5 anni dopo il DOC. Come cambia la vita di un ex-docker

5 anni dopo il DOC. Come cambia la vita di un ex-docker

E’ con una certa emozione che mi accingo a scrivere questo post.

Nei molti mesi che ho passato pensando al mio ritorno ho sempre ritenuto di dover ricominciare parlando di quello che è successo negli ultimi 5 anni (circa), da quando ho smesso di scrivere ed ho iniziato a ragionare su come sviluppare il futuro di questo blog.

Prima di farlo però lascia che ti faccia un piccolo ringraziamento per i molti commenti che ho ricevuto nell’articolo pubblicato qualche settimana fa, nel quale annunciavo il mio rientro su questo progetto.

Un Bentornato inaspettato

Non nascondo come sia stato davvero istruttivo, emozionante e in alcuni casi commovente, leggere le parole di ringraziamento che mi avete scritto in maniera così numerosa e solidale. Mi avete fatto capire quanto sia importante questo progetto e quanto per alcuni sia stata una vera salvezza.

Ho ricevuto moltissime richieste di continuare il lavoro iniziato anni fa.

E sono stati molti anche gli spunti di riflessione ed i consigli su come può evolvere il blog. Ne riparleremo. 

Infatti nel prossimo articolo ti parlerò di queste idee e ti chiederò di commentarle e di aggiungere le tue sensazioni e le tue proposte.

Sappi che nonostante abbia risposto a pochissimi commenti, dato che sarebbe impossibile rispondere a tutti, ho letto ogni singolo contributo con grande attenzione.

Due parole sul perché di questo articolo

Voglio raccontarti che cosa è successo negli ultimi anni, da quando mi sono allontanato dal blog.

Voglio farlo perché penso che nella mia evoluzione possa esserci molto che ti può aiutare:

  • per capire quale può essere il percorso più o meno giusto man mano che il doc si allontana
  • per comprendere quali sono le sensazioni di un ossessivo quando esce dalla fase acuta

Un racconto di questo tipo è fondamentale per fugare i dubbi che hanno avuto molte persone riguardo ipotetiche ricadute che io possa avere avuto in questi anni e che siano state alla base del mio allontanamento dal blog.

Posso dire con assoluta franchezza e sincerità che non ho avuto episodi di questo tipo e che i problemi che mi hanno tenuto lontano da questo sito sono di carattere molto più pratico e quotidiano.

Per farti capire meglio cosa è avvenuto ti elencherò sette cose che sono successe in tutto questo tempo

ATTENZIONE: L’articolo presuppone una conoscenza piuttosto approfondita dei meccanismi principali del DOC e delle tesi che ho sostenuto negli articoli precedenti. Per chi è “nuovo” e nel pieno della “crisi” molti concetti potrebbero essere del tutto incomprensibili ed in alcuni casi inutili o addirittura controproducenti. Per approfondire leggi il DISCLAIMER in fondo alla pagina

1 - Sono diventato papà

Ebbene sì, voglio partire da questa notizia estremamente positiva e felice per darti subito un grande motivo di speranza e di positività. Circa 4 anni fa sono diventato papà di uno stupendo bambino che adoro e che mi ha stravolto la vita in modo inimmaginabile!

Devo dire che questo è stato per me un traguardo fantastico e meraviglioso.

Ricordo molto bene quando ero nei gironi infernali del doc: piangevo in preda alla disperazione più cupa pensando che non sarei mai riuscito ad avere un figlio. Ero certo di dover soccombere al destino che mi prefiguravano i pensieri ossessivi (perché me lo urlavano di continuo nella testa)

Di dover accettare un destino infame e totalmente indesiderato che non prevedeva la possibilità di poter diventare papà (e fare tante altre cose belle ed interessanti 😉 

Ed ora… con grande gioia ho potuto godere di questa meravigliosa esperienza.

Come avrai sicuramente intuito questo è uno dei motivi per cui non ho potuto riprendere il blog fino ad ora.

Diventare genitore è la cosa più bella ed importante che mi sia mai capitata. Ma non posso nascondere come sia anche un impegno incredibile che almeno nei primi anni distrugge totalmente il tempo libero e cambia drasticamente tutti gli impegni della giornata.

2 - Sono diventato imprenditore

Per non farmi mancare gli impegni ho anche pensato di mettermi in proprio e di avviare attività imprenditoriali

Questa è un'altra bellissima novità che non avrei mai potuto immaginare durante il mio periodo di sofferenza. Chi avrebbe mai detto che un giorno sarei diventato interamente padrone del mio destino?

