, colui che ha postulato la grande assurdità: “penso quindi sono”. Quindi si parla di almeno 400 anni.

    Tuttavia si possono fare delle cose.
    Alcune delle quali ho già cominciato a dirle proprio in questo blog…

    Forse il mio problema che ho notato a mente lucida è che tendo sempre a programmare il futuro, se non programmo e vivo come viene mi sento quasi come se fosse tutto inutile…

    Innanzitutto è importante che tu abbia riconosciuto questa cosa. Si chiama consapevolezza ed è l’oggetto del prossimo articolo che stò preparando. Dopodichè la frase successiva è una illusione. Non è la vita programmata quella di cui si può godere, ma quella imprevista…

      leo - maggio 27, 2015 Reply

      bellissimo…
      purtroppo a me fa quasi paura vivere l’imprevisto, la sorpresa… è un duro lavoro… ora non ho quasi più ossessioni, per lo meno non mi fanno paura, a parte un pò di ipocondria… però cavolo quelle erano quasi una protezione, un modo di controllare quello che avevo intorno.. adesso mi sento profondamente sbandato

        leo - maggio 27, 2015 Reply

        sembra quasi che non avendo più ossessioni pure abbia spostato la mia ansia e attenzione sulle sensazioni del mio corpo… spero che quando riuscirò a non controllare ed avere paura delle sensazioni che provo si chiuda finalmente il cerchio e dia il colpo di coda a questo stupido atteggiamento autolesionista

          Lucio Odisei
          Lucio Odisei - maggio 31, 2015 Reply

          La base di tutto è sempre l’eccesso di controllo.
          Facci caso 😉

Anonimo - maggio 27, 2015 Reply

Dr doc devo ringraziarti molto per i tuoi post sull’altro forum che sono pieni di esempi, mi stanno aiutando molto soprattutto questo Ahaha ironico ma efficace
➣ Una uomo guardando la moglie: “e se perderò il controllo e la farò fuori ” (bravo, continua a ossessionarti e non vedere che è ansia. Scegliamo l’arma? Che dici fucile o coltello? dry.gif ).

    Alessandro Dr. Dock
    Alessandro Dr. Dock - maggio 29, 2015 Reply

    Grazie, cerca di capire ciò che impari.
    Anche poco può far la differenza.

maria - maggio 27, 2015 Reply

Perdonami Lucio mi è scattata l ansia a mille ed è vero sono in cerca di rassicurazioni 🙁 mi sento triste perché ero riuscita a stare bene e tranquilla ed è come se ho perso la voglia di ricominciare e continuare. Sono brutte le ricadute sopratutto quando sembra di aver trovato la pace. Il fatto è che mi sono sentita piena di emozioni sentimenti e pensieri negativi tutti contrari. E mi sento un Po debilitata mentalmente e fisicamente. Quando andavo dallo psichiatra mi parlava di ansia somatizzata mi spieghi bene cosa è? Cmq farò esami ormonali compreso il cortisolo . Lo sai quando sono stata bene ho avuto un picco di autostima è stato bellissimo e sentivo amore. Cmq ho compreso che sono carica di stress perché faccio fatica a rilassarmi e sono molto irritata mi da fastidio tutto

    Ili Esp - maggio 27, 2015 Reply

    Le prime volte che leggevo gli articoli di Lucio ero proprio nella melma…
    La mia psico dopo un paio di sedute mi fece fare degli esercizi “esposizioni”
    Non vi dico il periodo più brutto…
    Io soffrivo e ora ne sto uscendo di omo,precedentemente doc da controllo e pedofilo…
    Dopo 2 mesi di esposizioni mi da degli esercizi “ossessione>convinzione errata>pensiero funzionale!
    Che fatica a trovare il pensiero funzionale più lo cercavo più non ci riuscivo…
    Ora diciamo che mi viene più automatico dopo un po di lavoro…
    Mi attiró uno degli articoli dove Lucio spiegava ‘Messaggio ingannevole e Messaggio reale’
    I miei prima e dopo faccio degli esempi: ossessione:forse lo pensi perché ti piace ti piacerebbe stare con una donna->convinzione errata ‘se lo pensi è vero->pensiero funzionale ‘non è detto puoi potrebbe piacerti ma non è che se lo pensi sia vero…
    Oggi: ossessione-> perderai il tuo ragazzo perché ti possono piacere le donne->pensiero funzionale ‘ho troppa paura di perdere il mio ragazzo,
    Doc pedofilo: ossessione-> ti piacciono i bimbi->convinzione errata ‘se lo pensi sei una poco di buono->pensiero funzionale->’ non può essere vero lo pensi solo…
    Oggi: ossessione -> solo tu potevi pensare ad una cosa del genere-> pensiero funzionale ‘ ami troppo i bambini e non vorresti mai fargli del male…
    Un piccolo esempio Lucio e Alessandro cosa pensate sono migliorata?
    Baci e forza ragazzi!!!

      Alessandro Dr. Dock
      Alessandro Dr. Dock - maggio 29, 2015 Reply

      Ciao,
      è da apprezzare che ti sei applicata, già che non compulsi è un grande passo avanti.
      Riguardo ai pensieri, hai fatto un ottimo lavoro con i pensieri ossessivi e le convinzioni errate, trovo invece che il pensiero funzionale sia una forma di rassicurazione.
      Nel primo caso, ad esempio, hai individuato la causa del pensiero: paura di perdere il tuo ragazzo, o meglio, paura di dovermi lasciare dal mio ragazzo, quindi essere infelice.
      Ma questa è la parte logica, tu puoi esserne convinta, sapere che è quello il problema, ma la paura ti porterà sempre a dubitare di ciò.
      Molto meglio un pensiero funzionale di questo tipo:
      pensiero funzionale-> è vero, potrei amare le donne perché ho paura. La paura mi fa fare pensieri negativi e mi crea quella sensazione, non potrebbe essere altrimenti.

      Bisogna andare verso la paura, non contro.
      C’è una guida sul forum di psicologia che può aiutarti con i pensieri disfunzionali, è nella parte strategica del forum.

        Ilyesp - maggio 31, 2015 Reply

        Grazie mille ho letto sei in gamba veramente!!!
        Ora sto facendo esercizi ABC
        Situazione-pensiero-emozione
        Ci sto lavorando sono diciamo a buon punto!!!
        Anche perché ora non faccio più seduta settimanale ma ogni 15 giorni deciso dalla mia psico perché mi ha vista migliorata tanto!!!

      Anonimo - maggio 30, 2015 Reply

      Che esposizioni hai fatto per il doc da controllo?

        Alessandro Dr. Dock
        Alessandro Dr. Dock - maggio 30, 2015 Reply

        Nessuna, si sono allentate da solo quando è andato via lo stato d’ansia.
        Però sono una valida strategia, ci sono molti esercizi sulla guida che ho scritto su Psyco.

          Anonimo - maggio 30, 2015 Reply

          Hai trovato qualche messaggio dal doc da controllo?

    Lucio Odisei
    Lucio Odisei - maggio 31, 2015 Reply

    Tranquilla Maria succede…

    Lo sai quando sono stata bene ho avuto un picco di autostima è stato bellissimo e sentivo amore. Cmq ho compreso che sono carica di stress perché faccio fatica a rilassarmi e sono molto irritata mi da fastidio tutto

    Esatto, quando l’autostima aumenta, l’ansia scende ed escono fuori i veri sentimenti 😉

      maria - maggio 31, 2015 Reply

      Grazie Lucio per il tuo incoraggiamento ma adesso mi sento imbarcata dalle paure riconosco di avere paura ma dubito anche che siano paure a volte sembra di perdere consapevolezza del disturbo. Per esempio sto cercando di rileggere tutto quello che ci siamo detti e riprendermi ma non ci riesco perché penso che sono stata bene solo perché mi sono autosuggestionata e che sia stato un illusione. Sono carica di ansie e pensieri contrari in tutto ciò che faccio. Non riesco a raggiungere i miei desideri che se ci provo mi vengono pensieri e domande. Ho perso il controllo e sto cercando di ristabilirmi ma il mio problema e doc più forte e sempre quello con mio marito e quello a cui credo di più perché sembra il più vero e probabile su cui ci faccio ragionamenti apparentemente logici. Per esempio pensare di stare con lui solo perché sono troppo buona e non ho il coraggio di lasciarlo per me è una affermazione vera. Quindi vuol dire che non lo amo. E poi penso tante tante altre cose . Per esempio cerco di liberarmi dei pensieri e di fare pensieri positivi ed è come se non volessi. Mi sento tutta ingarbugliata e non trovo spazio per risalire a galla ma sto resistendo anche se tutto sembra vero ho un unica certezza che voglio lui ma mille dubbi su questa certezza . Comprendo di avere dubbi patologici. Ma non riesco a capire cosa è Che mi fa scattare tutto questo? Poi ho sentimenti negativi nei suoi riguardi e tutto si autoalimenta e un circolo vizioso. E poi provo malessere fisico una tensione allo stomaco che sembra dirmi di lasciarlo e tutto finisce. Sono caduta in fondo 🙁 poi vedo quanto sono instabile e mi deprime. Nonostante io veda che tutti i dubbi che ho con lui li ho anche con i miei figli riguardo ai sentimenti e al fatto di non provare emozioni con lui continuo a dubitare all infinito . Cerco di calmare l ansia e non scende. Adesso poco fa mi è venuta una strana angoscia che mi diceva nel senso che mi angosciato a pensare una vita con i miei figli boh? E mi sento in colpa. Tutto quello che vedo in me è come un rifiuto dei miei figli e di mio marito. Cosa devo fare accettare tutti questi pensieri sensazioni ed emozioni? Forse non dovevo sposarmi io mi sono sposata a 17 anni forse non era tempo per me! È questa situazione dura da 4 anni

Ink31 - maggio 28, 2015 Reply

Salve dr. Dock e Lucio;
Il mio brutto periodo dura ormai da 5 mesi e riguarda il cosiddetto doc a tema omosessuale. Oggi ora come ora non sto malissimo ma continuo a vivere con questo problema. All’inizio ero abbastanza conscio del fatto che poteva trattarsi di doc essendo stato il periodo precedente all l’insorgere di questo dubbio, molto “agitato” e con una delusione amorosa (tra l’altro l’unica storia in 20 anni). Ad ogni modo oggi l’ansia è calata e con essa la quantitá di test a essa associata(come guardare tutti gli uomini in giro) ma i pensieri che prima non prendevo nemmeno in considerazione ora li discuto e sono conscio del fatto che potrebbero essere realmente veri in quanto non mi creano più molti problemi ma tutt’altro penso che non sarebbe male accettare questa realtà non più così dolorosa per porer stare meglio. A volte i pensieri non sono intrusivi anzi e come se li andassi a cercare. Voi ne avrete senz’altro sentite molte da un sacco di persone e dunque la mia domanda è: la mia situazione può essere ricondizionabile al doc oppure avrei bisogno di un incontro dal terapeuta per riuscire ad accettarmi?

    Alessandro Dr. Dock
    Alessandro Dr. Dock - maggio 29, 2015 Reply

    Questi periodi negativi abbassano l’umore, ecco perché hai cominciato a star male.
    Se i pensieri li vai a cercare significa sempre che sono intrusivi, o meglio, che sei preoccupato perciò ti focalizzi su di essi.
    Nessuna accettazione, però c’è un forte conflitto che ti faccio notare: non sarebbe male dolorosa realtà.
    Non noti nulla?

