Quale è la terapia migliore per Curare il Doc?

Quello che non mi sarei mai aspettato anni fà, mentre tentavo di curare il Disturbo Ossessivo Compulsivo, è che mi sarebbe stato molto utile un concetto che ho appreso da mia zia Pina, quando ero piccolo e lei gestiva da sola una piccola fattoria nei boschi dell’Astigiano.  Un giorno ella mi disse: non mettere mai tutte le uova nello stesso paniere, perché se per caso ti casca, non avrai di che fare la frittata!!!

Cosa c’entra tutta questo su un blog che parla di come curare le ossessioni? C’entra perchéil succo è che spesso seguire una sola strada (un solo paniere) non è sufficiente per risolvere un problema (fare la frittata). Meglio studiare anche altri percorsi così da avere più possibilità di arrivare a casa con la cena.

Documenti e video sul Disturbo Ossessivo Compulsivo

Dato che io di percorsi che ho seguiti veramente tanti (come ho spiegato in questo articolo che parla di come sono guarito dal Doc ), ho pensato di scrivere un paio di articoli utili ad indicare alcune di queste strade e fare un po’ di chiarezza sulle molte domande che mi vengono fatte via mail o nei commenti. Con una doverosa premessa: non intendo indicare la strada migliore ma solo dare un ennesimo spunto di riflessione su quanti e quali siano i modi per curare il Disturbo Ossessivo Compulsivo.

Curare il Doc con i farmaci

doc cura farmacologicaLa cura farmacologica può essere davvero molto, molto importante nella cura del Doc. Tuttavia nella mia esperienza non è attraverso l’uso esclusivo di essa che si riesce ad uscirne definitivamente. Chi si illude di curare le ossessioni ed i pensieri ossessivi con le sole medicine è bene che sappia che le statistiche in merito parlano chiaro: nella maggior parte dei casi l’uso dei farmaci, anche di ultima generazione, non è risolutivo :

L’efficacia dei farmaci antidepressivi SSRI e della clomipramina in questo disturbo è ben documentata, ma una percentuale di pazienti che può variare dal 30 al 40% non rispondono ai farmaci. Anche per i pazienti che rispondono in maniera significativa al trattamento farmacologico, la dimensione della risposta è abitualmente incompleta, con pochi pazienti che arrivano ad essere totalmente privi di sintomi. 

Inoltre è bene sapere che i farmaci:

  • Hanno effetti collaterali molto invasivi e che vanno considerati con molta attenzione (in particolari alcuni di essi inibiscono il desideri sessuale, cosa che và incidere su chi ha certi tipi di Doc)
  • Prima di fare effetto è necessario molto tempo (dalle 3 alle 10 settimane) e nel frattempo la situazione può peggiorare.
  • Non si possono prendere per sempre, e quando inizia la sospensione, ci possono essere ricadute.
  • Se ci si affida solamente ad essi e non si comprendono completamente i meccanismi del Disturbo Ossessivo, una volta finita la cura e passati magari degli anni, c’è il rischio che il Doc torni.
  • Purtroppo può verificarsi una certa dipendenza da farmaci, che non è una bella cosa. C’è da dire però che queste si verificano in genere facendo “cure fai da te”. L’interazione costante e “col buon senso” con uno psichiatra infatti molto difficilmente porta a conseguenze di questo tipo.

Nonostante questi “difetti”, l’uso dei farmaci per il Doc và sicuramente valutato, per diversi buoni motivi:

  • Contribuiscono a migliorare l’umore ed a diminuire l’ansia in modo significativo e posso garantire che questi due cose, da sole, possono davvero fare la differenza.
  • La cura del Doc può richiedere molto tempo. E durante il percorso potremmo scoprire che c’è da lavorare su parecchie cose. E tutto questo stanca ed esaurisce. Avere un sostegno farmacologico può essere quindi importante.
  • Se il Doc dovesse disturbare in maniera pesante sul sonno, impedendo a lungo un riposo corretto (che è uno dei pilastri nella cura del Doc), i farmaci diventano a mio parere fondamentali.
  • Spesso l’avversione nei confronti delle medicine per il Doc è puramente pregiudiziale. Si pensa che “gli psicofarmaci li prendono solo i matti” oppure “mamma mia se le prendo allora sono veramente grave”. In realtà queste sono fisime mentali che contribuiscono a perpetuare l’ansia e che devono essere superate.

Insomma cercare di guarire dal Doc con le medicine è una strada che non può essere scartata a priori, mantenendo pero una ferma obiettività e la consapevolezza che non saranno quelli a salvarci. Saranno solo un buon sostegno.

CONSIGLI PRATICI

  • Consiglio, in via puramente personale, di diffidare da quei dottori che propongono solo le medicine senza affiancarvi una psicoterapia.

  • Per ricevere una consulenza psichiatrica non è necessario spendere molto. E’ sufficiente richiedere la ricetta (quella rossa) al proprio medico della Mutua, pagare il ticket alla ASL e prenotare l’esame. Per maggiori info guarda qui

  • Per richiedere la ricetta al medico non è necessario specificare i sintomi del disturbo. E’ sufficiente dire qualcosa di simile a: “Dottore da qualche tempo sono molto stressato al lavoro/università ed ho bisogno di parlare con uno psichiatra che mi possa consigliare”

  • Assolutamente evitare le “cure fai da te”

  • Chi segue una cura a base di farmaci deve sempre seguire i consigli dello psichiatra, non deve mai sospendere da solo né cambiare nulla della cura se i risultati sono soddisfacenti o insoddisfacenti.

  • Con gli psicofarmaci non si scherza

Curare il Doc senza farmaci

Molti scelgono di portare avanti la decisione di curare il Doc senza farmaci. Mi sento di dire loro che è una scelta eccellente, anche se più difficile. Sapere di farcela da soli contando solo sulle proprie forze dà una carica notevole e consente una maggiore autostima nel medio periodo, a patto che la scelta di non fare ricorso alla cura farmacologica, come già detto, non dipenda dall’orgoglio.

A chi decide di seguire questa strada consiglio comunque di adoperarsi al meglio per gestire l’ansia in tutti i modi possibili. Cominciando col menzionare i rimedi della nonna, sempre validi:

  • Una vita salutare e lontana dallo stress
  • Moderazione nei ritmi lavorativi
  • Tempo libero passato quanto più possibile all’aria aperta ed al sole e non davanti al computer al buio
  • Attività sportiva faticosa e costante
  • Alimentazione sana e completa

Questi principi sono BASILARI e devono essere dati per SCONTATI, sia che si curi il Doc con i farmaci che senza.  Una corretta gestione dell’ansia sarà già un buon passo avanti per diminuire la forza dei pensieri ossessivi. Nel prossimo articolo vedremo poi una serie di rimedi naturali e di medicina alternativa che possono dare aiuta nel percorso verso la liberazione dal Doc.

Curare il Doc con la psicoterapia.

Discorsi analoghi possono essere fatti per la psicoterapia. Comprendo perfettamente le ragioni di alcune persone che mi scrivono dicendo che:

  • La psicoterapia costa ed ha tempi lunghi e non tutti sono in grado di sostenere un trattamento di lungo periodo.
  • Obiettivamente, alcuni professionisti non sono preparati sul Disturbo Ossessivo Compulsivo  e trattano il disturbo con terapie non adatte. Cosa che può compromettere e allungare di molto il percorso di cura del Doc.