Devo essere sincero.

Ho sempre saputo che sarei voluto diventare un imprenditore. Fin da quando ero ragazzo sono sempre stato certo che nel mio futuro ci fosse la necessità ed il dovere di CREARE e di RISOLVERE PROBLEMI (perché questo fa un imprenditore).

Ricordo che proprio durante il doc iniziai a intraprendere alcune attività autonome. In quel periodo lavoravo come dipendente ma sentivo già la necessità estrema di fare qualcosa di mio.

Con l’impegno, la fatica e tanto tempo investito sono riuscito piano piano a costruire una realtà dove posso finalmente essere padrone del mio tempo e della mia indipendenza economica. Sono estremamente fiero di questo risultato soprattutto perché so che già allora ambivo a questo tipo di vita.

È proprio il doc che mi ha fatto comprendere che dovevo essere libero. Non solamente libero dagli inganni del mio cervello ma anche dalle restrizioni e dalle imposizioni del mondo esterno (la società, il datore di lavoro, gli orari fissi ecc…).

Tra l’altro sappi che la vita dell’imprenditore è ben diversa da come viene descritta… dimentica barche da sogno ed una vita in vacanza. Bisogna farsi un mazzo incredibile e non c’è mai la garanzia di arrivare a fine mese.

Però la libertà non ha prezzo.

Questo è ciò che penso. Del resto questo blog si chiama LIBERIdaossessioni

NOTA: Ovviamente non è detto che tu debba seguire questo percorso… Essere imprenditore era la mia strada e TU dovrai trovare la tua. 

Comunque il fatto di aver intrapreso questo tipo di carriera è stato determinante anche per il mio ritorno su questo blog.

Sono cresciuto molto. Ed osservando con attenzione come funziona il mondo dalla prospettiva di uno che cerca di far andare bene le cose, ho potuto capire che solo ciò che si basa su un progetto solido e ben formulato possa funzionare nel tempo e produrre veramente quei benefici di cui c'è bisogno.

Per questo fino ad oggi sono rimasto lontano dal blog: non riuscivo a capire come trasformare un semplice sito in qualcosa di più articolato e complesso, che fosse davvero di aiuto per gli altri ma che allo stesso tempo potesse sostenersi in maniera solida e continuativa nel tempo.

La mole di lavoro che c'è dietro un progetto come questo è gigantesca e richiede necessariamente un’attenta analisi anche dell’aspetto economico. Mi piacerebbe coinvolgere psicologi e psicoterapeuti che potessero aiutarmi a dare un taglio più professionale e “scientifico”al sito.

Ma ovviamente per coinvolgere professionisti servono fondi.

E questo è sempre stato uno degli ostacoli maggiori allo sblocco del progetto. Ma per fortuna ora penso di aver trovato una soluzione. Te ne parlerò nel prossimo articolo. E penso che ti piacerà.

3 - Ho imparato sempre meglio a conoscere la mia mente

Non ricordo con precisione quale fosse il mio grado di consapevolezza quando ho abbandonato il progetto un po' di anni fa. So però che da allora sono migliorato tanto ed ho capito tante cose su come funziona la mia mente.

Soprattutto ho capito che ognuno di noi vive sistematicamente all’interno della propria mente. E quindi la vita è spesso nient'altro che un susseguirsi di pensieri e riflessioni che facciamo costantemente senza renderci conto del fatto che la realtà è quella che c’è la fuori.

Ovviamente non è qualcosa che mi sia inventato io. Gli orientali conoscono tutto questo da 5000 anni e passa…

Comunque questo è ancora più vero per una persona ossessiva che soffre di Doc. Mentre le persone “normali” vivono all’interno della mente, chi più e chi meno, i docker vivono dentro ad una “Super-Mente” talmente potente e rumorosa da essere una vera e propria prigione.

Per me è stato così ed è proprio questo che mi ha spinto con forza a cercare una via d’uscita.

Perché nonostante la sofferenza capivo che c’era qualcosa di profondamente sbagliato nel mio modo di pensare e nei momenti di lucidità capivo perfettamente come la realtà fosse totalmente diversa da quella che dipingevano i miei pensieri ossessivi. Anzi era proprio all'opposto!