      Ink33 - maggio 29, 2015 Reply

      Ti ringrazio della risposta, davvero.. comunque hai proprio ragione prima che tutto ció iniziasse il mio umore è stato ai minimi massimi di sempre a causa della perdita di un caro e di una delusione amorosa. Oggi questo problema mi condiziona al 50% la vita perché tutto sommato riesco a lavorare concentrato e ad uscire con gli amici ma il problema c’è e lo sento.. è come sr ormai fosse scritto che io debba diventare omosessuale, che alla fine andrá cosí.. tra l’altro non riesco più a vedere un futuro sereno con una ragazza. Sento che alla fine potrei farmi piacere l’idea di essere omosessuale e questo è un dato di fatto.

        Alessandro Dr. Dock
        Alessandro Dr. Dock - maggio 30, 2015 Reply

        Beh, è normale.
        La visione del futuro si manifesta in base al tuo stato d’animo: se hai paura, sarà sicuramente una visione negativa, magari accompagnata da una morsa allo stomaco.
        Qual è l’evidenza che diventerai omosessuale?

          Ink33 - maggio 30, 2015 Reply

          Perché sento che se ci fosse una possibilitá potrei veramente provare ad esserlo.. alla fine so che è quello che non voglio ma ho letto del concetto di omofobia interiorizzata i quali sintomi sono molto simili al doc perché c’è un rifiuto di una parte dentro noi che non desideriamo per mille motivi. La confusione regna sovrana ecco! Se provassi attrazione SOLO per ragazze e nessuna psuedo attrazione per qualche ragazzo(spero siano pseudo) il problema si risolverebbe.. ma purtroppo non funziona e la realtà se sia distorta o meno mi sta diventando sempre meno comprensibile.. il dubbio se sia doc o meno credo potrà togliermelo solamente un terapeuta cognitivo comportamentale; però mi interessa molto anche il tuo punto di vista essendo che ne sai moltissimo di questo disturbo. Ti ringrazio in anticipo.

Anonimo - maggio 28, 2015 Reply

Ma cosa vuol dire che la ‘paura di perdere il controllo’ aumenta la probabilità di perdere il controllo?

    Anonima - maggio 28, 2015 Reply

    Credo si intenda che la paura di perdere il controllo induce a perdere non il controllo di se ma della propria mente che automaticamente produce sempre piu pensieri dandoti la sensazione di perdere poi il controllo della propria persona….ma attendo Lucio o Alessandro per una conferma o meno !

      Alessandro Dr. Dock
      Alessandro Dr. Dock - maggio 29, 2015 Reply

      Esattamente.

Anonimo - maggio 28, 2015 Reply

Lucio credi che guardarsi dall’esterno sia un buon metodo per trovare la consapevolezza e non farsi confondere dai pensieri negativi?

    Alessandro Dr. Dock
    Alessandro Dr. Dock - maggio 29, 2015 Reply

    Per quello che penso io, guardarsi dall’esterno è utile soprattutto per non cadere vittima del proprio stato d’animo.

    Lucio Odisei
    Lucio Odisei - maggio 31, 2015 Reply

    Decisamente si!

Anonima - maggio 28, 2015 Reply

Ciao,una domanda per entrambi.Secondo voi quando i pensieri ossessivi spaziano da un tema all altro ė sempre perché si vuole cercare di avere tutto sotto controllo ? mi capita xhe quando mi convinco dell’ assurdità di alcuni pensieri ne spuntano altri innescati ovviamente da qualcosa xhe in questo stato di ansia mi spaventa….e seppur sbagliando cerco di rassicurarmi….ancora non riesco a non farlo…sarà sicuramente anche questo rassicurarsi a tener in vita il disturbo….però quello xhe mi chiedo perché ad alcuni resta su un tema in particolare e per altri si sposta

    Alessandro Dr. Dock
    Alessandro Dr. Dock - maggio 29, 2015 Reply

    Ciao, è esattamente questo il problema.
    Se ti rassicuri, spunterà fuori qualche altro pensiero che ti preoccupa.
    La paura non va razionalizzata ma capita.
    Non c’è un motivo preciso per cui si cambia argomento, è semplicemente perché hai l’ansia, quindi vivi la realtà con preoccupazione: oggi può essere per una malattia, domani perché fallirai l’esame o perché ti è venuto un pensiero che non ti piace.
    In altri, la paura si concentra su un tema perché è quello che desta maggiore preoccupazione nell’immediato.

      Anonimo - maggio 29, 2015 Reply

      A me l’ ansia viene per pensieri davvero assurdi,non per cose concrete come puo essere un esame o altro,anche perché in quel caso brnro male riesco a cavarmela…e credo che sia proprio l’ assurdità la caratteristica del disturbo ossessivo no?

    Lucio Odisei
    Lucio Odisei - maggio 31, 2015 Reply

    Il DOC cambia forma spesso e volentieri. Cambia argomento ma la meccanica è sempre la stessa…
    Infatti è su quella che bisogna concentrarsi 😉

G - maggio 29, 2015 Reply

Ciao Lucio, ho 19 anni e da 2 mesi non vivo più. I miei problemi sono cominciati 2 anni fa con un po di tachicardia in classe al 5 anno, avendo visto l’estate prima un attacco epilettico in diretta, appena l’ho sentita ho pensato che mi potesse prendere li in classe davanti a tutti e da quel giorno ho cominciato a soffrire di attacchi di panico. Non capivo come mai dopo essere andato anche all’ospedale stavo male senza avere niente. Cercando su internet con tutte le autodiagnosi ho pensato di avere tutto da tumori sclerosi attacchi di cuore… Alla fine ho capito che si trattava di ansia…così ho sviluppato l’ansia del l’ansia che dopo quasi un anno e mezzo ho cominciato a gestire tornado quasi alla normalità…. Nel frattempo negli ultimi 6 mesi ho sviluppato il doc omo che avevo già vinto senza saperlo 3 anni fa… Tutto ciò sempre a causa del mio corpo perché essendo un ragazzo magro anche se mi dicevano che erosano pensavo che magro volesse dire debole quindi facilmente attaccabile da malattie… E i pensieri intrusivi me li ero creati da solo dicendomi ogni giorno cose del tipo ‘con questo fisico manco la modella puoi fare’ ecc.. Un po’ me li ero cercati e notando che guardavo troppo gli altri ragazzi per fare confronti ho cominciato ad avere paura di essere gay… Cosa inaccettabile per me e per la mia famiglia. Il peggio è arrivato 2 mesi fa quando cercando su internet una soluzione ai pensieri intrusivi gay sono incappato in un fraintendimento’ che mi ha portato ad avere paura di me stesso e a prendermi il doc da controllo e aggressivo insieme. Da quel giorno 24/24h 7/7g ho passato le giornate a controllarmi i miei pensieri e le mie azioni. Poi sono incappato nelle domande irrazionali tutte che cominciano col perché…. Le giornate sembrano infinite… Ho passato giornate a cercare di non far male alla mia famiglia… Vivo sempre sovrappensiero sembra che la mia vita non abbia un senso… Inoltre ho mia madre che ormai da 7 anni sente le voci… Dice che ci sono alcune persone che la minacciano di fare del male a noi che siamo la sua famiglia e a lei… Ho sempre trovato assurdo tutto quello che diceva… Ma ora io passo le giornate avendo paura di perdere il controllo, di insultare qualcuno senza accorgermente, ogni conversazione diventa un impresa… Fino a due mesi fa non Ero così… Avevo solo pensieri gay che in qualche modo mi ero creato da solo insultandomi sempre per colpa della mia magrezza ma ora ho paura di diventare pazzo… Ti ho scritto un po di volte con l’anonimo ma sono stato sempre più male con i giorni che passano, ho pensato di scriverti tutto anche se è molto lungo in Modo che hai più chiaro il quadro…. Si può uscire da questa situazione… Fino a due mesi fa stavo per raggiungere il massimo della mia vita sociale e famigliare ma ora sono crollato in questi due mesi sto sempre col telefono in mano 24h a cercare trovare una soluzione, non vivo più, sto sempre a pensare se non penso mi scatta l’ansia….. Sono solo 2 mesi quindi spero di essere in tempo per ritornare a essere quello di prima….

    G - maggio 29, 2015 Reply

    Ho letto che il doc da un messaggio che viene Dall inconscio ma quello da controllo e aggressivo non c’entrano niente con me non mi riguardano eppure ora sono più preoccupato da quelli che dal mio perché so di non essere gay… Io non voglio diventare pazzo e essere richiuso ho tutta la vita davanti, ho una gran voglia di vivere anche se questimi ultimi 2 anni ho vissuto poco o niente sempre a casa a preoccuparmi di cose inesistenti…. Ma questo ultimi 2 mesi sono un inferno… Voglio tornare a vivere come tutti i miei coetanei.. ancora non ho preso la patente per colpa di questi fastidi… Ma ora non riesco a vedere manco al domani non ho più la cognizione del tempo… Mi dico che peggio di così non possa andare ma ogni giorno è sempre peggio… Non so se ne può uscire da questa situazione…. Prima mi consideravo debole fisicamente ora anche mentalmente…. Sembra che non ho il controllo più su niente… Vedo tutto offuscato.. Mi sento disorientato sto malissimo

      Alessandro Dr. Dock
      Alessandro Dr. Dock - maggio 29, 2015 Reply

      Ciao, a me sembra che tu sia molto agitato, e questo è perfettamente normale data la tua situazione e il disturbo da panico.
      Io ero come te, avevo paura di diventare schizofrenico.
      Ti assicuro che cercare non farà altro che spaventarti e farti aumentare i dubbi, cosa che aumenterà l’ansia e il livello di preoccupazione dei pensieri stessi.
      Leggendo anche quello che hai scritto dopo, parli di normalità, ma tu sei perfettamente normale, solo che sei ansioso. Non riconosci il tuo stato d’animo, lo vuoi mandar via e non ci riesci (giustamente, anche perché non scompare con il ragionamento o cercando sul cellulare).
      Mi spiace per tua madre, da quanto tempo sta così? Ha una diagnosi? Prende qualche farmaco?

        G - maggio 29, 2015 Reply

        Da 7 anni appena dopo il parto di mio fratello…. Prendeva qualche farmaco adesso non credo… Della diagnosi non so nulla… È stata anche in ospedale per un po di tempo per calmarsi e rilassarsi… Ma a te come mai è venuta e come l’hai vinta?

          G - maggio 29, 2015 Reply

          Credo che sto passando delle crisi d’identità fortissime a volte non so più chi sono ma è normale tutto questo?

          Alessandro Dr. Dock
          Alessandro Dr. Dock - maggio 30, 2015 Reply

          Sei molto agitato, hai mai pensato di fare terapia?
          Non sei malato, ma sei molto ansioso, cosa intendi per crisi d’identità?

          Tua madre dovrebbe essere seguita e aiutata.
          Da quello che mi scrivi, sembrano sintomi di una malattia depressiva post-partum ma dovreste andare da un medico per una diagnosi.
          Riguardo a te, aver paura di essere schizofrenici è già di per sé un sintomo del non esserlo.
          La mia rassicurazione non serve, infatti continuerai a pensarci, per questo dovresti risolvere con il terapeuta.
          Quello che è certo è che, se tua madre è depressa, può esserci una vulnerabilità ai disturbi d’ansia o depressivi.