Ci sono tuttavia anche in questo campo alcuni pregiudizi molto diffusi che vorrei contribuire a sfatare:

  • Molti confondono le moderne psicoterapie con il vecchio lettino dello psicanalista da frequentare per anni ed anni. Fortunatamente non è più così. Oggi esistono scuole altamente specializzate sui disturbi ossessivi, che in tempi anche brevi garantiscono ottimi risultati.
  • Andare in psicoterapia non è una cosa “da matti”. In America gli analisti sono consultati quotidianamente dalle persone “normali”, mentre in Italia siamo molto indietro culturalmente. Tra l’altro parlare della propria psiche con un esperto è un ottimo modo per conoscere se stessi. Non MAI soldi buttati 😉
  • Lo psicoterapeuta è una persona fallibile come tutte le altre. Inoltre (fondamentale) può aiutare SOLO chi ha già deciso di farsi aiutare (che non è affatto cosa banale, molti incolpano il terapeuta senza vedere le proprie resistenze inconsce)
  • Chi và in terapia dovrebbe decidere di fare tutto ciò che gli viene detto. Troppo spesso leggo di gente che non mette in pratica gli esercizi (pagati profusamente, tra l’altro)
  • Per chi veramente avesse problemi finanziari, ci sono consultori e servizi gratuiti o a costo irrisorio (vedi la ASL già discussa)
  • In alcuni casi semplicemente non si può fare a meno della psicoterapia. Fine della storia

D’altra parte è molto importante scegliere fin da subito lo specialista adatto e che ci dà le migliori sensazioni. E infatti importante valutare fin dalla prima seduta che cosa ci ha trasmesso il terapeuta. Riporto la testimonianza di una amica che descrive molto bene questo processo:

Ricordo che la mia prima psicologa,dopo la seduta,mi disse:Valuta bene e senza sensi di colpa,la seduta di oggi! Ti sei sentita a tuo agio?Ti sei sentita giudicata?Mi hai trovato ostile? Valuta tutto questo e decidi,con calma! Se fra psicologo e paziente non si instaura un certo feeling,il percorso potrebbe essere poco produttivo!

 Condivido moltissimo queste parole e reputo una ottima cosa farsi queste domande fin dalla prima seduta.

CONSIGLI

  • L’idea che mi sono fatto è che se in un quadro di nevrosi c’è un Doc, quello è la prima cosa da curare. Semplicemente perché è talmente pervasivo che rischia di confutare ogni altro tentativo di andare a smussare gli altri “spigoli” della psiche.

  • Informarsi molto molto bene prima di iniziare una psicoterapia ed assicurarsi che il professionista abbia esperienza di disturbi ossessivi (già il solo sito internet dovrebbe parlarne o almeno menzionarlo tra le specializzazioni).

  • Diverse scuole oggi sono veramente interessanti. Penso per esempio alla Terapia Breve Strategica (che vanta percentuali elevate di successo in un massimo di 10 sedute), oppure alla Terapia Cognitivo Comportamentale, particolarmente adatta per i disturbi d’Ansia e dell’Umore, oppure alla Mindfullness, pratica che sfrutta alcune tecniche meditative per trattare diversi  disturbi tra cui sicuramente il Doc.

Curare il Doc con l’ipnosi

Ho pensato diverse volte di poter curare il Doc con l’ipnosi. Questa metodologia in teoria sarebbe in grado di fare affiorare durante la trance ricordi rimossi di eventi traumatici che influenzerebbero la vita presente di un soggetto provocando pertanto in lui problemi di ordine psicologico. Credo che molto del suo fascino dipenda dai film, nei quali vediamo la persona rivivere e risolvere il conflitto interiore per poi svegliarsi e…. voilà! Tutto risolto!

La realtà però un pò diversa e dopo aver fatto alcune indagini ho scartato questo tipo di soluzione. Vediamo perchè:

  • Per stessa ammissione della comunità scientifica vi è letteratura scarsa e discordante sugli effetti dell’ipnosi come Cura del Doc. (FONTE)
  • La persona ossessiva ha una fortissima tendenza al “controllo” e questo è un enorme ostacolo all’ipnosi, che invece necessita di grande capacità di “perdita di controllo”, di fiducia e di rilassamento.
  • L’ipnosi è indicata (in certi casi) per trovare e sanare traumi memorizzati nell’inconscio. Tuttavia il Doc non dipende da traumi ma dalla perpetuazione di comportamenti errati

Non avendo grande esperienza in questo tipo di terapia, sono pronto a rivedere e modificare quanto scritto. Se qualcuno ha provato questa via ed ha indicazioni più precise, sarebbe molto utile che condividesse la sua esperienza nei commenti più in basso, così da dare indicazioni utili agli altri utenti.

Documenti e video sul Disturbo Ossessivo Compulsivo

Curare il doc da soli

Beh, alla fin fine comunque il Doc si cura da soli. Ci possono essere lo psichiatra, lo psicoterapeuta, il sacerdote, l’amico, il partner, gli amici, il maestro, questo blog… tante persone lungo il percorso pronte ad aiutarci e con cui fare un pezzo di strada, ma i passi e la scelta delle strade la dobbiamo fare noi.

Con la consapevolezza che alcune strade saranno giuste ed altre si renderanno vane. Ma che comunque quello che conta è la perseveranza, la disciplina e la costanza. Qualità che stanno alla base dello sviluppo della autostima e del coraggio, qualità che svilupperemo necessariamente lungo la strada per uscire dal Doc.

E’ bene ribadire che potremmo dire con cognizione di causa che quello è stato un passo falso e quell’altro invece un tentativo andato a buon fine SOLO DOPO averli fatti, non prima. Precludersi dei possibili modi di curare il Doc  senza averli provati significa in qualche modo darsi la zappa sui piedi da soli.

Nel prossimo articolo vedremo alcuni metodi naturali per curare il Doc. Nel frattempo se vuoi puoi commentare e portare la tua esperienza, scrivendo nei commenti giù in basso. Sarebbe in particolare molto utile a tutti sapere:

  • La tua esperienza con i farmaci, se li hai provati
  • Che psicoterapia hai seguito e come ti sei trovato
  • Eventuali altre strade o suggerimenti che ti senti di dare!

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Giusy - febbraio 2, 2015 Reply

Ciao Lucio…
Sono una ragazza di 24 anni che dal 2005 gli è stato diagnosticato il doc…fortunatamente visionando questo blog ed altri forum ho appreso che molte persone sono affette da questo disturbo ed è curabile tutto ciò mi ha dato forza di andare avanti…ma la mia storia e un po più complessa perché alla mia prima visita effettuata nel 2005 lo psichiatra senza consigliarmi psicoterapia o altro mi ha prescritto dei farmaci che io nel corso degli anni nei momenti di ricadute ho preso di testa mia…ricadute dovute ad alcune sventure famigliari tra cui la morte di mio padre…
ora a distanza di anni mi rendo conto della “cazzata” fatta e non aver seguito consigli medici o comunque indagato sul mio disturbo per risolvere il problema da prima…purtroppo ero troppo piccola e mia mamma era presa dalla malattia di mio padre non vedendo la mia…ora nel 2015 mi ritrovo senza stimoli sentimenti e paura di affrontare il mondo…con la paura che avendo fatto di testa mia non ho fatto altro che peggiorare la mia situazione…io una ragazza fortissima e bellissima…vedo che man mano sto mollando e non riesco più a prendere la mia vita in mano per essere serena e vivere una vita normale come un tempo…che consiglio puoi darmi? ?

    Marta - febbraio 2, 2015 Reply

    Ciao Lucio io sono Marta e ho 21 anni e da un anno e tre mesi circa che ho questi disturbi che si riversano maggiormente sulla mia relazione. Tutto successe dopo un crollo emotivo da stress e in aggiunta la morte del mio cagnolino. Sono andata da uno psicologo specializzato in psicologia strategica ma vedendo che alla settima o ottava seduta io stavo male dopo che a volte stavo bene arrivò alla conclusione di dirmi di lasciare il mio ragazzo perché se il problema non andava via allora lui era il problema stesso. Dopo un po che non ho più seguito nessuno ho incontrato una psicologa carinissima che mi ha aiutata molto e quando io lei parlai del doc lei mi disse:non mi piace dare etichettature patologiche, ma noi stiamo lavorando proprio su questo. Dopo un periodo mi ha dovuto mandare da una sua collega per dei suoi problemi. L attuale psicoterapeuta è molto carina ma lei non parla proprio di doc. Quindi ciò k non mi fa andare avanti è la domanda è se non fosse doc? Alterno momenti in cui sono serena a momenti in cui sto malissimo e vorrei lasciare tutto. Ma voglio farcela. Per quanto riguarda i farmaci non ne ho mai fatto uso.
    Giusy non ti abbattere ce la farai.