Forse non riuscirai a capire perfettamente queste parole ma ti posso garantire che dopo anni e anni di meditazione la comprensione della realtà cambia drasticamente e soprattutto cambia il modo in cui ragioni e ti fai prendere dalle cose.

Questo non vuol dire ovviamente che io non abbia più paura, che non mi arrabbi o che non mi capitino più momenti di sofferenza.

Ci sono e continuano ad esserci come nella vita di ognuno di noi.

Quello che cambia però è la comprensione del fatto che siamo noi nella quasi totalità delle volte a creare gli stati emotivi e mentali dai quali poi non riusciamo ad uscire.

Non sono concetti semplici da spiegare. Per riuscire a farteli comprendere un po’ meglio sono costretto ad usare esempi molto vicini a te.

4 - Ho avuto qualche ricaduta

Bene sì, farei un grande torto a tutti voi se ti dicessi che nel tempo io non avessi avuto qualche piccola ricaduta.

Ciò che affronterò in questa sezione è importante perché mi permette di fare chiarezza su quello di cui ho parlato al punto precedente ed allo stesso tempo di farti capire che cosa succede quando si esce dalla fase acuta del doc da un po' di tempo.

Da qualche parte nel sito credo di avere parlato della mia “teoria dei cicli del Doc

In natura tutto è ciclico.

Giorno e notte, caldo e freddo, sole e luna, bianco e nero. La migliore rappresentazione di questo equilibrio ciclico e infinito è il Tao. In esso bianco e nero si rincorrono senza sosta. E dentro ad ognuno di essi vi è il contrario.

Anche nel doc ci sono dei cicli. Momenti in cui stai bene (alto) e momenti in cui stai male (basso)

In particolare quello che ho osservato dentro di me è che questi cicli hanno ampiezza e durata diversa a seconda dello stato di maturazione della tua consapevolezza

Se sei nel pieno della fase acuta i cicli sono:

  • molto ravvicinati tra loro (capitano molto spesso)
  • molto lunghi (una crisi può durare settimane)
  • di ampiezza molto grande (la “dimensione” della sofferenza è molto grande)
  • poco distanti (vi è poca distanza tra un momento di basso e quello successivo)

Questo significa in pratica che si è quasi sempre in una fase di elevatissima sofferenza e solo ogni tanto arriva qualche momento di riposo.

Quando invece passa molto tempo dalla fine di una fase acuta e soprattutto si dispone degli strumenti per riconoscere, contrastare e smascherare i più subdoli meccanismi del doc allora i cicli cambiano e sono:

  • più radi (capitano meno spesso)
  • di durata minore (una crisi dura meno e nel ciclo c’è più spazio per il benessere)
  • di ampiezza molto più bassa (fanno meno male)
  • e con molta più distanza tra ognuno di essi.

In pratica una ricaduta dura molto poco, fa meno male e soprattutto è una piccola parentesi tra due momenti di felicità.

Questo è esattamente ciò di cui parlo quando mi riferisco alle piccole ricadute che ho avuto nel mio caso. Veloci e di bassa entità. Che nel tempo si sono sempre più affievolite grazie alla mia conoscenza dei meccanismi del DOC, fino praticamente a scomparire, come ti racconterò al punto 6

In compenso ho scoperto bollette, burocrazia, casini di tutti i giorni aumentano 🙂

5 - Ho scoperto che il fastidio connesso al doc non passa mai del tutto.

Scusa la franchezza ma è così. Prima di farti prendere dal panico però leggi il punto 6…

Il fatto è questo. Aspettarsi che i pensieri a contenuto “doloroso” spariscano per sempre è una grande trappola e di fatto mantiene in vita il Disturbo. I pensieri ci saranno ma non saranno più dolorosi. 

E coabiteranno con altri altre centinaia di pensieri migliaia ai quali non diamo alcun peso.

Quello che bisogna fare, come al solito, è accettare che ogni tanto arrivi qualche sensazione sgradevole. Esattamente come capita a TUTTI, anche a chi di Doc non ha mai sofferto.

Credo di averne già parlato nel sito citando l'esempio della cicatrice. Tutti noi abbiamo su qualche parte nostro corpo una cicatrice che ci siamo fatti da piccoli perché siamo caduti o perché abbia avuto qualche intervento chirurgico.

Io ne ho alcune... Ed ognuna mi dà fastidio in misura diversa.