G - maggio 29, 2015 Reply

Non so più cosa penso veramente, sembra che non mi interessa più niente, sembra tutto non abbia un senso, ma è normale questo o sto impazzendo veramente, vedo mamma come si è ridotta sta tutto il giorno a parlare e insultare e le facce che fa quando si arrabbia, eppure non farebbe del male a nessuno, non penso sia matta, non so quale diagnosi le abbiano fatto ho sempre cercato di aiutarla e capire come farla uscire da quello schifo ma lei è convinta…. Adesso non riesco più a controllare me stesso non so che fare… Ma si può uscire da questa situazione… Non vivo piu

G - maggio 29, 2015 Reply

Ultima cosa odio pensarci ma se mamma fosse pazza potrei essendo suo figlio potrei diventare pazzo…? Sono solo 2 mesi che sto così faccio in tempo a tornare normale?

maria - maggio 29, 2015 Reply

Ciao Alessandro
<>
Mi spieghi bene questo passaggio?

    maria - maggio 29, 2015 Reply

    Diciamo che tu vivi questa situazione ma aggiungi il verbo “sembrare”, quindi, da un lato ti accorgi di non stare bene (non essere te stessa), dall’altro vedi realmente negativo (al di là che sia vero o no)

      Alessandro Dr. Dock
      Alessandro Dr. Dock - maggio 30, 2015 Reply

      Significa che la realtà che stai vivendo è distorta dalla paura.
      Sembrare non significa essere.

Anonimo - maggio 30, 2015 Reply

Ciao Alessandro…volevo chiederti se nell’ altro forum avessi mai lettere di persone cn ossessioni “malauguranti” che dopo fanno sentire terribilmente in colpa e in ansia…penso che il meccanismo sia lo stesso che per gli altri…un po come quei pensieri in cui la persona pensa a un incidente ai propri cari e poi pensa che possa avverarsi per cui mette in atto delle compulsioni volte a neutralizzare il pensiero…però mi chiedo…perché secondo te ad alcuni vengono addirittura in forma mal augurante? significa che si ė persone cattive nel profondo o forse dipendono dalla scarsa considerazione che si ha di sé per cui questi pensieri sono un pò come un mezzo autolesionista per sentirsi ancora più indegni? mi sfugge il motivo che ne é alla base….ho ipotizzato questo,il mio psichiatra ha detto che potrebbe anche trattarsi di rabbia repressa che si sfoga in questo modo….

    Alessandro Dr. Dock
    Alessandro Dr. Dock - maggio 30, 2015 Reply

    No, è semplicemente lo stesso meccanismo che hai citato.
    Se leggi la guida che ho scritto sul forum di psyco, c’è una tipologia di pensiero disfunzionale che si chiama “pensiero magico”, prova a leggerlo.
    Non è né l’uno né l’altro, è semplicemente l’ansia che si manifesta in quella determinata forma.
    È molto più comune di quel che pensi.
    Comunque, non devi cercare le regolarità tra il tuo caso e gli altri, altrimenti lo stato d’animo in cui ti trovi ti farà pensare a qualcosa che ti farà dubitare della tua situazione.
    Sì, potrebbe essere rabbia repressa che la prima volta ti ha fatto pensare qualcosa di negativo verso qualcuno.
    Poi hai preso sul serio il pensiero e hai sviluppato questo problema.
    Essere irascibili comporta stress, dunque eventuali pensieri ansiosi.
    In questo senso, il tuo psicologo ha ragione, ma solo in questo caso.

      Anonimo - maggio 30, 2015 Reply

      In realtà ricordo che a volte mi venivano questi pensieri quando qualcuno raccontava qualcosa di bello che gli succedeva,come quasi una sorta di “sfida” non so spiegarlo bene… come se volessi dire ” che succederebbe se adesso dicessi questa cosa?” e il pensiero automaticamente arrivava….non era perché ce l avessi in psrticolare con quella persona…poi una volta in occasione di una sciagura accaduta a un mio zio mi rivennero questi pensieri,probabilmente per quella che tu definisci associazione situazione-pensiero che automaticamente la mente elabora e dopo che questo mio zio morì caddi nel vortice sentendomi io responsabile e iniziarono tutta una serie di pensieri di questo tipo rivolti anche ad altre persone e questo mi faceva stare molto male….ora capisco che tutto fa parte dell ansia ma ancora ora a volte questi pensieri mi lasciano scossa perché ho sempre quella paura di poter essere responsabile di qualcosa di brutto….é davvero difficile lasciar scorrere e non sentirsi brutte persone

      Anonimo - giugno 1, 2015 Reply

      In realtà il fatto della rabbia repressa me l ha detto lo psichiatra….la psicologa invece ha detto ke potrebbe essere legato anke all eccessivo senso di responsabilità e alla paura di poter provocaee cose sgradevoli….

Anonimo - maggio 30, 2015 Reply

La de realizzazione e la depersonalizzazzione forti possono creare malattie gravi?

    Alessandro Dr. Dock
    Alessandro Dr. Dock - maggio 30, 2015 Reply

    No, sono sintomi dell’ansia.

Chiara - maggio 30, 2015 Reply

Ciao dr dock.

Dico che io non ho mai dubitato della veridicità dell internevistA..bravi!!
Io sto bene, dopo un po di tempo passato a combattere il doc ora sto abbastanza bene,senza medicine e facendo una terapia. Fondamentalmente non mi fermo quasi più sui pensieri e le immagini che il doc mi propina. Una cosa però! Faccio spesso sogni in cui ne parlo, in cui penso di essere omosessuale o di atteggiarmi tale. fondamentalmente non capisco perché, è normale? E poi però nel reale non mi danno molto fastidio, come invece mi davano prima.
Aspetto risposta, chiara

    Alessandro Dr. Dock
    Alessandro Dr. Dock - maggio 30, 2015 Reply

    Ciao Chiara,
    i sogni non hanno alcun significato sul piano reale, sono semplici creazioni di fantasia.
    Se i sogni sono agitati può essere un sintomo d’ansia, altrimenti sono rielaborazioni inconsce di quello che ti succede durante il giorno.
    Suppongo che non ti soffermi più sui pensieri ma che ti compaiano lo stesso, giusto?
    Anche se non dai spazio al pensiero, non compulsando, il pensiero può manifestarsi sotto forma di sogno, riprendendo la stessa tematica.
    È normale.

      Anonimous - maggio 30, 2015 Reply

      bhe sognare per esempio di sposarsi ed avere dei figli quindi neanche rappresenterebbe il proprio desiderio di farlo nella realtà? Mi sta capitando spesso in questo periodo,perché ė ciò che a volte mi capita di pensare e anche di desiderare ad occhi aperti….ovviamente non tutti i sogni riflettono i propri desideri,nel caso dei pensieri questi possono riprese ntarsi in sogno perché magari vi abbiamo dato energia durante il giorno…penso che come possano riflettere le nostre paure possano anche riflettere i nostri desideri no? Lo si potrebbe capire da come ci si sveglia forse….

      Chiara - maggio 30, 2015 Reply

      Ciao Ale!
      In effetti ci ho pensato anch’io.
      Riguardo ai pensieri, non compulso ma si, ho sempre dei pensieri che in realtà non vorrei avere. Quello che non capisco è che nonostante sappia come lavori il doc, certe volte mi capita di cadere sempre in pseudo attrazioni. A volte cadono subito, ma ad esempio ultimamente mi successe con la ragazza di un amico, presumo perché le voglio bene. Ma perché ancora questo succede? Pensa che sono più i giorni in cui sto bene che altro.
      Saluti! E aspetto risp

        Alessandro Dr. Dock
        Alessandro Dr. Dock - giugno 1, 2015 Reply

        Ciao Chiara,
        allora il problema è che non stai curando la causa della tua ansia.
        C’è sempre uno stato ansioso, anche quando sei serena, al di là che poi riesca a non alimentarlo.
        La logica è sempre un passo indietro alla paura, ecco perché ci sono quelle pseudo-attrazioni.
        Quando la paura scatta, sapere del problema non la previene.
        No, non è perché le vuoi bene, ma solo perché hai paura.
        Non aggiungere significati dove non ci sono.

          Chiara - giugno 1, 2015 Reply

          Ciao,
          Penso anche io che la logica stia ancora dietro alla paura. Cosa mi consigli Apparte lasciare andare il pensiero(cosa che spesso mi riesce)?
          Prendere davvero coscienza del doc e non cadere in ciò che propina?

anonimo - maggio 30, 2015 Reply

lucio grazie per questo meraviglioso blog.mi sta dando forza in un momento difficile e anche grazie per la critica alla critica sull’intervista ad alessandro: io non ho dubitato di una virgola però capisco che qualcuno otesse farlo: gli hai spiegato che è ancora sto stronzo di doc.a presto, se puoi ricordati di parlare del doc da controllo.

G - maggio 30, 2015 Reply

Scrivo qui dr dock che sul tuo non c’è replica… Per quanto riguarda mamma già è stata in terapia e sotto farmaci e dopo 3-4 anni ha lasciato perdere… Per quanto mi riguarda vorrei uscirne da solo anche perché non siamo una famiglia ricca… Comunque sia col doc omo prima che col doc da controllo poi… Mi preoccupo e mi controllo in modo da non trovarmi in brutte situazioni in futuro come ad esempio scoprire di essere gay o di aver fatto sempre finta di essere buono. Per questo a volte mi vengono le crisi e non so chi sono veramente. Di fatto ho paura che se mi lascio andare mi ritrovo a far del male.

    G - maggio 30, 2015 Reply

    Ho paura che in qualche modo quei pensieri mi possano condizionare e cambiarmi… Prima del doc da controllo stavo cercando di capire chi ero veramente visto che mi ero reso conto di aver vissuto sempre per gli altri per cui stavo individuando la mia vera personalità anche se avevo dei fastidioso pensieri che mi dicevano che sarei diventato gay… Purtroppo ora con la paura di perdere il controllo la situazione è peggiorata…
    Fino a prima del doc da controllo non avevo dubbi sulla mia ‘bontà’ però ho paura che tutti questi pensieri mi condizionino….

      Alessandro Dr. Dock
      Alessandro Dr. Dock - giugno 1, 2015 Reply

      Beh, in realtà, l’ansia deriva anche dall’incapacità di ascoltarsi.
      La tua vera personalità spunta fuori vivendo, non ragionandoci.
      Se poi non ti piace qualcosa, significa che vuoi cambiarla perché non ti rappresenta.

    Alessandro Dr. Dock
    Alessandro Dr. Dock - giugno 1, 2015 Reply

    Spesso il problema della depressione post-partum o della psicosi post-partum è dovuto a problemi ormonali o ad un eccesso di rame, tua madre dovrebbe fare controlli accurati perché può uscirne e stare bene.

    Hai appena spiegato come funziona l’ansia: “mi controllo per non trovarmi in brutte situazione future”.
    Ma tu stai già alimentando l’ansia, quindi stai già in un brutta situazione in questo modo.
    In più, la paura del futuro ti spinge a ragionare su cose che non hanno risposte logiche, per questo continui ad avere il dubbio.