      Lucio Odisei
      Lucio Odisei - febbraio 2, 2015 Reply

      Ciao Marta,
      il fatto che tu ti chieda se sia Doc o meno è un sintomo molto comune tra chi ha il Doc.
      Però sono d’accordo con la tua terapeuta. E’ ora di smettere di chiedersi se lo è veramente e cominciare invece a fare tutto il necessario per toglierselo di torno 😉
      Comunque sappi che il prossimo articolo sarà proprio sul Doc da Relazione!
      A presto!

        Maria - giugno 22, 2018 Reply

        Ciao a tutti, io per un periodo quasi un anno ho sofferto da come dicono DOC. E io ho superato. E come? Prima di tutto doc e’ frutto di una situazione di stress al stremo, non più controllabile perciò la mente va cercare altri meccanismi cioe:DOC
        Ora io sempre ho creduto che nessun problema e’ senza soluzione. Bisogno accettare che hai questo disturbo. E ti devi dire:ok ce’ chi Zoppica io ho questo. se risolvo e’ meglio se non, non mi spavento. Convivo accetto il mio problema. Questo di per sé ti toglie l’ansia per un po’. Poi buttarsi al divertimento. Lunghe camminate.cioe’ distrarsi. La mente rimuginante cade nella
        compulsivita perché hai la mente vuota, libera senza lavoro. Allora occupalo con i piccoli divertimenti. Non limitarti alle gioie di piccole cose. Fatti i regali a te stessa, amati perché meriti. E poi vai davanti specchio ripetti, ripeti ripeti Le cose che hai in testa. Fallo tutto davanti allo specchio. Ti fa ridere dopo un po’. Di fa diminuire gli atti compulsive. Non giudicarti se sei magra/o grassa/o, amati per quello sei. Tanto non per colpa tua hai il corpo e fisionomia che hai. Quello per forza ti hanno dato i tuoi genitori. Nel mangiare non limitarti. Tutti sono le piccole i piaceri della vita. Non darti regole fai un po’ anarchico/a e prendi ogni gg come fosse ultimo giorno. Goderti fine al fondo. Provate per credere. Se serve, al bisogno un po’ di ansiolitici.A me non ho più il DOC. Ecco questa e’ la mia sperienza di A. Di panico. E il DOC. Auguri a tutti

        Laura - agosto 8, 2018 Reply

        Lucio, quando puoi ti andrebbe di analizzare il Doc da contaminazione? Sempre se non è un disturbo. Ora come ora sto leggendo e segnando ogni cosa per tenermela a mente e aiutarmi .

    Lucio Odisei
    Lucio Odisei - febbraio 2, 2015 Reply

    Ciao Giusy,
    innanzitutto non è così importante quello che è accaduto, quanto ciò che potrai fare da ora in avanti.
    Infatti il passato è passato e non si cambia, mentre agendo nel presente possiamo cambiar il nostro futuro.
    Questo è ciò che conta 😉
    DEtto questo, anche se talvolta hai fatto di testa tua, non ti preoccupare, è capitato un pò a tutti 🙂
    Quello che conta è che sai di aver fatto qualche piccolo errore che ti è servito come esperienza.

    Ricorda che anche se questo è un momento difficile, sei comunque giovanissima ed hai tutte le possibilità per riprenderti la tua vita nel migliore dei modi.
    Prenditi un momento per riordinare le idee e valuta in modo distaccato quale è la cosa giusta da fare, anche sulla base di quanto scritto in questo articolo.
    Che ne dici?:-)

      Giusy - febbraio 7, 2015 Reply

      Sì lucio grazie per il supporto…
      Ho provato a riordinare le idee essendo comunque più consapevole del problema,ho provato una psicoterapia perché ho deciso di smettere definitivamente con i farmaci..ma non ho avuto i risultati sperati anche perché lo seguita poco la mia psico…nn mi ha dato tanta fiducia era molto più venale direi… io voglio farcela da sola perché il farmaco è momentaneo non del tutto curativo e io avendo avuto più attacchi in passato voglio trovare la strada giusta per me…leggendo il tuo blog sto provando la meditazione tramite dei video su YouTube di louise hay perché dove abito io non c’è possibilità di seguire dei corsi buoni e comunque economicamente non sto messa bene…è sembra funzionare…ma ci sono dei giorni che è difficilissimo affrontate il problema…è come se nn ci credessi che posso guarire dopo tutto quello che ho passato…

        Lucio Odisei
        Lucio Odisei - febbraio 9, 2015 Reply

        Posso capire che sia difficile e faticoso, ma davvero, non bisogna mai mollare. Solo rialzandoci ad ogni caduta, per quanto male faccia, diventiamo più forti e coraggiosi. E poi ti dico una cosa: quando sarai guarita e ti guarderai indietro, non ci sarà nessuna traccia del dolore che hai provato. E’ una cosa che mi ha stupito molto.
        Tieni duro Giusy e porta pazienza. Non ti nascondo chje ce ne vuole tanta…

        Più avanti pubblicherò degli articoli specifici sulla meditazione.

        A presto
        Lucio

    paolo - aprile 6, 2016 Reply

    ma lucio sono molte settimane che ti cerco ma non riesco a trovarti puoiu dirmi come posso fare per parlare con te
    ciao a presto paolo

    Numbers Ukena - luglio 16, 2018 Reply

    He ihirangi nui tenei!

    http://www.zerp.it

Andrea - febbraio 3, 2015 Reply

Ciao Lucio! Posso chiederti per quanto tempo stetti dentro all’ossessione di poter essere omosessuale? Io sono ormai due mesi e in alcuni momenti non ci raccapezzo moltissimo 🙂
Grazie anticipatamente.

Bino94 - febbraio 5, 2015 Reply

Ciao Lucio, volevo chiederti anche a te una cosa riguardante i farmaci. Sono sempre stato una persona ansiosa e 1 anno circa fa ho iniziato a soffrire da doc da relazione, questo mi ha anche portato a tremendi mal di testa (premetto che ne soffrifo anche gia prima), e non c’era niente che me lo facesse passare…il medico mi ha prescritto un farmaco oppioide:in poche parole mal di testa giornaliero+ 1/2 pastiglie al giorno (sempre dose minima, mi sono sempre saputo controllare: forse il doc? xD) e ho sviluppato una lieve dipendenza (come d’altronde molti la hanno da goccie calmanti, ora non mi viene in mente il nome specifico), e quando me ne sono accorto 3 giorni fa ho voluto smettere di colpo e trovare una soluzione naturale al mal di testa cioè erbe e olio di CBD, che funzionano alla grande su di esso, ma non sull’ansia, quella è aumentata a dismisura! Sapendo che anche tu hai sicuramente passato questo momento volevo chiederti come lo avevi superato questo momento e come ha gestito eventuali pensieri sgradevoli 🙂 Grazie

    Lucio Odisei
    Lucio Odisei - febbraio 9, 2015 Reply

    Ciao,

    guarda sinceramente credo che quando si parla di farmaci l’unica cosa da fare sia parlarne con colui che te li ha prescritti. Fare di testa propria in questi casi non è uyna buona idea.
    Perciò il mio consiglio è di con contattare il tuo medico e spigarli tutto, dal mal di testa all’ansia a (soprattutto) la dipendenza.
    E’ veramente importante concordare un piano di riduzione graduale dei farmaci con il medico e non smettere di colpo. Eventualmente parla con luio anche di possibili sostanze sostitutive. Se lui non te ne consiglia, rifletti sulla possibilità di contattare un medico omeopata o un fitoterapeuta!