  • quelle più recenti fanno ancora un po’ male e se sollecito la zona in un certo modo mi provocano un certo dolore.
  • Quelle più antiche invece sono ormai quasi cancellate… sì vedono a malapena. Sono quasi nascoste. Eppure se ci passo il dito sopra leggermente sento ancora quella leggera zona insensibile che mi riporta istantaneamente ai ricordi di quel tempo.

Con il DOC è esattamente la stessa identica cosa.

Perciò un po’ come chi soffre di mal di schiena o alle articolazioni ed ogni tanto ha dolori quando cambia il tempo, così un docker che abbia avuto un’esperienza veramente tosta sentirà un vago senso di allerta quando sarà a contatto con ciò che per mesi o anni lo ha terrorizzato. Leggero e  superficiale.

È del tutto naturale e non può essere diversamente.

Infatti se il cervello per mesi e mesi ha considerato estremamente pericoloso “qualcosa” (che quel “qualcosa” sia reale o immaginario non ha assolutamente nessuna importanza) è normale che anche quando il pericolo è cessato il cervello mantenga una certa attenzione verso quel “qualcosa”.

Se non fosse così verrebbe meno l’istinto di sopravvivenza che è alla base della nostra specie.

Con questo voglio però rassicurarti: quando parlo di fastidio intendo qualcosa di veramente lieve e assolutamente sopportabile. Anzi… di qualcosa di trascurabile, che passa in un attimo senza lasciare traccia.

E’ come una folata di vento autunnale contro una tempesta di neve nell’Artico.

Quello che è importante in questi casi è accettare la cosa in maniera assolutamente naturale e non combatterla in nessun modo

6 - Sto dimenticando che cosa voglia dire avere il DOC

Se non fosse per quel fastidio di cui ti ho parlato poc’anzi e di quelle piccolissime ricadute, che ormai in realtà sono molto molto rare e spariscono molto rapidamente, probabilmente non mi ricorderei più che cosa si prova ad avere il DOC.

E’ sorprendente perché quando ero in piena crisi pensavo che non mi sarei mai riuscito a togliere dalla testa quei pensieri terribili e tutto quel periodo. Pensavo che sarei stato costretto a rivivere quei pensieri per tutta la vita.

E invece fortunatamente non è così.

Il tempo guarisce tutto e la nostra mente non ha capacità di memoria infinita. Perciò come se fosse un computer che gestisce una mole gigantesca di dati, sovrascrive i ricordi meno importanti per far posto alle nuove conoscenze ed alle nuove esperienze che facciamo nel tempo.

Questo significa che sta sbiadendo il ricordo della sofferenza e che se continua così fra un paio d’anni non mi ricorderò quasi più che cosa successe a quei tempi.

E' uno dei motivi che mi ha portato a scrivere a questo articolo.

In compenso la vita è MOLTO MIGLIORE di quella che vivevo prima del DOC. Non c'è neanche paragone.

Questa sfida mi ha permesso di distruggere il vecchio Lucio, pieno di paure, insicuro e intrappolato da mille pensieri (già da prima di soffrire di DOC) e di trasformarmi in un Uomo Vero. Cresciuto, maturo e consapevole.

Un uomo che si gode la vita alla grande, a livelli impensabili nons olo durante il DOC ma persino prima di entrare in crisi diversi anni fa.

Ripeto qualcosa che ho già scritto altrove. Il Doc è stato l'evento che più di tutti gli altri mi ha cambiato e mi ha fatto diventare una persona migliore.

7- Ho capito che la vita è un grande gioco che devi assolutamente giocare al massimo

Voglio concludere questo articolo con un’ultima esortazione.

Insisti! Insisti nell'uscire da questo problema e nel trovare la strada che ti condurrà ad una vita di grande armonia e meraviglia. Perché la vita è davvero così: un grande gioco che tra altri e bassi deve essere vissuto pienamente, intensamente e meravigliosamente.

Sia nella gioia che nel dolore.

Se ci ragioni capirai come tutto possa essere vissuto in due modi fondamentalmente opposti:

  • come una maledizione che ci perseguiterà per sempre costringendoci ad una vita vissuta nell’ombra nella paura
  • come un’opportunità che pur con enormi sofferenze ci permette di uscire dalla prigione nel quale siamo sempre stati per vivere liberamente

Il DOC, con il suo linguaggio paradossale, ci dirà sempre che è meglio stare nella prigione, perché fuori ci sono i pericoli. In realtà i pericoli sono dentro e fuori c’è solo un grande tesoro.