      Anonimo - giugno 1, 2015 Reply

      Dr dock ma il problema è che anche se ho cominciato a capire qualche meccanismo la mia giornata è una completamente una ossessione compulsione 24h, ho fatto velocemente i test sul forum e ho ottenuto i risultati più ‘gravi’, posso uscirne lo stesso? Completamente?
      Inoltre come mi devo comportare con le domande esistenziali? Sono quelle che mi fanno più paura perché so che non hanno risposta

        G - giugno 1, 2015 Reply

        Avevo dimenticato di mettere il nome…
        Comunque dr dock ma quando ti guardi indietro e ripensi a quando avevi il doc cosa pensi di te stesso? Cioè quando avevi tutti quei pensieri crudeli? Io certe volte non riesco a guardarmi nemmeno allo specchio per quanto mi faccio schifo… Quando capisco che sono solo pensieri a cui ho dato troppa importanza penso che ormai ho speso tutti i miei anni a preoccuparmi di niente mentre i miei coetanei erano là fuori a vivere… E quando mi arrabbio automaticamente ho paura che mi tornino i pensieri violenti… Non bastava essere magro debole e ansioso… Ma può essere che questo disturbo mi stia dicendo che mi devo dare una mossa?

      Anonima - giugno 1, 2015 Reply

      Depressione post-partumm..addirittura psicosi post partum( di cui non conoscevo l esistenza) ….a volte penso che per questo disturbo ossessivo possa sviluppare anch’io ste cose e allora poi penso che sarebbe meglio non fare figli anche se una parte di me desidera costruirsi una famiglia….questo potrebbe essere una forma di evitamento? potrebbe una donna con disturbo ossessivo sviluppare anche una psicosi post partum?

        G - giugno 1, 2015 Reply

        sono andato a leggere una testimonianza, mamma mia che ansia…. Grave e molto rara poi… Penso che mamma però stia guarendo perché dopo 7 anni nessuna sua paura si è realizzata… Piuttosto credi che sottovalutare il doc possa Sfociare in qualcosa di grave e incurabile?

          Alessandro Dr. Dock
          Alessandro Dr. Dock - giugno 1, 2015 Reply

          Scusa una cosa non mi è chiara, ma tua madre è consapevole che sono solo paure?
          No, sottovalutare il doc non porta a nessuna cosa grave, puoi però avere un calo dell’umore.
          Il test sul forum indica solo il livello ossessivo, la guarigione non dipende dalla gravità, ovvio che però può richiedere più tempo.

          Il problema è che fai domande ma non tolleri l’incertezza, in questo modo continui a sfornare altri interrogativi a cui cerchi la risposta.
          Il ciclo così dura all’infinito se non decidi tu di stopparlo, facendo altro.

        Alessandro Dr. Dock
        Alessandro Dr. Dock - giugno 1, 2015 Reply

        Attenzione, io ho scritto alcune “ipotesi” che si evincono dai sintomi che riferisci, non prenderle assolutamente come diagnosi.

        Vedi tu rifletti sul futuro, classica compulsione, e quindi lo vedi negativo e ti senti in colpa.
        Facciamo una cosa, se tu non sapessi dell’esistenza della psicosi o della pazzia, avresti ancora questa paura?
        Comunque, no, non puoi perché sono due cose differenti: è come avere l’influenza e chiedersi se può trasformarsi in morbillo.

          Anonimo - giugno 1, 2015 Reply

          Dr dock per quanto riguarda mamma non è consapevole che siano solo paure, cioè le crede vere…. Per quanto mi riguarda ho deciso di darmi da fare con gli esercizi sia sul forum che quelli di Lucio… Spero di uscirne anche se so che non devo uscire da niente..

Federica - giugno 1, 2015 Reply

Lucio spero tanto in tuo approfondimento/articolo sul doc da controllo.
Grazie

Anonimo - giugno 1, 2015 Reply

Ciao a tutti, è un po che non scrivo. Devo dire che fino a 3 mesi fa fino a qualche settimana fa, devo dire che ho vissuto abbastanza bene e senza che il DOC prendesse il sopravvento. Da qualche settimana complice forse un forte stress sono ricaduto nel tunnel del DOC e dell’ansia. Pero anche se in queste situazioni mi accorgo che tutti quello che dico o penso non è sicuro, mi accorgo che dietro alla componente ansiosa ossessiva c’è qualcosa di più che alimenta i meccanismi. Non so spiegarla ancora bene, è qualcosa che mi tiene ancorato alla paura che i pensieri siano veri, o di non riuscire magari a distinguere dove ci sia lo zampino del DOC, dunque una raccolta di false informazioni, e dove ci sia io a dietro veramente. Ecco la mia richiesta verso di Lucio, ma magari anche ad Alessandro, se potevate parlare più nei dettagli di questa linea di confine tra La persona REALE e i meccanismi del DOC che tengono ancorati, magari con un filo sottile, tutti noi 🙂 Grazie Bino 🙂

Dolly - giugno 1, 2015 Reply

Ciao Alessandro…volevo kiederti…quando sopraggiungecun pensiero…dirsi ke ė sopraggiunto x associazione pure ė una forma di compulsione?

Gianluigi - giugno 1, 2015 Reply

Lucio e Alessandro (Dr. Dock),
siete delle persone fantastiche. E’ vero, il pensiero “dubitativo” fa parte del DOC, e quindi come conseguenza si hanno serie difficoltà a fidarsi degli altri. Ma il vostro caso è a se’ ; state facendo un lavoro eccezionale, e vi ringrazio di CUORE per i vostri consigli e il vostro impegno. Come ha già detto qualcuno, “state davvero salvando delle vite”..e in un certo senso è DAVVERO così. 🙂
Alessandro, sono certo diverrai un grande psicologo, è la tua strada..bravissimo!

Riguardo me, ho 26 anni, premetto che sono in cura da uno psichiatra e soffro di DOC omosessuale, da un anno, ma sono in cura da 4 mesi circa (senza farmaci), anche se penso di soffrire di una “componente ossessiva” caratteriale da tanti anni.
Ci ho messo del tempo per capire che ciò che mi stava accadendo era sintomo di un disturbo mentale, e con una serie di ricerche, in preda all’angoscia e allo sfinimento, ho trovato informazioni sul Disturbo Ossessivo, ho trovato il forum e questo blog… fondamentali.

Detto ciò, posso dire che la paura di sembrare gay, effeminato, femmineo, poco virile..etc. l’ho SEMPRE avuta, da adolescente (nonostante fossi Etero).
Ho sempre temuto di esser preso in giro, proprio perchè mi sentivo fragile, insicuro, debole rispetto agli altri ragazzi, caratterialmente e fisicamente (magrissimo). Ma dentro di me ho sempre saputo, ho sempre sognato e desiderato di avere una donna al mio fianco, ho sempre amato le donne, e attualmente sono fidanzato.
Devo dire che da adolescente mi è capitato spesso di guardare immagini di uomini nudi, muscolosi, di cui ne ammiravo e invidiavo il fisico e la virilità, cosa che io non avevo. Ma lo facevo senza che fosse motivo di paranoie o altro. Infatti fino ad un anno fa queste mie azioni “passate” non erano causa di angoscia o dubbi, adesso purtroppo si! Ho paura fossero sintomo di omosessualità. (Preciso che ho sempre guardato porno etero, e mai gay, il solo pensiero mi spaventava di brutto).
Io ammiravo i loro fisici e immaginavo di essere come loro, mi sentivo meglio a pensare di essere così in un futuro (cosa che ovviamente non sono riuscito a fare)… ma non ho mai sentito una spinta emotiva o sessuale verso gli uomini.
Adesso quest’ossessività sul fisico è rivenuta fuori, ma connessa alla paura fortissima di essere gay (paura che prima non avevo… da adolescente al massimo avevo paura di sembrarlo, ma sapevo di non esserlo).
Penso e ripenso costantemente a queste mie ‘azioni passate’ (non capisco perchè solo adesso mi causino tutta questa angoscia), e mi sento gay per avere quest’ammirazione per i fisici scolpiti e allenati…mi chiedo se ci sia un omosessualità dietro che non voglio ammettere. Amo la mia fidanzata, da morire…ma questo mi manda in tilt il cervello, i ricordi e le emozioni.
Faccio costantemente confronti nella mia testa tra uomini e donne, e penso a come starei con un uomo e se è quello che desidero. So solo che sto MALE, al solo pensiero…perchè non è questo quello che ho sempre desiderato e sentito di volere.
Io credo che se fossi gay dovrei esser felice di vivere la mia sessualità e le mie emozioni, non dovrei stare così! MA la poca stima che ho di me, l’insicurezza, l’ammirazione, i pensieri intrusivi e i dubbi che ho in testa mi provocano solo una grandissima e sofferta CONFUSIONE.
Io ho solo una grandissima paura: PERDERE la mia fidanzata che è la fonte della mia felicità ed il mio futuro, non lo dico per paura di rimanere solo, ma semplicemente perchè SO di amarla e so che nessun’altra persona è come LEI (aggiungo che i rapporti con lei vanno benissimo). Ovviamente essere omosessuale significherebbe per me PERDERLA per sempre.
Il mio psichiatra mi conferma e riconferma che si tratta di Doc, e che fin quando metterò in dubbio questo, non andrò da nessuna parte. So bene che essere diffidente non serve a nulla… eppure ho paura che mi stia soltanto illudendo… PERCHE’ ho questa PAURA??! E’ come se avessi PAURA della mia paura, ed è come se temessi che voglia significare a forza che un fondo di verità ci sia.

Ci sono giornate in cui non riesco a far nulla, non studio da mesi e mesi e con l’università sono bloccato, e piango spesso… Ho voglia di guardare avanti e riappropriarmi di cio’ che è MIO e della mia vita.
Che tutto sia connesso alla mia scarsissima autostima e al mio sentirmi poco uomo?

Lucio, Alessandro…AIUTATEMI, vi prego… Se potete, con calma, rispondete ai vari punti del mio racconto; GRAZIE e scusatemi.

    Gianluigi - giugno 1, 2015 Reply

    Spero mi risponderete 🙁

    Alessandro Dr. Dock
    Alessandro Dr. Dock - giugno 2, 2015 Reply

    Per un uomo piangere è abbastanza significativo, hai un calo dell’umore.
    Probabilmente hai le endorfine basse e forse alcuni ormoni non proprio a livelli ottimali (in particolare il testosterone).
    Oltre a piangere spesso, ti capita di essere intollerante ai problemi?
    Sfoghi questo tuo malessere su alcune attività piacevoli che fungono da ricompensa (ad esempio mangiare cioccolata, sigaretta) o relax?

    La paura della paura esiste ed è alla base di questo meccanismo.
    Si può aver paura che la paura sia solo un motivo per scappare dall’evidenza, ma sempre di un pensiero ansioso si tratta.
    I confronti tra te e gli altri, l’analisi del passato è un buon modo per incasinarsi dal momento che ragioni con la paura addosso e, quando si ha paura, si fanno molti errori di ragionamento.
    Si escludono o non si vede la realtà in maniera obbiettiva.
    Troverai sempre qualcosa che ti fa dubitare se non tratti la paura (dunque i pensieri) per quello che è.

      Gianluigi - giugno 3, 2015 Reply

      Si, esatto Dr. Dock, io mi soffermo molto sulla paura, sui pensieri e sulle sensazioni che essi mi provocano… Ma non li tratto per quelli che sono. Non Tratto la paura da paura e i pensieri da pensieri… No.
      Mi faccio trasportare da essi… È come se dentro di me fossi quasi convinto di esserlo, ma non voglio, ho questa paura fortissima e f*ttutissima, che mi annebbia il cervello… Ho un’enorme paura di perdere tutto ciò a cui TENGO di più… Di perdere tutto.

      Forse DENTRO DI ME INCONSAPEVOLMENTE vale l’equazione “debolezza/scarsa virilità = omosessualità” !?!? Nonostante io non sia omofobo… Sicuramente mi ha sempre spaventato l’omosessualità, maschile però, perché quella femminile non mi fa per niente spavento, angoscia..la vedo una cosa normale, più pura….
      Che pensi insomma???