    A presto!
    Lucio

Come sono guarito dal DOC - febbraio 5, 2015 Reply

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Riccardo - marzo 28, 2015 Reply

Ciao Lucio. Mi chiamo Riccardo e soffro anche io di doc ansia e attacchi di panico. La mia prima esperienza l’ho vissuta con un attacco di panico all’età di 12/13 anni per un motivo che per molti puó essere banale , solite bravate da amici , ma nel mio caso ha risaltato l’insicurezza in me stesso e la mia sensibilità. Da quel giorno è subentrata la paura della paura , forti stati d’ansia e tutti i correlati sintomi paicosomatici. Dopo non molto ho iniziato a soffrire di doc. Nel frattempo non sapendo cosa mi stesse succedendo mia madre mi ha convinto ad andare da uno psicologo ( prima d’ora non sapevo neanche chi fosse) in particolare una psicoterapeuta , sono stato in cura con lei 5/6 anni senza risolvere granchè se non gestire un po meglio il panico e l’ansia. Quando ho iniziato con lei la terapia ero molto giovane e non ero in grado di capire se fosse competente o meno , questo l’ho capito solo poco tempo fa , infatti , ho deciso di cambiare ed ora sto affrontando un percorso con una psicoterapeuta analista. Fin ora non ho mai usato farmaci , la vecchia terapeuta non me ne ha mai patlato mentre questa attuale me ne parla spesso ma io sono contrario , primo perchè sono molto giovane e secondo perchè penso siano delle droghe legalizzate ( parere personale) , ora ho incontrato la tua esperienza e vorrei provare con l’omeopatia anche se sono un po scettico. Scusami se sono sato lungo, concludo ringraziandoti perchè sei riuscito a darmi una carica positiva , sei una grande persona e penso che con il tuo coraggio ne esistono poche. Basta fat finta di niente dobbiamo mettercela tutta per diventare persone migliori e aiutare chi come noi è in difficoltà.

    Lucio Odisei
    Lucio Odisei - marzo 30, 2015 Reply

    Bravo Riccardo, il tuo è sicuramente lo spirito giusto.
    Bisogna mettercela tutta, perchè l’ansia ed il Doc si possono vincere, ma bisogna essere pronto a mettersi in gioco al 100% per farcela.
    Fammi sapere come ti trovi con l’omeopatia!

      Riccardo - marzo 31, 2015 Reply

      Grazie Lucio. Il tuo doc di che tipo era? Volevo inoltre chiederti se è normale avere il timore di guarire , e quali testi sono risultati interessanti per la tua guarigione , perchè dalla tua storia mi sembra di capire che nel tuo caso la meditazione è stata la migliore.

Valeria - aprile 29, 2015 Reply

Ciao Lucio,
in passato ho sofferto di attacchi di panico poi sfociati in depressione. Curata la depressione (anche grazie ai farmaci, ma per un breve periodo) è comparso il DOC, principalmente nei confronti del mio attuale ragazzo. Sono andata in terapia (tcc) e dopo 6 mesi ne ero completamente uscita!! Peccato che, ahimè, all’epoca della guarigione non appresi bene che guarire dal DOC significava PORTARSI CON SE SEMPRE LE STRATEGIE IMPARATE IN TERAPIA!!
Pensai “bene sono guarita, non ho più ossessioni su di lui, mi scordo di tutto il cammino fatto verso la guarigione”….la cosa PIU’ STUPIDA CHE IO ABBIA MAI FATTO!!!! Il disturbo si ancora al nostro “erroneo modo di pensare e concepire la realtà”.
Infatti dopo quasi due anni di “lucidità” dal DOC, a causa di un periodo molto stressante a lavoro ho incominciato a soffrire di insonnia, difficoltà nell’addormentarsi, ansia generalizzata, sonno discontinuo e disturbato nelle mattinate (mi sveglio puntualmente alle 6, mentre la sveglia è alle 7.30 e non riesco più a riaddormentarmi) e poi TATATATAAA….DOC!!!! E l’argomento?? Di nuovo il mio ragazzo, lo stesso delle prime volte col DOC.
Ho intrapreso, forse sbagliando…e me ne sto accorgendo ora, una terapia GESTALTICA, ma dopo 4 sedute la mia ansia non fa altro che aumentare, perché questa terapia si basa sul “cosa senti , descrivimi la tua emozione, cosa ti dice il corpo?” che applicata ai miei pensieri ossessivi sul mio ragazzo figurati che bel pasticcio possono combinare. Mi si viene chiesto di “concentrarmi su quello che provo quando sto con lui”, ma ovviamente la PANCIA di un Docker di fronte all’argomento della propria ossessione non può fare altro che provare ANSIA!!!!! E quindi invece di lavorare sui meccanismi dei pensieri disfunzionali, questo tipo di terapia non fa altro che aumentare le insicurezze!
La Gestalt cerca il “qui ed ora”, importantissimi ovviamente come cardini fondamentali della vita, ma se non si smonta il meccanismo disfunzionale di un docker, poco importa il “qui ed ora” gestaltico.
Voglio tornare dalla mia vecchie psicoterapeuta di TCC (con la quale ho un bellissimo rapporto di fiducia) e ripercorrere DI NUOVO tutte le tappe, ma questa volta cercando DAVVERO di imprimerle nella mia mente.
E vorrei anche intraprendere la meditazione, ma qui dove vivo io non fanno né la tibetana né la vipassana.
Secondo te verso quale tipo di meditazione potrei optare? E soprattutto, se soffrivi di insonnia (che è la cosa che più mi causa ansia e malumore durante la giornata) cosa ti era stato prescritto o cosa prendevi?

Scusa se mi sono dilungata, ma purtroppo non ho il dono della sintesi e nemmeno della “sequenza logica” 😀 ( e questa è anche un altro difettuccio che stimola il doc)

    Lucio Odisei
    Lucio Odisei - aprile 30, 2015 Reply

    Ciao,
    grazie per la tua testimonianza.
    Credo sia una buona idea quella di tornare con la tua vecchia psico
    Per la meditazione, prova a cercare esperti di mindfullness. Si trovano anche molti libri online!!

    Per il resto…

    Peccato che, ahimè, all’epoca della guarigione non appresi bene che guarire dal DOC significava PORTARSI CON SE SEMPRE LE STRATEGIE IMPARATE IN TERAPIA!!
    Pensai “bene sono guarita, non ho più ossessioni su di lui, mi scordo di tutto il cammino fatto verso la guarigione”….la cosa PIU’ STUPIDA CHE IO ABBIA MAI FATTO!!!!

    E’ un errore che abb9iamo fatto in molti… tipico della fase 5 dell’omonimo articolo (lo hai letto?)
    L’importante è perdonarsi e riprendere il cammino 😉

Butterfly - maggio 3, 2015 Reply

Ciao Lucio, nell’articolo parli di due tipi di terapia psicologica per il doc : quella breve strategica e quella cognitivo comportamentale.In internet pero ho letto che questi due tipi di terapia servono solo a gestire i pensieri senza pero intervenire alla radice,e che questo tipo di approccio può servire per alcuni ma non per tutti,esponendo a un maggior numero di ricadute,mentre quella psicodinamica essendo di derivazione psicoanalitica,permette di estirpare il problema a monte capendone le cause….tu cosa ne pensi? ho letto che anche tu sei stato in terapia e che quando hai iniziato il percorso di meditazione il tuo maestro ti ha ” imposto” di riprenderla…che tipo di terapia era? ciao

    Lucio Odisei
    Lucio Odisei - maggio 3, 2015 Reply

    Io ho fatto prevalentemente TBS.
    Sconfiggere il DOC con la psicoanalisi, secondo me, è molto dura. Froid stesso non riusciva bene a trattae questo problema.
    Secondo me, volendo andare in profondità, si potrebbe fare un primo percorso di TBS o TCC per gestire la fae acuta del DOC.
    E poi intraprendere un percorso più profondo in altra sede.