        Alessandro Dr. Dock
        Alessandro Dr. Dock - giugno 5, 2015 Reply

        Devi imparare, non ti viene spontaneo.
        Ci sono alcune convinzioni che vanno corrette perché distorte, ad esempio debolezza non equivale a scarsa virilità, così come debolezza non è un sintomo di omosessualità.
        Molte volte abbiamo convinzioni che accettiamo ma che non sono vere.
        La tua paura è quella di perdere le cose a cui tieni, quella dell’omosessualità deriva da questa.

      Gianluigi - giugno 3, 2015 Reply

      PS. Riguardo alle attività rilassanti o fisiche..no purtroppo non mi concedo nulla. Non faccio attività fisica…e non ho hobby, esco molto poco.
      In più si, ho un’eccessiva indole a castrofizzare e ad andare in panico dinanzi ai miei problemi…Invece per quelli degli altri riesco ad essere anche saggio e risolutivo!

        Alessandro Dr. Dock
        Alessandro Dr. Dock - giugno 5, 2015 Reply

        Il problema è proprio questo, accumuli tutto dentro, comprese gli atteggiamenti compulsivi che aggravano l’ansia senza sfogarti.
        L’esercizio fisico abbassa cortisolo e adrenalina e aumenta endorfine e serotonina.
        In questo modo, diventi meno ossessivo e riesci a gestire meglio le emozioni negative.

Sara - giugno 1, 2015 Reply

Ciao Alessandro..volevo avere approfondimenti riguardo ai test che hai fatto..sono molto interessata all’argomento e visto che in famiglia abbiamo molti casi di ansia credo che il problema sia soprattutto dovuto a qualche squilibrio biologico..Fammi sapere grazie

Sara - giugno 1, 2015 Reply

Ciao Alessandro..volevo avere più approfondimenti sui test che hai fatto..mi interessa molto perchè in famiglia abbiamo molti casi di ansia e alle volte penso che alla base di tutto ci sia uno squilibrio biologico..grazie attendo tue risposte

    Alessandro Dr. Dock
    Alessandro Dr. Dock - giugno 2, 2015 Reply

    Sara, per i test è un po’ lunga e vanno prescritti in base alla propria situazione.
    Esami generali che puoi fare sono:
    -vitamina D
    -cortisolo ematico
    -prolattina
    -vitamina B12
    -tiroide (TSH, FT3 e FT4) esclusivamente se non l’hai controllata negli ultimi anni.
    -estradiolo e progesterone
    -emocromo completo

    Esami più completi che però sono disponibili solo all’estero:
    -cortisolo salivare giornaliero (in sostituzione di quello ematico)
    -aminoacidogramma urinario completo (che contenga i livelli di Chinurenina o Kynurenine)
    -test dei livelli di Criptopirrolo (o Pyroluria)
    -Istamina ematica
    -Acidi grassi

    Questi sono veramente tutti gli esami metabolici che puoi fare in caso di disturbo d’ansia ma, come ti ho detto, molto varia anche dai sintomi che hai.
    Non è necessario e non è obbligatorio farli, è solo un aiuto in più.
    La Pyroluria si può escludere semplicemente provando ad assumere per una settimana la vitamina B6 e Zinco (rispettando i dosaggi).
    Non arriverai a nessuna patologia con queste analisi, si può però evidenziare qualche carenza o squilibrio che ti genera anche l’ansia.
    Ricorda che gli esami e la paura da aver qualcosa può diventare una compulsione. 😉

Mrs. - giugno 1, 2015 Reply

Ciao Lucio e Alessandro
volevo porre una riflessione riguardo il perché ad un certo punto arriviamo a farci tutte ste domande e a voler trovare s tutti i costi un risposta.Come gia piu volte avete sottolineato questo dipende dal voler controllare tutto e non lasciarsi andare all’ incertezza…. io penso che,almeno per la mia esperienza,ciò accada dopo periodi molto stressanti in cui tutto sembra sfuggire di mano…ad un certo punto l ansia é tale da cominciare a voler avere tutto sotto controllo per non soffrire più ma questo inevitabilmente porta ad imbrigliarsi ancora di più… anche le domande assurde di tipo esistenziale come giustamente scrivevi tu Alessandro più su, derivano proprio dalla sensazione di apatia,insoddisfazione e frustrazione,credo quando si iniziano a vedere i propri fallimenti e a non tollerarli….cosa ne pensate? grazie se mi risponderete

    Alessandro Dr. Dock
    Alessandro Dr. Dock - giugno 2, 2015 Reply

    Condivido quello che hai scritto.
    Lo stress ti porta ad essere più perfezionista (il perfezionismo è una risposta comportamentale alla paura), ma è anche il perfezionismo che rafforza lo stress, dunque l’ansia e i possibili pensieri ossessivi.
    È un ciclo.

Utente21 - giugno 2, 2015 Reply

Salve ragazzi, complimenti per l’articolo.. la mia domanda è: e se la paura che ha causato l’ossessione fosse razionale? Cioè se io ho paura di qualcosa che in REALTÁ c’è ed è proprio questo che mi fa paura? Ciò a cui mi riferisco nel mio caso è una possibile omosessualità.

    Alessandro Dr. Dock
    Alessandro Dr. Dock - giugno 2, 2015 Reply

    La realtà è ciò che tu percepisci in base al tuo stato d’animo, perciò, se hai paura, ti sembrare reale ciò che temi.
    Dietro la paura non c’è la razionalità.

maria - giugno 2, 2015 Reply

Lucio perché non si leggono i miei commenti mi hai bannata? 🙁

    Lucio Odisei
    Lucio Odisei - giugno 2, 2015 Reply

    Ciao Maria, assolutamente no! 🙂

    Oggi il sito era in manutenzione non hai visto la home page? 🙂

      maria - giugno 3, 2015 Reply

      Ciao Lucio pensavo ici fosse stata una modifica nel sito e credevo che i commenti venivano selezionati. Grazie per avermi risposto. Mi sento totalmente smarrita. Perché vedo che non ho voglia di contatto fisico con lui ( anche se è il mio più grande desiderio stare bene in intimità con lui) mi chiedo è un desiderio reale oppure e un desiderio dovuto al fatto che ho questo malessere nei suoi confronti ? Poi penso che stavo stando bene ma avevo sempre sensazioni di rifiuto e repulsione. In pratica tutto mi fa pensare che non lo amo ieri sera a letto non avevo ansia e pensavo il mio sentimento mi diceva che non lo amo allora ci ho creduto ed ho sentito come una pace ho detto mi rassegno e vivrò bene. Ma poi non so perché cerco sempre di fare andare le cose bene con i miei pensieri cerco di farne positivi su di lui ma è come se mi sforzarsi mi sento falsa nei suoi confronti lui mi ama e quando vedo che lui mi ama mi viene l ansia e il senso di colpa. Poi non so perché mi viene spontaneo dargli un bacio sarà solo perché mi sento in colpa. Non sento dei sentimenti nei suoi confronti solo sforzi che faccio verso di lui. Non mi sento per niente felice e mi viene da pensare di lasciarci ma poi la prima cosa che mi viene in mente non è che lui che mi mancherà ma per i miei figli io non so come fare non lavoro allora vedo che è solo per questioni economiche che sto con lui. Non ho sentimenti non ho emozioni non ho nessun pensiero positivo su di lui ma penso solo alle nostre liti e a quello che ci diciamo in quei momenti a volte penso a tutte le volte che mi ha ferito. Non ho istinto sessuale anzi inventò sempre scuse e faccio a finta di dormire e in tutto questo non sento ansia. Ma non so perché cado ma poi penso di voler aggiustare la situazione che voglio stare con lui e essere felice con lui. Cerco di fare scorrere i pensieri e sento come qualcosa che ci divide a me sembra tutto vero!!!! 🙁 Ma poi penso che la mia famiglia è importante e combatto ogni giorno ma non sento gioia e felicità. Una volta il mio psichiatra mi ha detto un sentimento o ce o non ce ma lui diceva pure che io il sentimento ce lo e che sono legata a lui. Allora io penso forse sono solo affezionaTa a lui solo perché sono 14 anni che stiamo insieme ma ormai siamo come due conoscenti nella stessa casa. Che tristezza . Più mi sforzo a cambiare idee e mi viene l ansia perché è come se mi sforzarsi. Penso a tutto meno al fatto di amarlo per le cose che provo mi sembra strano perché l amore è spontaneo e io non sono spontanea mi sento forzata. Devo solo accettare che le cose sono cambiate. Sento sempre tensione allo stomaco ….

Anonimo - giugno 3, 2015 Reply

Dr dock da quando ho doc aggressivo e da controllo appena mi accorgo di parlare da solo a voce mi dico oddio sto impazzendo… Prima del doc passavo ore a cantare stonato e a parlare da solo senza problemi perché sapevo di essere sano… Ora mi chiedo se ogni volta che me ne accorgo smetto è una forma di compulsione?

    Alessandro Dr. Dock
    Alessandro Dr. Dock - giugno 5, 2015 Reply

    Perché prima non avevi questa paura, ora sì.
    Parlare da solo non è indice di anormalità, ma la paura si appiglia a questo perché tu non lo sai.

anna - giugno 3, 2015 Reply

Non riesco a visualizzare il mio commento!

Gianluigi - giugno 3, 2015 Reply

Dr. Dock ciao, ho replicato al tuo messaggio qualche mess più sopra. Se solo potessi rispondermi anche questa volta te ne sarei davvero grato..o tu o Lucio! È fondamentale il vostro aiuto!! Grazie..

Anonimo - giugno 18, 2015 Reply

Ciao Alessandro,
ho letto con molto interesse questa intervista. Soffro di DOC da circa 1 annetto ma penso di essere in una fase già molto avanzata. Mi spiego meglio:
– Sono certo che sia un DOC (il tipo di ossessioni cambiano)
– Non ho nessuna ansia quando i pensieri sopraggiungono (All’inizio invece era molto violenta e mi mandava in forte crisi ma sono riuscito a eliminarla completamente con un po’ di tempo)
– Non ho bisogno di prendere benzodiazepine per gestire l’ansia (perchè non c’è)
– Ci sono delle giornate (soprattutto quelle dove ho molti impegni) in cui i pensieri sono scarsamente presenti o non presenti
– Faccio molto sport

Tuttavia non ho ancora abbattuto il DOC completamente perchè i pensieri sono sempre presenti quindi ti chiedo:
Quale step mi manca? C’è un momento in cui scatta qualcosa e ti senti improvvisamente fuori dal doc? Cosa pensi della mia situazione?

Grazie

Ps: Soffrendo anche di disturbo bipolare non posso fare uso di SSRI, quindi sto affrontando questa cosa senza farmaci.

    Chiara - dicembre 6, 2015 Reply

    Oh mio dio. È proprio ciò che succede a me… anche io mi pongo la tua stessa domanda. Quando saprò veramente di essere fuori? Cosa non mi farà più ricadere nella mia ossessione?

anonimo25 - luglio 13, 2015 Reply

Ciao dr.Dock vorrei chieserti quali sono i libri di nardone che hai letto e che ti hanno aiutato. Grazie mille.

Giulio - luglio 23, 2015 Reply

Scusa Lucio non ho capito l’ultimo punto, che vuol dire credere in qualcosa? Perchè io agli illuminati, maestri spirituali, filosofi, dei e semi-dei non credo e non ho mai creduto. Cioè credere a qualcosa non è una specie di rassicurazione pseudo-definitiva del doc? Alla peggio va bene credere in se stessi?