    Quello che stò per dirti non ha alcuna valenza statistica ma sappi che tutti coloro che mi scrivono di essere stati in analisi non riferiscono miglioramenti nella gestione delle ossessioni. Anzi…

Butterfly - maggio 4, 2015 Reply

Anch’io sapevo questo. Tuttavia questo articolo mi ha messa un po’ in crisi, per cui volevo condividerne una parte con te per sapere tu cosa ne pensassi:
Dal punto di vista psicodinamico il sintomo nevrotico è una risposta di compromesso all’angoscia generata da conflitti inconsci, che consente contemporaneamente la realizzazione e le negazione di un desiderio vissuto dall’Io come inaccettabile.
Il sintomo soddisfa un desiderio in forma mascherata, per questo è considerato “formazione di compromesso” fra le istanze dell’Es (sede inconscia delle pulsioni) e l’Io.
L’ossessione come sintomo nevrotico contiene l’emersione di desideri inconsci inaccettabili in forma mascherata e provoca la regressione del soggetto ad una fase precoce dello sviluppo psicosessuale, la cosiddetta “fase anale”, e al riutilizzo delle strategie di difesa dall’angoscia tipiche di quella fase (formazione reattiva, razionalizzazione, isolamento dell’affetto, annullamento retroattivo). Da qui nascono la tendenza a rimuginare, a cercare compulsivamente spiegazioni e rassicurazioni, a instaurare rituali allo scopo di annullare il danno provocato a sè o ad altri nella fantasia inconscia.
L’ossessione come sintomo nevrotico consente al soggetto di divenire cosciente dei propri desideri inconsci inaccettabili vivendoli però come paure e non come desideri, salvaguardando in questo modo la “tranquillità” dell’Io circa ciò che il soggetto pensa di sè stesso. Se tali desideri inconsci fossero invece riconosciuti come tali cesserebbero di provocare l’innesco delle difese dell’Io e quindi delle compulsioni nelle varie forme in cui compaiono.
Tipici pensieri ossessivi sono dubbi come questi:
– e se facessi del male a qualcuno?
– e se mi buttassi dalla finestra/sotto il treno?
– lo/la amo?
– sono gay?
– mi sarò preso una malattia? (in particolare malattie spaventose come l’AIDS/HIV)
– sono incinta? (dopo aver verificato di non esserlo)
– e se facessi qualcosa di sconveniente davanti a tutti?
– ho chiuso il gas/le finestre/la porta/la macchina?
Il fatto che le ossessioni ruotino sempre attorno ad argomenti che rientrano nella macro-aree della sessualità e dell’aggressività (pericolo per sè o per gli altri, di tipo sanitario o meno) dipende dalla loro natura di pensieri innescati da desideri edipici che provocano una regressione alla fase anale: tali desideri emergono per questo motivo alla coscienza sotto forma di ossessioni il cui argomento è legato all’area della sessualità e del sadismo tipica della fase anale. Le pulsioni sadico-anali generano infatti desideri aggressivi verso gli altri e provocano pulsioni aggressive rivolte contro l’Io come punizione del Super-Io per i desideri edipici inconsci
In pratica qui si affermerebbe che il pensiero ossessivo di fare del male a qualcuno o altri implicherebbe un desiderio incoscio che però il soggetto non accetta come tale e vive come una paura (?)
In risposta poi ad un utente che chiedeva se avere pensieri a contenuto pedofiliaco volesse allora dire esserlo davvero la risposta è stata:
“No, non è sufficiente: nel nostro inconscio sono presenti tante tendenze (aggressive e sessuali) inaccettabili normalmente rimosse e a volte l’ansia le fa emergere sotto forma di pensieri ossessivi o le maschera in altri sintomi, ma questo non significa che siano qualcosa che rispecchia la personalità cosciente di un soggetto e cioè il suo Io.
Sono elementi che abitualmente non danno segno di sè e che possono essere rintracciati mediante la psicoanalisi dei sogni e delle fantasie con la tecnica delle libere associazioni, ma di per sè non hanno automaticamente effetti sulla vita conscia dell’individuo e non consentono di qualificarlo in alcun modo.”
Risposta nella quale invece mi sono maggiormente ritrovata in base a quanto appreso da alcune letture, per cui in tutti noi ci sono tendenze sadiche e via discorrendo che possono produrre di tanto in tanto questi pensieri, solo che nel soggetto ansioso prendono il sopravvento perché considerati totalmente inaccettabili, per cui più li respinge più questi tornano dando vita al circolo vizioso infernale. Almeno questa è stata la mia interpretazione. Vorrei sapere anche tu cosa ne pensi e come interpreti quanto ti ho riportato. Ciao

    Lucio Odisei
    Lucio Odisei - maggio 5, 2015 Reply

    Umh innanzitutto il testo è piuttosto complicato e non è facile, per chi non è strettamente addetto ai lavori, capire esattamente di che cosa parli.
    Ovvero, tu lo leggi e dai delle interpretazioni basate sulla tua esperienza, ma la tua esperienza:
    1) è limitata in quanto non hai studiato psicologia (o almeno credo, nel caso puoi smentirmi)
    2) è fortemente condizionata dalla presenza dell’ansia, che travisa spesso e volentieri tutti i significati
    Detto questo, è vero che in ognuno di noi vi sono potenzialmente pulsioni di ogni tipo, ma è altrettanto chiaro che nessuno di noi metterà mai in atto tutto ciò che gli passa per la testa.
    Come al solito è importante capire la differenza tra il mondo della mente, dove tutto “in teoria” è possibile, ed il mondo della realtà, dove “in pratica” sono le azioni quelle che contano. Azioni che decidiamo di fare consapevolmente sulla base di scelte guidate dalla volontà e scevre da infiniti ripensamenti.

    Rimango della mia idea: se dovessi re-iniziare tutto da capo non farei psicoanalisi ma mi butterei subito su terapie più specializzate.
    Aggiungerei tra queste sicuramente la mindfullness

    Tuttavia se senti di voler seguire quel percorso perché “senti ad istinto” che possa essere valido per te, allora fallo.
    E magari poi fammi sapere come và. Il tuo feedback potrebbe essere molto prezioso per gli altri utenti. 🙂

Butterfly - maggio 5, 2015 Reply

In realtå io sono alle prime sedute di TCC ma ė proprio l’articolo ad avermi fatto venire dei dubbi….d’altronde questa ė la caratteristica di chi ha il Doc! 😛 da un lato credo che comunque sarebbe interessante capire le cause di tutto ciò,ma boh….per ora continuo con questa strada….che vedo mirata allo scopo….capire le cause comunque non ė ciò che suggerisci anche tu quando parli della fase 7 in un tuo articolo?

    Lucio Odisei
    Lucio Odisei - maggio 5, 2015 Reply

    Si, e sicuramente un percorso analitico può essere utile per capire qualcosa di se.
    Posto che uno abbia i soldi ed il tempo per portarlo avanti…

    Come puoi ben immaginare è un bell’impegno…

      Butterfly - maggio 5, 2015 Reply

      Si,infatti anche per questo continuerò ad intraprendere la strada che ho già iniziato….sperando che porti a dei frutti! spero tu scriva qualcosa in merito anche relativamente alla fase 7! 🙂

ANONIMO - novembre 15, 2015 Reply

Sono contento che ho trovato questo sito. Anche se ancora non ho letto tutto e non ho ancora ricevuto l’e-book ti ringrazio di cuore per aver creato questo sito. Allora brevemente.
Mia moglie è incinta soffre di DOC da contaminazione, ha paura di contaminare chiunque, il DOC scoppia soprattutto a causa della visione del sangue, suo ma anche degli altri, oppure quando ci sono farmaci di mezzo.
Episodi del genere erano sorti anche 5 anni fa, poi però prendendo l’entact il DOC era cessato.
All’inizio della gravidanza ha smesso l’assunzione per paura che facesse male al feto, per circa 6 mesi non ha avuto nulla, ora manca un mese alla gravidanza. Ora ha ripreso il farmaco da più di un mese, ma non è scomparso il DOC.
Farò tutto quello che c’è scritto nel ebook, quando arriverà; hai un consiglio particolare per la futura mamma affetta da DOC?

Grazie

Protox - dicembre 12, 2015 Reply

…….volevo solo manifestare al Sig. LUCIO ODISEI LA MIA PROFONDA STIMA – GRATITUDINE E AMMIRAZIONE……. Caro Lucio (se posso permettermi di darti del tu) il tuo sito è un faro in un mondo di internet dove si reperiscono solo informazioni inutili o parziali (quando va tutto bene)…… sto facendo tesoro dei tuoi consigli e ne sto traendo beneficio. Solo chi prova il Doc (di qualunque natura esso sia) sa che dramma e disperazione può far provare…… ma da alcuni mesi….. da quando leggendo il tuo sito sono riuscito ad avere un quadro generale di quello che mi capitava, ho cominciato a superare questo disturbo. Sono anni che a fasi alterne ci combatto ma da alcuni mesi ho fatto la quadra del cerchio e diciamo che mi sento a metà percorso. La mia solidarietà a tutti coloro che ne soffrono e un incoraggiamento. Non arrendetevi. Le dritte fornite dal sito sono correttissime (ho fatto anni di psicoterapia per cui so cosa dico). La vita è bella e merita di essere vissuta. I migliori auguri per le imminenti festività natalizie.

Giusy68 - dicembre 27, 2015 Reply

Ciao quello che vorrei capire si può fare almeno dei farmaci?anche se i sintomi sono di forte disagio?io ho fatto uso di farmaci ma nn continui nn sono contro i farmaci ma ce la voglio fare da sola..solo che quando sento commenti tipo i farmaci fanno male o tipo nn posso fare almeno dei farmaci ..mi metto paura io la forza la trovo perché so che da qualche parte ci sono loro che al momento opportuno mi aiutano specie quando devo viaggiare se nn li prenderei nn farei manco il viaggio.ho voglia di libertà so che la vita sarebbe più bella senza tutte
Qst paure ma nn so come uscirne..grazie

Antonio - gennaio 15, 2016 Reply

Ciao Lucio mi chiamò Antonio, ho appena scoperto il tuo blog perché pensò di soffrire di DOC omosessuale. Ti spiego meglio. Tutto e cominciato lunedí scorso dove un mio amico mi ha dato dell’omosessuale per scherzo, giorno dopo un mio collega lo ripete per scherzo dopo che gli dico che stavo uscendo con una nuova ragazza. Questo sentimento si è infondato nella mia testa e gradualmente mi ha fatto perdere il desiderio sessuale (questo è successo anche a te per caso??) Non riesco ad eccitarmi questo perché ci penso troppo, me lo ha abbassato gradualmente, fino ad arrivare quasi pari a zero. Prefetto che sono polisessuale e che facevo uso di pornografia, ora nemmeno i porno mi eccitano più di tanto (sará la troppa ansia?) ma riesco ancora ad avere erezioni più o meno.
Fino ad ora non riuscivo a capire cosa fosse ma avendo letto del disturbo compulsivo mi sono ritrovato nel 90% delle cose e mi piacerebbe parlare con qualcuno che ha già vissuto questa “esperienza” ho tantissima voglia di risolverla, vedrò un dottore a breve ma so di potercela fare. La mia unica paura è riguardante l’eccitamento, questo tornerà presto secondo te? Perché sto uscendo con una ragazza mi piace tanto e io potrei aspettare anni per lei, ma ho paura che possa succedere e che potrei fallire. In ogni caso mi impegnerò al massimo per lei.
Tu dopo quanto tempo hai risolto il problema??
Comunque blog fantastico, mi sento più a mio agio a sapere che curerò il mio problema! E sarò felice di leggerlo!! Sei un grande

Anonimo - gennaio 22, 2016 Reply

Ciao. Ho letto molto in questo blog e non tutto mi ha fatto bene. Io, ad esempio, utilizzo la razionalità cercando di accettare la risposta che mi do sapendo benissimo di dover accettare un certo grado di incertezza. Trovi poco opportuno questa modalità?

Ally - aprile 21, 2016 Reply

Ciao..sono capitata qui dopo continue ricerche.. anni di ansia e doc…farmaci da 10 anni e psicoterapia (tcc)da 5..alterno periodi quasi normali a periodi tremendi..cambiare cura farmacologica mi spaventa un sacco…non c’è la faccio..posso farcela comunque?

Rocco - luglio 24, 2016 Reply

Ciao e da un po’ di tempo che ho questi disturbi e grazie a te altri siti ho capito di non essere pazzo o schizofrenico come tanti mi hanno fatto credere quando ho avuto il primo disturbo sono riuscito a ad uscirne da solo grazie alla mia autostima che avevo..ma poi dopo mesi tra un po’ di depressione dei problemi familiare e dallo stress accumulato xk mi ero responsabile di molte cose il cui ero molto sicuro di poter gestire ma dopo che mi sono lasciato con una ragazza che mi ha stressato talmente tanto che un giorno ho spaccato il Cell.. mi sono sorti sti tipi di disturbi …prima autolesive poi aggressivi ecc ecc comunque ora sono sotto cura di antidepressivi avevo fatto la psicoterapia ma l’ho mollato perché non mi ha dato nessun risultato è applicava l’ipnosi..e l’unica cosa che faceva è quella di dormandarmi del mio passato e di farmi arrabbiare di più.. perché mi veniva in mente il passato..la mia domanda è qual’è la giusta psicoterapia così da poter applicare cgiusn giusto terapeutico?

Giusy - novembre 3, 2016 Reply

Salve, mi chiami giusy e dopo anni passati(9 anni inizio tutto) in ospedale ed esami vari per adenoma ipofisario e insomma vari problemi tra qui la non accettazione di me stessa per quanto riguarda corpo e malattia, di varie fobie sociali per paura di giudizi ecc… la mia malattia ha avuto una fine cioè non proprio fine perché convivo con un altra malattia,mordo di addison…e ancora oggi non mi accetto.
Sono passati 8 mesi dall’operazione e dopo 3 mesi ecco spuntare il doc, tutto inizio a scuola, mi venne in mente “ah trovo il mio professore di matematica simpatico” e da li..eccolo in tutti i suoi aspetti..il DOC.
giorni passati a piangere, sensi di colpa nei confronti del mio ragazzo che amo veramente tanto,ansia.
Consulta primo il medico poi uno psicologo. Vivendo in Germania non è facile anche perché non so cosa pensino qui riguardo un disturbo come questo.
Il medico disse questione di ormoni dovuto alla malattia mentre lo psicologo mi disse che problemi avevo ecc e che tipo di pensieri e mi disse del doc da relazione e poi eccola li con antidepressivi…bene. non volevo prenderli, mi facevano paura anche perché mi disse che i primi giorni i pensieri sarebbero aumentati, non ebbi belle esperienze,addirittura mi disse che se non avessero funzionato avrei dovuto provare una clinica di 8 settimane…si per poi uscirne peggio di prima, mi dissi io sono forte e non voglio antidepressivi, li abbandonati, prima volta perché mi avevano causato un arrossamento alla lingua e mi disse di sospenderli poi una altragazza firma che invece mi stavano facendo diventare un pallone.
Dissi basta,leggo, scrissi anche a te varie email ma capi che era uno sbaglio e adesso studio quanto scritto qui o almeno voglio farcela a essere consapevole che sono falsi questi pensieri e non sono altro che giochetti del doc.
Ho preso un appuntamento per una terapia cognitivo comportamentale e nello stesso plesso fanno anche meditazione. Spero mi ricevano. Per il resto mi muniscono di forza e vado avanti e provo anche se difficile a lasciare scorrere i pensieri.

Saluti e spero che chi soffre di doc come me o anche peggio riesca a superarlo.

Andrea - marzo 27, 2017 Reply

Ciao, ho letto ciò che hai scritto e sono comunque contento di non essere il solo, anche se devo dire che il DOC ha diverse ramificazioni e che quindi ognuno reagisce e elabora le proprie ossessioni in maniera diversa. Purtroppo questo maledetto disturbo ha preso il sopravvento nel 2006, durante la mia prima esperienza lavorativa e da lì non mi ha più mollato!ho cominciato controllando e ricontrollando tantissime volte le maniglie dell’auto, aprire e richiudere lo sportello del frigorifero e posizionare la chiave dell’armadietto in maniera perfettamente allineata per poi susseguirsi in altro quale controllare ogni minimo granello di sporcizia nell’ascensore di casa e i “classici”: controllare se i rubinetti dell’acqua/del gas sono chiusi, lavarsi le mani ripetutamente e non toccare niente prima di dormire. Nel 2010 mi recai dalla psicologa la quale non capendo il mio problema mi assegnò ad una psichiatra che subito mi prescrisse lo Zoloft (mai assunto, in quanto ai tempi ero mezzo alcolizzato), così interruppi qualsiasi cura e tornai alla vita di sempre. Nel 2012 mi lasciai con una ragazza dopo 5 anni e l’anno successivo, improvvisamente, scoppiò del tutto il DOC: non avevo possibilità di uscire di casa perché le ossessioni erano così tremende da farmi impiegare un’ora e più per cercare invano di superarle…tra pianti e disperazione mi recai di nuovo al cps di zona e la psichiatra mi prescrisse diverse cure (In quanto fallirono tutte), ad un certo punto l’anno scorso dopo vani tentativi (non ci sono mai stati miglioramenti e chiedendo in continuazione uno psicoterapeuta non veniva mai ascoltata la mia richiesta), chiesi di interrompere i farmaci e così feci!dopo di ciò, grazie anche all’aiuto della mia ragazza cominciai a superare poco per volta il problema “ascensore”, anche se qualcosa in casa era rimasto…diciamo che la malattia mi dava una mano e io ne davo un’altra di conseguenza ma arrivati ad ora nuova ricaduta: adesso tutto si è sfogato nell’ambiente di casa: dal pulire ossessivamente il cellulare, ai monitor, a tante altre cose che prima erano “blande” e ora sono diventate cariche come all’inizio!sinceramente non so più cosa devo fare, sono disperato e vorrei solo porre fino alla mia esistenza perché sono davvero al limite…che cosa devo fare?devo ancora tentare un’altra cura farmacologica?sinceramente non me la sento, non mi va di perdere ancora tempo con qualcosa che non mi ha mai dato giovamenti!inoltre tutti gli psichiatri avuti non mi hanno mai dato l’importanza che ho chiesto…oltre al fatto che mi ha causato non pochi problemi da effetti collaterali senza contare che non lavoro da anni e ho una situazione economica disastrosa!sono disperato!