Po - luglio 23, 2015 Reply

Grazie Lucio per tutto quello che stai facendo attraverso questo blog. Sono un ragazzo di 23 anni e soffro di Doc ormai da diciamo 7 anni, anche se qualche segno meno grave del disturbo era probabilmente già presente prima. Ormai pensavo fosse parte di me, ma grazie anche a te sto ritrovando la forza per lottare e la volontà di sconfiggerlo, anche se fra molti alti e bassi. Non saprei neppure da dove cominciare per raccontare il mio disturbo, che non riesco neanche perfettamente ad identificare. E’ un misto di tutte le tipologie di Doc credo, anche se forse quello predominante è un Doc da controllo e perfezione che si manifesta principalmente ormai con compulsioni prettamente mentali. Spesso non saprei dire qual’è l’ossessione scatenante, ci sono solo le compulsoni. Ma tralasciando ciò, volevo porti delle domande (spero di riuscire ad essere chiaro e a non dilungarmi troppo):
1. Da un anno a questa parte soffro anche di attacchi di panico; è proprio “grazie” a loro che ho scoperto questo blog, perchè ormai stavo per impazzire. Adesso io sto trattando la paura come un’ossessione, la accetto e così non provando rabbia o paura nei confronti della paura stessa gli attacchi di panico li sto gestendo. Ti volevo chiedere se sto facendo bene o se c’è qualche altro passaggio che mi sfugge;
2. Volevo chiederti quali testi di filosofia orientale e di psicologia consiglieresti a chi soffre di Doc, anche testi riguardanti esclusivamente la meditazione e se è possibile imparare le tecniche meditative senza l’ausilio di un maestro. Io ad esempio ne sto leggendo uno sulla meditazione Vipassana dal titolo “MANUALE DELLA CONSAPEVOLEZZA DEL RESPIRO”, Anapana Dipani, traduzione italiana da quella inglese “U SEIN NYO TUN”, che ne pensi?
3. Una domanda fondamentale: in seguito ad un evento emotivamente percepito una persona in tutti i casi avrà dei pensieri automatici per scaricare la tensione e questo è normale come hai detto giustamente. Ora io che ho il Doc però in qualche modo mi oppongo ad alcuni di tali pensieri perchè ritenuti eccessivamente negativi e da qui il passo dalle ossessioni alle compulsioni è breve. Fin qui ci siamo. Ora la mia domanda è nel momento in cui io sono una persona normale avverto i miei pensieri scorrere ma ne avverto anche il contenuto, che però non mi infastidisce. Quando io applico le tecniche di accettazione del pensiero, della sua sola presenza, come faccio a distaccarmi dal contenuto? e cosa ci devo fare con il contenuto più che altro? Ho capito che devo accettare di avere il Doc, ho capito che devo accettare la presenza dei pensieri e accettare il fatto che essi saranno i più disparati e continueranno ad apparire per molto tempo (per sempre in realtà ma successivamente avranno la valenza di tutti gli altri). Ma se devo accettarne solo la presenza e non il contenuto io automaticamente è come se non tollerassi quel contenuto, e quindi sto punto e a capo. Quindi probabilmente non ho capito qualcosa. Vorrei che mi confermassi questo: devo accettare che ci sia quel contenuto senza giudicarlo, combatterlo, razionalizzarlo o sentirmici in colpa? Devo quindi, come dicevi tu, volontariamente non occuparmi del contenuto e rimanere nel dubbio, anche nel dubbio se me ne debba o no occupare e se lo stia accettando in maniera corretta oppure no? Perchè ora il Doc mi fa anche dubitare di stare combattendo contro di lui in maniera corretta. E inoltre la domanda “Se io osservo con distacco i miei pensieri, ne devo osservare anche il contenuto?” è anch’essa un’ossessione, giusto? e quindi non devo dar retta in teoria neppure a questa di domanda;
4. Spesso le mie ossessioni come dicevo si basano su domande e le compulsioni, prettamente mentali, sulla ricerca di risposte che spesso mi fanno dimenticare della domanda iniziale. Devo trattare entrambe come pensieri intrusivi, quindi applicando l’accettazione in tutte e due?;
5. Le compulsioni sono ora infatti delle vere e proprie ossessioni di cui ho paura perchè non più in grado di abbassare l’ansia ed ora quindi solo l’esitamento, l’evitamento è l’unica compulsione in grado di abbassare l’ansia. Accetto questo fatto come tutto il resto?;
6. (scusa speravo di non dilungarmi e invece è quello che sto facendo) Un’altra domanda è sapere se voglio veramente oppure no sbarazzarmi del Doc. E’ assurdo anche per me, ma è così. Non so rispondere a questa domanda. Come al solito anche qui devo volontariamente accettare di non sapere la risposta ala domanda e quindi sapere che è un pensiero ossessivo come gli altri, cercando consapevolmente di non considerare neppure la domanda? Senza sapere logicamente se il pensiero e quindi la domanda è reale oppure no, ovvero se c’è o no una risposta soddisfacente;
7. “prima accetti di avere il Doc, prima smetti di concentrarti sul contenuto e inizi a ragionare sui meccanismi” : dato ciò devo fare la stessa cosa con tutti i pensieri, anche quelli che riguardano se voglio o no liberarmi dal Doc. Devo accettare volontariamente di aver il Doc, senza ragionare e così devo fare con tutti i pensieri, giusto? Devo utilizzare la volontà di farlo, senza sapere se è giusto o no, se sto facendo bene o male;
8. Come faccio a capire se sono nella fase 5 o nella fase 7 del processo di guarigione dal Doc? E’ quindi sconsigliabile chiedersi perchè ho questo Doc ora, prima della fase 5, cercarne la causa in maniera forsennata? Una volta nella fase 5 sarà facile ottenere una remissione completa del problema con il mio impegno?;
9. Una volta guarito potrò quindi anche cambiare la connotazione dei miei pensieri, quelli negativi saranno uguali a tutti gli altri, neutri? Sarà un processo spontaneo?;

Ho terminato Lucio. Spero possano essere domande importanti anche per gli altri utenti che seguono questo blog meraviglioso. Infine un’ultima cosa: una parte di me sa che ti sto ponendo tutte queste domande sempre a causa del Doc. Ogni domanda ne genera un’altra, e un’altra ancora. E non rispondere alle domande del Doc ne crea altre e ne creerà delle altre. Mi sto accorgendo che più mi rendo indifferente a loro, più loro si moltiplicano così che sia più difficile per me rimanere indifferente a tutte e accettarle tutte. Devo accettare anche questo probabilmente. Svilupperò nuovi dubbi, nuove ossessioni? Finchè trattando tutti i pensieri allo stesso modo non li considererò più e sarò libero? Una parte di me lo spera tanto, quella che vuole stare bene. Spero che tutti possano vincere questa tremenda sfida. Un abbraccio.

    Lucio Odisei
    Lucio Odisei - luglio 29, 2015 Reply

    1) Non mi intendo molto di attacchi di panico, però so che una delle chiavi per farli passare è quella di non opporsi al loro arrivo. Più ti opponi, più soffri. In pratica bisogna accettare pure quelli…
    2) Stò scrivendo un libro proprio su questi temi 🙂
    3)

    come faccio a distaccarmi dal contenuto? e cosa ci devo fare con il contenuto più che altro?

    Devi trattare quei pensieri esattamente come quelli che non ti danno alcun fastidio 😉

    devo accettare che ci sia quel contenuto senza giudicarlo, combatterlo, razionalizzarlo o sentirmici in colpa? Devo quindi, come dicevi tu, volontariamente non occuparmi del contenuto e rimanere nel dubbio, anche nel dubbio se me ne debba o no occupare e se lo stia accettando in maniera corretta oppure no?

    Esatto. La cosa migliore è non occuparsene. Anzi, non preoccuparsene

    la domanda “Se io osservo con distacco i miei pensieri, ne devo osservare anche il contenuto?” è anch’essa un’ossessione, giusto?

    Beh si evita di farla diventare una ossessione…
    4) si

    Dalla 5 in poi sono tutte conseguenze della 4.

Pablos - agosto 7, 2015 Reply

Ringrazio chi ha creato questo spazio web per chi ha questo tipo di personalità. Vorrei comunque sottolineare una cosa. L ossessione ti rende vivo e non ti fa sbagliare. Ti rende protagonista di te stesso tuttavia se riesci a padroneggiarla. Se sei ossessivo allora è necessario che tu lo sia perche sei fatto in questo modo. Non c entra molto l educazione ricevuta. Nel tuo DNA esiste qualcosa che ti rende in questo modo. Soffro da anni di tic nervosi dovuti alla ansia di riuscire e ancora non mi sento affermato. Al lavoro do impressioni diverse perché non riescono ad entrare in me. Pensano che non riesco nel mio operato ma sono in errore. Poi a casa mi trasformo e divento quel supereroe che ho sempre desiderato solo perché riesco ad entrare nel mio personaggio senza alcun condizionamento. Nella vita ho mille problemi e sembro una persona molto insicura di me. Nel lavoro non mi danno incarichi alti perché pensano che non ci riesca. Invece io potrei fare tutto. Mi sento incompreso e a volte soffro di sensi di colpa. Sono ossessivo con la vita. Mi faccio segue mentali ma poi nel mio intimo realizzo qualcosa. Allora io dico… se sono fatto cosi e nel mio intimo riesco allora significa che per prendere per la gola questo mio problema devo usare questo talento per sconfiggere gli altri e quelli che hanno pregiudizi su di me. Sono informatico e ho realizzato un software perfetto . Ho intenzione di pubblicarlo con licenza mit e farmi conoscere sul web per quello che sono in questo modo mi faccio conoscere. Sconfiggo i miei nemici invisibili e visibili e a questo stima di me. Inoltre mi faccio conoscere per fare business e guadagnare soldi. Questo non è un buon modo per sfruttare l ossessivita a mio vantaggio? Un saluto

    Pablos - agosto 7, 2015 Reply

    Chiedo scusa per qualche errore di battitura del testo ma scrivo dal telefonino e sono le quatto del mattino. Un grande saluto a tutti voi

    Lucio Odisei
    Lucio Odisei - agosto 11, 2015 Reply

    Ciao,
    sarebbe ancora meglio se tu sfruttassi l’ossessività per vincere te stesso, prima che vincere gli altri.
    Perchè il nostrao pricnipale nemico è sempre e solo dentro di noi

    Detto ciò, l’idea di metterti sul web in proprio la trovo grandiosa!
    Al momento ci sono grandi opportunità per chi ha voglia di fare 😉

      Anonimo - agosto 12, 2015 Reply

      Grazie del consiglio. Si è vero devo sconfiggere me stesso. Con l occasione volevo comunicarvi che ho trovato un libro molto bello chiamato le leggi del pensiero di Amadeus voldben. Chi avessè voglia di leggerlo può capire perché tanto la nostra mente ci è così nemica a volte. Un saluto