Claudio - aprile 21, 2017 Reply

Buongiorno mi chiamo Claudio e soffro di stress psicosomatico da 20 anni circa e non l’ho mai saputo. Dopo una forte dieta da ragazzo fissatomi per essere bello e poco dopo ho cominciato a perdere i capelli, a non stare bene …pelle sempre secca e altri problemi. Non ho mai pensato che fosse un problema di testa e quindi per tutti questi anni sono andato avanti. Ho provato sempre a curarmi ma nulla. Poi nel 2010 il mio dottore, dopo che gli dissi che mi sentivo sempre più stanco e dopo un’analisi delle mie feci, mi prescrisse l’efexor da prendere insieme a fermenti lattici e stavo benissimo. Mi stavo per sposare in quel periodo e sono andato su di giri spaventosamente volevo lasciare mia moglie ero completamente nel panico. Volevo lasciare mia moglie per un lieve difetto fisico all’occhio, tremila interrogativi sul come mi sono messo con lei ( essendo per tutti questi anni nello stato psicosomatico ora che stavo bene e i capelli non cadevano più potevo cambiare ragazza essere più fico etc…) quindi decisi insieme ad una psicologa di sospendere efexor e passare a eutimil. Per un brevissimo periodo di 2/3 settimane sono andato bene poi sono ricominciato a star male fisicamente. Mi sono sposato e dopo il matrimonio ho provato a riprendere efexor ma senza alcun effetto. Intanto con mia moglie abbiamo fatto un figlio che ora ha 4 anni. A dicembre provo da solo a curarmi con l’iperico perché avevo letto che faceva stare tranquilli, ma il panico. Sono ritornati i dubbi su mia moglie ed ora abbiamo anche un figlio ed in preda al panico sono andato da uno psichiatra che trovandomi in uno stato pessimo emotivo mi ha prescritto il Seroquel. Sono attualmente in cura dallo psicoterapeuta che pensa che ho un disturbo ossessivo pensieri che non scorrono e vorrebbe cambiarmi la cura con il citalopram. Sto veramente male quando mi assalgono questi pensieri. Cosa ne pensate ? Qualcuno ha avuto o ha questo problema? Grazie Claudio

Jean-Claude - giugno 1, 2017 Reply

Complimenti per l’articolo e per il sito. Parlando di disturbo ossessivo, di cui ho sofferto , consiglierei a tutti quelli che leggono di rivolgersi verso indirizzi terapeutici mirati e soprattutto SCIENTIFICI. Dico questo perché io ad esempio , dalle mie ossessivitá sono stato molto meglio nel giro letteralmente di 4 sedute grazie ad una allieva di Giorgio Nardone (tbs) mentre , purtroppo, ho conosciuto persone che sono andate per anni in terapia psicodinamica arrivando alla fine del percorso senza aver risolto niente dei loro disturbi di ansia ed ossessivitá. Le terapie psicodinamiche derivano dalla psicoanalisi che , va detto, dal punto di vista scientifico non ha mai lasciato NIENTE di verificato empiricamente. Le teorie di Freud su , Io, super-io, inconscio , Edipo, traumi, rimozioni sono appunto teorie, dal punto di vista prettamente scientifico non è mai stato dimostrato niente del genere. Ve lo dico perché prima di andare in terapia breve strategica ero stato mesi da una psicoterapia che mi faceva parlare di infanzia , rapporto con i genitori , famiglia , come ti sentivi da bambino , etc etc…risultari zero, anche se la terapeuta era carinissima e umanamente mi ci trovavo benissimo. Certe terapie per certi disturbi non sono semplicemente adatte. Il più grande inganno che ci giocano le terapie psicodinamiche e psicoanalitiche è quello di farci credere ” tanto non potrò mai stare meglio se non rimetto a posto il mio passato e non rielaboro i miei traumi infantili” lasciandoci questa sensazione di impotenza sulla propria vita, come se camminassimo accanto ad un fantasma che si chiama “inconscio” , che è lui che comanda e con cui prima o poi dovremo fare i conti oppure non staremo mai bene. Ragazzi NON È VERO. Si può stare benissimo in poche sedute, anche se il problema dura da anni questo non vuol dire che servono per forza anni per risolverlo , e il fatto che sia necessario parlare di infanzia e fare i conti con l’inconscio semplicemente non regge alla prova dei dati scientifici in materia.

Jung e Freud, Per quanto interessanti rimangono letteratura, la scienza è un’altra cosa.

Dario - luglio 24, 2017 Reply

Ho preso escitalopram e per un anno per curare il mio doc e me ne pento ancora amaramente. Il farmaco non mi ha aiutato minimamente a superare il doc, ma mi ha lasciato in eredità a distanza di mesi dei problemi sulla sfera sessuale (zero libido, erezione difficoltosa). Non voglio demonizzare i farmaci, ma penso che sia importantissimo conoscere tutti i loro effetti collaterali. Informatevi bene, così cone dovete informarvi bene sui meccanismi di funzionamento del doc (e questo potrete farlo solo con una terapia CC o BS).

Grasy - luglio 27, 2017 Reply

Ciao lucio , mi piace molto leggere i tuoi articoli.
Volevo spiegati la mia situazione da forti attacchi di panico avuti di notte alle stessa ora sono scoppiata in un stato di ipocondria, dove facevo mille analisi ma non risultava nulla, mi tranquillizzai per un breve periodo, ma poi a causa di bruciori e spasmi muscolari ai lati della testa che non passavano mai ( durati 2 mesi) sono nuovamente caduta in uno stato di ipocondria. Fatto tantissimi analisi ho speso oltre 2000 euroa grazie a Dio tutto bene. Stanca di questi dolori alla testa un giorno mentre mi addormentavo mi misi a pregare Dio per farmi passare il dolore e dissi dentro di me che Se non passava la mattina mo sarei buttata giù, era diventato insopportabile. Il dolore passò ma la paura di buttarmi giù è rimasta piangeva sempre avevo ansia attacchi di panico, poi un giorno incontrai una mia amica che mi disse che la mamma della sua amica si era suicidata e da li sono precipitata in uno stato di ansia continua uomere depresso e pensieri ossessivi. Mia mamma disperata e preoccupata mi porta da un psichiatra psicoterapeuta che mi prescrive paroxetina e frontal tutto per 43 giorni, ho fatto la cura ma non ho avito risultati anzi vomitato tutte le sere, stanca di questa cosa andai a fare due sedute di psicoterapia strategica con una psicologa dove sinceramente sono stata peggio perché dei piccoli problemi che avevo me li ingrandiva sempre di più. Adesso sono con un bravissimo psicoterapeuta specializzato in TBS TCC e posso dire che sta andando bene sono alla 3 seduta. Ne faccio una a settimana. Volevo chiedere una cosa per avere un secondo parere i pensieri che ho io adesso non sono più ( e se mi butto giù e se divento pazzo) adesso mi sembrano affermazioni tipo buttati giù che la tua vita è brutta perché hai avuto il DOC e non lo dimenticherai mai questo dolore. Volevo sapere se fa parte del DOC? E anche il fatto che in questo periodo non mo va di fare Nulla nel senso che non ho voglia ma comunque lo faccio lo stesso fa parte sempre del DOC? Spero in una sua risposta grazie mille e mi scusi se mi sono allungata troppo

Dario - agosto 18, 2017 Reply

Gracy a me pare che, attualmente, tu soffra principalmente di depressione.
Hai sicuramente sofferto tanto e soffri ancora; ci vuole tempo per riuscire a riordinare le idee e capire cosa ci è successo e cosa ci sta succedendo.
A volte la vita rimescola improvvisamente le carte in tavola e annoi non resta che ricominciare a giocare d’accapo. Fai psicoterapia e prenditi il tuo tempo, cerca di distrarti, di fare sport come suggerisce anche Lucio nei suoi articoli.
Queste sono le medicine migliori. Attenta agli psicofarmaci, a me hanno soltanto confuso ancora di più le idee. Ma su questo argomento è bene che tu possa affidarti ad un medico competente e fidato. Un abbraccio

Fabio - ottobre 4, 2017 Reply

Ciao a tutti mi chiamo Fabio, sin da bambino avevo la mania del ordine e della perfezione e il susseguirsi di una compulsione, ed oggi 25 anni ce l’ho ancora però con un aggiunta quale la consapevolezza che è sbagliato. Non ho studiato niente a riguardo e perciò non farò il tuttologo e nemmeno il moralista, tuttavia ciò che pensò è che il non accettare il DOC ci porta ancora di più ad averlo. Io da piccolo sono sempre stato un bambino felice e quindi posso dedurre che ciò non è dato da traumi bensì da qualcosa che per la scienza è ancora oscuro, hanno delle idee su ma non sono certi a riguardo. Io non sono uscito dal doc E ci convivo tranquillamente Con la ragione è la razionalità perché tutto è razionale ricordatelo tutto è matematica. C’è ciò che esiste e ciò che non esiste. Vi assicuro che tante volte basta fare un respiro profondo sorridere al fatto che non si è così sfortunati come si pensa, USCIRE di casa godersi ambienti e persone. Potrebbe essere una tecnica anche per voi. Provateci!! =) un saluto a tutti voi!!

Cris - dicembre 2, 2017 Reply

Ciao sono Cristina , penso di soffrire di DOc aggressivo . È un mesetto che guardando un film dove un ragazzo si suicidava ho iniziato ad avere pensieri brutti e che mi riportano al suicidio. La cosa che mi spaventa di più è che un giorno questo pensiero si avvererà. Ma esiste un potere razionale che si oppone a questo? Perché io so che mai e poi mai vorrei uccidermi perciò potrebbe avvenire anche se non voglio ? Ci sono stati casi di persone affette da DOC suicida dove il pensiero ha vinto ?
Sono in un panico totale .. spero in una risposta

Anonima - febbraio 8, 2018 Reply

Ciao Lucio,
sono ormai tanti anni che seguo questo tuo meraviglioso sito e solo oggi decido di raccontare la mia esperienza. Ho circa 40 anni, 5 anni fa ho avuto una depressione importante con tratti ossessivi (cosi’ definita dalla psichiatra/psicoterapeuta che mi seguì per un paio di anni dandomi subito l’entact. )
Da cosa scaturì quella depressione? Sicuramente dall’ansia che portò il doc che portò la depressione, per una serie di eventi della vita poco piacevoli, come lasciarmi dopo 9 anni (scelta comunque giusta), come la perdita del lavoro, come mio Papà che stette molto molto male. Ed io crollai.
Nei due anni di terapia, (sottolineo solo farmacologica, perché nonostante la psichiatra era anche psicoterapeuta, non mi fece mai una decente psicoterapia, anzi giudicava e spesso uscivo dalle sedute più agitata di quando entravo.), cominciai a stare bene, anche per eventi esterni positivi.
Per tre anni continuai da sola una dose davvero minima quasi placebo dell’entact, e a gennaio di quest’anno stavo bene e decisi di smetterla ma ahimè, tutto tornò a galla anche perché tornarono nuovamente eventi esterni spiacevoli…ironia della sorte identici a 5 anni fa, il mio ragazzo mi ha lasciata, sono di nuovo disoccupata e di nuovo mio Papà deve subire un altro delicato intervento.
Dopo un paio di crisi di ansia, ho deciso di rivolgermi ad una psicoterapeuta che mi ha consigliato di contattare uno psichiatra per la terapia farmacologica, e così ho fatto, settimana prossima comincio le terapie. Lo psichiatra, che è anche psicoterapeuta, ho letto nella sua scheda che tratta il doc, spero vivamente che riesca ad aiutarmi.
Una cosa importantissima che ti e vi voglio dire riguarda la MEDITAZIONE, da circa un anno sto leggendo davvero tanti libri sulla MINDFULNESS, (che mano santa!!!) , ti si aprono gli occhi!! Chissà che meraviglia il tuo incontro col Maestro di meditazione! Quanto potere calmante ha il rivolgere l’attenzione al respiro!!!! Leggo soprattutto i libri di Jon Kabat-Zinn, e poi Saki Santorelli, Daniel Goleman, Segal, Williams, quante cose gli occidentali devono imparare dalle culture come quella tibetana! Oltre che leggere, ogni giorno faccio la meditazione del respiro per circa 15 minuti, è studiato scientificamente che la meditazione incide sulla guarigione di depressione e ansia per il 50 per cento, che illuminazione!! Poi anche durante il giorno, cerco di fare attenzione al cibo, a ciò che di meraviglioso ho davanti agli occhi, il mare, il sole , LA VITA!!
Certo ho molti momenti di sconforto , ma non mollo, non devo mollare, ne sono uscita una volta ed ora col potere della meditazione, la psicoterapia e la cura farmacologica credo e spero di uscirne definitivamente! La vita è davvero meravigliosa, non possiamo perderci nei problemi immaginari della nostra mente causati dall’ansia, non è l’ansia che ci deve avere in pugno , NOI dobbiamo gestirla!!
Jon Kabat Zinn dice: I pensieri non siamo noi, li hanno tutti, anche quelli intrusivi, solo che senza l’ansia sono innocui, con l’ansia diventano doc. I pensieri sono come nuvole che passano nel cielo sereno e NOI SIAMO IL SERENO!!!
Mi piacerebbe tanto parlare di mindfulness con te Lucio, confrontare gli esercizi, i libri etc.
In bocca al lupo a noi!!! Forza!!!

Veronica - aprile 13, 2018 Reply

Ho 18 anni e soffro di DOC da 5 anni,sto facendo una cura fai da te ma proprio ieri ho deciso di chiedere aiuto, devo consultare uno psichiatra per i farmaci necessari nel mio caso e a Giugno inizierò una terapia cognitivo-comportamentale

Emanuele - aprile 21, 2018 Reply

Ciao lucio, il tuo sito mi ha davvero illuminato, soffro di doc aggressivo da 10 anni, ho fatto alti e bassi in questo tempo mai pensando di andare da uno psicologo o psichiatra, perché vedevo sempre che ignorandolo poi svaniva, fino a 2 mesi fa che mi é venuto un fortissimo attacco di panico che mi ha riportato nell’abisso, così ora seguo da 1 mese e mezzo una cura farmacologica, ma non sembra avere effetto, grazie al tuo blog sto pian piano prendendo conoscenza della meditazione e esercizi di respirazione nei momenti in cui la pratico mi sembra di sentirmi molto meglio e il mio umore aumenta ,ansia e depressione se ne vanno, puoi dirmi a parer tuo se sono i farmaci o autosuggestione o proprio la meditazione da questi effetti?? Grazie cordiali saluti

Orazio - aprile 30, 2018 Reply

Salve sono un uomo sulla cinquantina e soffro sicuramente di doc,da giovane sono stato dallo psichiatra e poi dallo psicologo…le mie paure :tutte soprattutto quello che possa causare incidenti con la macchina senza accorgermene e la paura che possa diventare omosessuale.Mi potete aiutare?Sono quasi trent’anni che ci convivo con queste paure.

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