Chiara - dicembre 6, 2015 Reply

Anche io soffro di disturbi ossessivi. La mia prima ossessione riguardava la mia passione per gli animali: avevo paura che potessero non piacermi più. Ma questa ossessione è durata relativamente poco ed è passata da sé. Infatti io non ci avevo dato molta importanza e nemmeno avrei mai pensato potesse essere un disturbo ossessivo. Poi però è arrivata lei, la vera ossessione: credo che sia più di un anno che va avanti. Credo di essere lesbica… e so per certo di non esserlo, perché sono arrivata a un punto in cui alterno lo stare bene e al vivere la mia vita come sempre, come facevo prima che mi colpisse questo pensiero. Anche durante la stessa giornata alterno momenti di serenità a momenti di leggero sconforto. Dico leggero sconforto perché io cerco sempre di vincere il mio problema. È come se io fossi a un passo dalla vittoria e non la raggiungessi mai comunque. Forse proprio perché appena non ci sto pensando mi dico :” wow brava. Hai visto non ci stai pensando. È la conferma che non sei lesbica ” e tutto ricomincia. Sono proprio cretina. Comunque credo proprio che il mio disturbo sia strettamente legato a un scarso desiderio sessuale; almeno quando è iniziato era così. Adesso noto di avere un po’ più voglia di avere un ragazzo e sento un po’ più voglia anche per quando riguarda l’aspetto puramente fisico. Solo che non è facile, perché innanzitutto non è che io abbia molti pretendenti, quindi non posso nemmeno avere la possibilità di constatare se ci possa essere qualcuno che mia piaccia. Ma sinceramente credo che non riuscirò mai a lasciarmi andare con ancora nella testa la mia ossessione. E sopratutto vorrei stare bene da sola. Sarebbe egoista volere qualcuno per provarmi di non essere lesbica. Solo che non ce la faccio più. Vorrei solo tornare a vivere serenamente. Sembra che la vita mi prenda ancora più in giro quando mi offre momenti di serenità per poi ritornare a tormentarmi. Io andavo da una psicologa e lei mi ha aiutato molto per altri problemi, ma questo è come se sentissi di doverlo sconfiggere da sola. Mi da speranza sapere che se ne può uscire, ma quando toccherà a me? Penso di esserne sempre più vicina. Di sicuro non sono una persona che si lascia sconfiggere così, non quando so che non è vero, ma sono stanca.

    riccardo - dicembre 29, 2015 Reply

    ciao, sono riccardo
    io sono riuscito a combattere il doc con conseguente depressione secondaria forte e a riprendere una vita non come prima, ma molto meglio perché più consapevole.
    sono stato in una clinica e poi psicoterapia comportamentale con esposizione e prevenzione della risposta e sono rinato… rinascere è meglio di nascere.. perché si nasce sapendo come si viveva prima….
    tanti auguri, il DOC, bruttissima bestia… si può vincere e come!…..il segreto forse più importante è non dargli tutta l importanza che gli diamo…..
    mi raccomando la psicoterapia comportamentale…. le altre a mio avviso non servono, anzio potrebbero peggiorrare la situsazione..

riccardo - dicembre 29, 2015 Reply

ciao, sono riccardo
io sono riuscito a combattere il doc con conseguente depressione secondaria forte e a riprendere una vita non come prima, ma molto meglio perché più consapevole.
sono stato in una clinica e poi psicoterapia comportamentale con esposizione e prevenzione della risposta e sono rinato… rinascere è meglio di nascere.. perché si nasce sapendo come si viveva prima….
tanti auguri, il DOC, bruttissima bestia… si può vincere e come!…..il segreto forse più importante è non dargli tutta l importanza che gli diamo…..
mi raccomando la psicoterapia comportamentale…. le altre a mio avviso non servono, anzio potrebbero peggiorrare la situsazione..

ciao ciao riky

Anonima - gennaio 2, 2016 Reply

Salve.. Sono una ragazza di quasi 18 anni e da un anno sono incentrata su dei pensieri.. Premetto che mia sorella più grande di me ha sofferto di attacchi di panico per quasi due anni e non so se questo può aver causato anche i miei problemi perché la vedevo stare male.. Io vado adesso da uno psicologo perché avevo paura di diventare pazza e di uccidere le persone che amavo.. Ho iniziato l’anno scorso dopo un intervento al piede con un attacco di panico e mi ha tranquillizzata mia sorella.. Dopo sono iniziati i pensieri di avere avere ancora questi attacchi di panico fino alla paura di diventare pazza.. Ho cercato in tutti i modi di non pensarci ma i pensieri tornano sempre.. Lo psicologo mi ha detto che sto affrontando anche un periodo di crescita ed ho paura del futuro e per questo nascono incertezze e preoccupazioni, mi ha anche fatto capire che l’intervento che ho fatto può essere che in quel momento non mi aveva causato niente però è stato qualcosa che dopo mi ha fatto sentire debole e insicura.. Non so se è la crescita e la paura del futuro pero ho in testa sempre questi brutti pensieri, soprattutto in questo ultimo periodo che ho pensieri religiosi.. Anche dopo aver visto dei film che in quel momento non sembravano preoccuparmi ma adesso mi tornano in mente certe scene ed ho paura e quindi sempre più pensieri brutti.. Volevo solamente chiedervi se è tutto normale e se c’è qualcuno che soffre di questi brutti pensieri in questo periodo come me.. Non so perché, ma se penso che c’è qualcuno come me con questi problemi mi sento meglio..
Grazie in anticipo..

Chiara - gennaio 11, 2016 Reply

Ciao a tutti ragazzi! Sono Chiara ho 20 anni e ho deciso di scrivere qui perché per adesso non so a chi altro rivolgermi. ma è possibile soffrire di doc solamente dopo aver visto un film? Sto soffrendo di doc aggressivo da tre settimane ormai ma prima d’ora non mi era mai capitato niente di simile! Sto molto male e iniziero’ ad andare dalla psicologa questa settimana..la cosa piu’ brutta è che ho questi pensieri brutti verso le persone che amo di piu’.se qualcuno sta vivendo la mia stessa situazione mi risponda grazie mille

alessia - febbraio 6, 2016 Reply

Grazie dell’articolo…è davvero molto utile!!! La mia mente è da sempre stata un pò “strana”, nel senso che ci metto un secondo a fissarmi su delle cose davvero futili, ci sto male e mi sento un nodo allo stomaco, un peso che non se va! Pochi giorni fa mi è venuta l’ ossessione di essere lesbica solo perchè, essendo io amante della forma fisica, quando vedo una donna che rispetta i miei canoni di bellezza penso che sia bella. L’ho superata, in parte, ma da ieri ho un altro pensiero in testa: solo perchè poco tempo fa la mia migliore (e unica essendo io molto timida) amica mi aveva detto che da piccola le piaceva un ragazzo avevo provato non so cosa, tipo un pò di fastidio (non ne sono nemmeno sicura ma il mio cervello si ostina), cosa che alla fine capita un pò con tutti (sarà un pò di invidia boh) che è passato subito, nel cervello mi frulla l’idea che io sia interessata a lei, quando in realtà la trovo anche un pò bruttina. Ieri, non so se sono coincidenze, dopo mezz’ora di cyclette mi era quasi passata, mi sento sempre meglio dopo la cyclette. Stamattina chattando con lei mi ha detto che c’era un cantante che mi piace un sacco al tg, io le ho risposto che è un pasticcino e lei mi ha detto che è veramente carino. Ora il mio cuore era un pò agitato anche prima di questa sua risposta e, non so perchè, il mio cervello si ostina a dirmi che era perchè avevo provato di nuovo fastidio, ma una parte di me lo sa che non è così!! é proprio un circolo vizioso e, da quanto ho capito, quando arrivano questi pensieri non ci devo fare caso e non continuare a rimuginare giusto?
Ah dimenticavo, solo perchè magari essendo l’unica amica, continuo a pensare che quando parla con le altre sono gelosa (anche se alla fine non c’è nulla di male tenere a una persona e temere che ne trovi un’altra più speciale di te), a volte penso che non succede davvero e a volte mi sembra plausibile! ho capito una cosa: ormai sono capace di pensare di vedere un elefante volare e credere che sia vero…helppp
p.s.Se io provo un pò di sollievo a pensare che sia doc e che tutto ciò che penso non è vero…non è che non si tratta di doc? grazie mille

Elisa - febbraio 26, 2016 Reply

molto interessante come articolo…secondo me infatti non bisogna combattere le proprie ansie dubbi o insicurezze ma accettarle

federica - marzo 30, 2016 Reply

Ciao a tutti! Volevo ringraziare Lucio e Dr. Dock per la bellissima testimonianza! Personalmente è molto importante avere supporto con le vostre storie, soprattutto di chi c’è l’ha fatta! Questo blog mi ha permesso di fare uno step nei confronti dei pensieri ossessivi: mi hai aiutato ad accettarli come normali, o perlomeno, come esasperazioni di pensieri normalissimi ma che, non ritenuti idonei, si sono sedimentati nel tempo e nella memoria. Adesso sono difronte ad un altro step, ovvero, se prima il problema principale erano i pensieri, adesso lo sono gli stati d’ansia. La meditazione e il concentrarmi sul respiro mi aiutano molto, anche se a volte lo “sgambetto” è così improvviso, che mi viene inevitabile cadere….e allora vi verrebbe inevitabile deprimermi, pensare che senza farmaci non ce la farò…ma poi mi rendo conto che se ragiono in questa maniera non faccio altro che dar adito al DOC di persistere in me…
Come hai detto tu Lucio: forte non è chi non cade ma chi si rialza dopo ogni caduta!

Un abbraccio a tutti!

Giovanni - luglio 3, 2016 Reply

X uscire dalle nevrosi e poi psicosi, serve sopratutto consapevolezza di sé stessi, guardarsi dentro e non raccontarsi bugie, ammettere i propri limiti , paure, timitezza, complessi ecc ecc. Capire che l’ansia e il meccanismo di sicurezza della nostra persona, e non bisogna avere paura della paura dell’ansia, altrimenti si trasforma in PATOLOGICIA. NATURALMENTE il tutto diventa difficile quando si hanno dei TRAUMI dovuti a DISGRAZIE, delusioni salute perdita di affetti lavoro amore ecc. Ma anche così la questione di consapevolezza interiore non cambia, e solo più difficile. Ancora più difficile e quando si hanno avuti dei traumi da BAMBINI, penso che sia lo stadio più forte del problema. Poi parlare in famiglia con amici , farsi aiutare da un psicologo, senza vergogna, aiutarsi con delle terapie farmacologiche, a scalare , e poi magari di mantenimento . Un poco di egoismo e autostima ecc ecc, discorso lungo simile ma non uguale da persona a persona.

    Giovanni - luglio 3, 2016 Reply

    Dimenticavo, alla fine, mai credere d’essere GUARITI TOTALMENTE, imparare a conviverci e a gestirla ,con è meglio si può. OGNUNO a suo modo.

sara - luglio 8, 2016 Reply

posso osservare a proposito dell’ipocondria, che Internet sicuramente alimenta questo tipo di disturbo e non mi riferisco al fatto di cercare i sintomi online di di trovarsi a pensare di avere tutte le malattie del mondo, ma all’atteggiamento scorretto e sensazionalistico per esempio delle testate giornalistiche, che ogni giorno propinano articoli allarmisti del tipo “se mangi questo ti ammalerai di sicuro” oppure “previeni le malattie così” tutti questi impulsi non fanno altro che farci sentire INSICURI, in balia della malattia oltre che dell’imprevedibilità delle varie disgrazie che ogni giorno ci vengono propinate
mio consiglio, da persona che soffre di ipocondria per svariate ragioni, è di spegnere il computer ed EVITARE ASSOLUTAMENTE qualsiasi stimoli negativo, evitate i giornali, certe pagine social, certi contatti che non fanno altro che postare foto di disgrazie e persone malate
noi non siamo nella condizione di fronteggiare questo e rischiamo una ricaduta ogni volta

Giusy - novembre 14, 2016 Reply

Salve Lucio…da qualche settimana comincio a star meglio sarà che mi sono messa in testa grazie al tuo blog di dover accettare i pensieri e lasciarli scorrere..beh non so ma sto meglio c’è soltanto qualcosa che mi “preoccupa” …perché ho paura di stare bene ? È una cosa normale dopo tutto quell’inferno?

Non so se son guarita del tutto ma mi sembrano che siano distaccati da me..li so gestire e li tengo a bada

    Mary - novembre 21, 2016 Reply

    Ciao a tutti! Sono una ragazza di 29 anni e soffro di ossessioni compulsive(doc)dalla nascita… È qualcosa che non ho mai accettato ma nonostante tutto ho sempre cercato di andare avanti… Non ho avuto vita facile e ancora oggi soffro tanto per questo… Ho sempre paura di nn farcela di non riuscire a superare questi pensieri brutti..questo doveva essere il periodo piu bello della mia vita ed invece nn e così… In pratica è successo che mentre arredavo la mia nuova casa nella mia famiglia è successa una disgrazia… Nello stesso giorno ho visto cose ke avrebbero dovuto rendermi felice e visto e provato un dolore immenso ed ora nn riesco a guardare quei oggetti cn serenità(la mia nuova cucina)penso ke porti male che mi faccia ricordare qualkosa ke voglio scordare … Ho sempre buttato oggetti del passato o cmq ke mi facevano ricordare un momento brutto… Ma cm posso adesso? Se solo mi avessero portato quei mobili un giorno prima o qll dopo… Mi sento agitata da giorni… Vi chiedo aiuto!

Antonio - novembre 21, 2016 Reply

Salve a tutti,e’ la prima volta che leggo più e più pareri personali e intimi su questo vicino di casa tanto scomodo e più leggo e più mi rendo conto che tutte le vostre considerazioni rendono questo disordine psicologico un po’ meno spaventoso per chi lo vive quotidianamente.Analizzarlo in tutte le sue forme sono convinto riesca ad indebolirlo e a rendere meno stabili quelle fondamenta che hanno strutturato infimamente le nostre vite.

Michele - dicembre 14, 2016 Reply

Occorre dimenticarsi delle cause, altrimenti il disturbo è sempre li.

Diletta - febbraio 1, 2017 Reply

Ciao a tutti! Sono una ragazza di 15 anni é da un po’ che soffro di ossessioni compulsivi sessuali.
Tutto è iniziato quando ho guardato in film dove uno dei personaggi era gay (premetto che mi trovavo in un momento di altissimo stress; a scuola venivo presa in giro a causa del mio aspetto fisico e questo mi aveva portato a cercare di avere un corpo perfetto) da quel momento ho iniziato a chiedermi “ma se fossi lesbica?”, e da lì sono iniziati in pensieri ossessivi che mi tormentano tutta la giornata.
Ho letto tantissimi articoli sul doc cercando di trovare una soluzione a questo problema, ma la situazione peggiorava sempre di più.
Ne ho parlato con i miei genitori chiedendo se mi potessero portare da uno psicologo, ma loro mi hanno risposto di no perché pensano che non ne abbia bisogno.
Per questo chiedo aiuto a voi; Lucio, lei ha detto che bisogna accettare questi pensieri e farli passare come se fossero pensieri normali… io sono consapevole che questi pensieri sono falsi e che non potrebbero accadere mai, ma anche se ho questa convinzione, cerco sempre di trovare un modo per scacciare questi pensieri, e alla fine ritorno sempre alla situazione iniziale di tormento.
Spero che mi darai una mano!

teresacosentino - giugno 10, 2017 Reply

https://www.apc.it/evento/roma-disturbo-ossessivo-compulsivo-doc-comprendere-funziona-scegliere-curarsi/
Sei una delle 800.000 persone che in questo momento in Italia soffrono di Disturbo ossessivo-compulsivo? Un tuo caro familiare o amico ne soffre?

Purtroppo, nonostante la sua diffusione e le gravi conseguenze che produce, si parla poco di questo disturbo e chi ne soffre è perlopiù in balia di se stesso, dei dubbi e degli interrogativi che lo affliggono: “Cosa sono questi pensieri assurdi che mi ronzano per la testa e perché non riesco a liberarmene? Perché mi ritrovo più e più volte a compiere lo stesso gesto, la stessa azione? Sto impazzendo? La mia memoria che sta perdendo colpi? Quanti tipi di Doc esistono? Perché questo disturbo è venuto proprio a me? La causa è genetica? Cosa posso fare per riavere la mia vita? Cosa possono fare miei cari per aiutarmi?”.

In occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale
La conferenza, che si terrà a Roma il 10 ottobre 2017 organizzata dalla Scuola di Psicoterapia Cognitiva, ha come intento quello di condividere e divulgare le conoscenze scientifiche sul Disturbo ossessivo-compulsivo ad oggi disponibili. Un evento gratuito dedicato a chi ne soffre o ha il sospetto di soffrirne, a chi sta vicino a qualcuno che ne soffre e a chi semplicemente vuole saperne di più. Esperti del disturbo saranno intervistati dal giornalista scientifico Pietro Greco per chiarirne le caratteristiche e fare una panoramica sui trattamenti di provata efficacia.

Bruno - settembre 20, 2017 Reply

soffro da oltre 14 anni di doc ora si è cronicizzato, vorrei sapere se mi può aiutare

Juliette - febbraio 13, 2018 Reply

“Per questo, è molto utile recarsi da un medico omeopata che vi faccia fare controlli specifici per escludere questi problemi.”
L’omeopatia non ha basi scientifiche.

Ally - ottobre 7, 2018 Reply

Salve a tutti…
Mi sono imbattuta in questa pagina dopo tanto tempo (infatti leggo che gli ultimi commenti risalgono a 2 anni fa). Ad ogni modo, vorrei raccontare la mia vita passo dopo passo, senza filtro alcuno e senza disagi.
Sono una ragazza di 25 anni. Le mie prime manie si sono manifestate all’ età di 6-7 anni circa ( dovevo necessariamente toccare le cose un numero pari di volte) .Da piccola, si, le avevo ma col passare del tempo, si sono affievolite gradualmente sino a quando a 13 anni ho cominciato ad essere vittima di pensieri fastidiosi di natura blasfema: immagini intrusive mentre ero in chiesa sul Crocifisso e la Madonna, bestemmie interrotte con rituali mentali o formule create da me….insomma ci siamo capiti. Da lì in poi ho avuto una sorta di stasi o di tregua sino a quando, all’ età di 15-16 anni, ho ripreso ad vere delle imbarazzanti manie da “fanatica religiosa”: mi sentivo in colpa con me stessa per il semplice fatto che mi vergognavo di dimostrare la mia fede in Dio: in poche parole, i pensieri ossessivi cercavano di mettere in discussione il mio incondizionato amore per Dio attraverso delle dimostrazioni assurde…una di queste era fare il segno della croce a tavola davanti a compagni,amici , parenti, estranei ( anche durante la ricreazione a liceo) altrimenti, se non lo avessi fatto, avrei avuto i sensi di colpa per essermi vergognata della mia fede…era come averla rinnegata. Ero diventata una fanatica religiosa , mi sentivo sempre in dovere di dover baciare o portare con me immagini sacre o di doverle mettere sotto al cuscino…Capite bene che il ricordo complessivo di queste condotte assurde e pazzoidi mi mette a disagio con me stessa….Volete dell’ altro? Ebbene, lo avrete.
Dopo una serie di lutti in famiglia ( ho perso tre nonni, nonché 2 a distanza di 2 giorni) e di problemi in famiglia molto delicati che non sto qui a raccontarvi, ho cominciato ad assumermi delle grossissime responsabilità anche a livello emotivo per dare supporto alla mia famiglia. Sin da piccola, in realtà sotto molti punti di vista ero una “donna” , ma , anche oggi, conservo dei lati infantili che contrastano fortemente con la mia maturità. All’ età di 19 anni ecco affiorare il più doloroso dei miei pensieri…Ora, non ricordo l’ esatta circostanza in cui il primo della mia infinita serie di ossessioni sia affiorato o quale sia stata la domanda esatta, tututtavia, vi dico solo che si trattava di un D.O.C. omosessuale. Non potete neppure capire la sofferenza celata per aver solo elaborato certi dubbi o certe insinuazioni imbarazzanti: non potevo guardare la tv o qualsiasi individuo del mio stesso sesso che immediatamente pensavo… Ora riconosco che ,in effetti, più che vergognarmi del fatto di averli fatti, ne ammetto l’ assurdità perché, vedete, questi pensieri affioravano anche nei confronti di gente brutta o, addirittura, vecchia. Quanto ho sofferto! Solo io posso saperlo che ho combattuto queste singole esperienze. Non riuscivo neppure a guardare la mia amica o una qualsiasi altra persona femmina per più di 5 secondi. Ho subito pensieri e dubbi circa i membri della mia famiglia, mia sorella, mia madre, mia cugina….insomma, praticamente su tutti. Neppure Barbara D’ Urso potevo vedere in tv. Ricordo che ripetevo sempre la stessa formula mentale per combattere i pensieri su di lei: la voce di un ragazzo che diceva che tutti gli esseri femminili mi disgustavano all’ infinito….Non riuscivo neppure a riconoscere che una ragazza fosse bella come dato oggettivo, ero diventata misogina a causa dei miei dolorosi pensieri, invece ora non ho nessun problema a riconoscere che una ragazza è bella ma con la sicurezza che non c’è nulla di male in ciò, questo non vuol dire affatto essere lesbiche. Sono maturata molto in termini di sicurezza …ma lamia battaglia non è ancora finita. Devo riuscire a perdonare il mio passato e, soprattutto, ad accettarlo senza odiarmi….Ho imparato ad accettare la diversità del mio carattere e le mie debolezze senza condannarle. Sono cosi’: vivace, vitale, bella, carismatica, ironica, matura, insicura e sicura, sensibile, etc.
Permettetemi di dire che, per quanto mi riguarda, io ho sempre avuto un’ inspiegabile incapacità che, aldilà dell’ eccessivo senso di responsabilità della mia infanzia, credo sia la chiave di volta che sta alla base del mio disturbo: l’ incapacità di esprimere il mio dissenso o di contrastare le opinioni altrui a costo di litigare. So per certo che ho sempre evitato litigi a costo di mortificare le mie esigenze, i miei diritti, i miei capricci, i miei sinceri punti di vista perché forse ho temuto le reazioni degli altri. Non fatelo!!!!!!!A costo di rimanere soli e farvi disprezzare da tutti…la vostra unicità è ciò che vi contraddistingue.Siate fieri di ciò che siete, fottetevene degli altri , fate uscire la parte aggressiva e rabbiosa che c’è in voi qualora siate discordanti su un qualcosa o qualora lo riteniate opportuno. Ho avuto un doc molto aggressivo che ha investito tutte gli ambiti: ordine, simmetria ( anche estetica) , ho avuto il doc pertinente a canzoni e musiche intrusive che mi impedivano di dormire, ho avuto il doc pedofilo, il doc suicida, il doc superstizioso … mi manca solo quello aggressivo per completare la collezione xD. Questo per dirvi che ho sofferto tanto e,ahimè , continuo a soffrire. Ho esposto la mia esperienza per far sentire gli altri dockers meno strani.

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