La Mente mente senza sapere di mentire.

Tu devi imparare a sapere quando mente e quando non lo fa.

Ogni tanto dò un’occhiata ai commenti del blog e giro su alcuni forum. E purtroppo vedo troppo spesso persone che sono nello stesso identico stato in cui si trovavano diversi anni fa, quando io scrivevo su questo blog.

Queste persone non si rendono conto che la vita non è continuare a lamentarsi, pregando e sperando che qualcuno o qualcosa intervenga ad aiutarli tirandoli magicamente fuori dalla palude in cui si trovano.

La vita è felicità, gioia, amore.

Ma per alcuni (per me è stato così) tutto ciò è arrivato dopo una grande fatica ed un enorme lavoro su me stesso.

Credo profondamente che dalla palude infatti ci si debba tirare fuori da soli. Non c’è altra possibilità. Ci può essere chi ti aiuta, chi ti incita e chi ti tende la mano. Ma la fatica di uscire dalle sabbie mobili ce la puoi mettere solo tu.

Perché solo tua è la battaglia e solo tua la ricompensa che troverai una volta che l’avrai vinta.

Conclusione

Era da molto che volevo scrivere questo articolo. Credo che ne sia valsa la pena e che possa aiutarti a capire che cosa può succedere una volta che si esce delle fasi acute del DOC.

Spero che ti sia stato di aiuto e che tu possa trarre qualche insegnamento della mia esperienza. Mi raccomando lascia un commento qui sotto indicando cosa ti è piaciuto e che cosa hai imparato durante tu la tua esperienza.

Nel prossimo articolo ti parlerò più in dettaglio del progetto che ho in mente e che ho iniziato a disegnare sulla carta. 

Al prossimo articolo!

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Carla Esposito - Settembre 9, 2019 Reply

Grazie Lucio, mi ha colpito molto la parte in cui parli del doc come un maestro bizzarro. È proprio così, è come se parlasse un linguaggio ambiguo e controintuitivo… Per questo è difficile gestirlo, se lo scopo è cercare di capirlo. Ancora adesso faccio fatica a capire cosa devo cambiare nella vita reale quando la sofferenza si fa più forte, in questo ho bisogno ancora dell’aiuto del mio psicoterapeuta. Ma questa è la strada giusta. Grazie

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Esperanza - Settembre 9, 2019 Reply

Lucio ciao mi piacerebbe poterti parlare in privato……. Spero che tu possa scrivere un libro potrebbe aiutare tanti e sai perché….. A mio parere nessun terapeuta forse può aiutare di piu di chi ha vissuto da se. È molto importante ciò che fai probabilmente…… Oltre a ciò che ti chiedeva la tua Fonte….. La tua missione è anche questa diffondete il tuo sapere…… E mi piacerebbe contribuire e raccontarti qualcosa che può essere utile della mia esperienza ✨

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    Anonima - Settembre 11, 2019 Reply

    “A mio parere nessun terapeuta forse può aiutare di piu di chi ha vissuto da se.”
    Come scrivevo nell’altro articolo, non sono d’accordo. Chi non è terapeuta potrebbe dire, suo malgrado, cose erronee, incomplete o non generalizzabili. L’ esperienza di Lucio potrebbe essere differente dalla mia, io potrei avere anche un disturbo di personalità o di altro tipo che magari cambia le carte in tavola. Vogliamo poi parlare delle diverse esperienze di vita? Insomma ognuno è un unicum! Quindi per me sarebbe bello avere un terapeuta di fiducia in primis ed anche ascoltare, se esistono, testimonianze di vita vissuta.

      Lucio Odisei
      Lucio Odisei - Settembre 12, 2019 Reply

      Brava anonima.
      Per questo è importante introdurre nel progetto dei professionisti che possano vedere la cosa in modo oggettivo da fuori

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        Anonimo - Settembre 12, 2019 Reply

        😉 Anche psicodinamici?! 😉

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        Esperanza - Settembre 16, 2019 Reply

        Non metto in discussione che il parere di un professionista sia fondamentale io stessa ne ho incontrati più di uno fino ad arrivare a un terapeuta professionista che abbiamo una visione olistica e molto profonda sull’essere umano. Quello che volevo dire che tante cose può dirtele chi vi è passato in quei “trabocchetti” e farti tirare un respiro di sollievo. 🙏🏻

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Anonimo - Settembre 9, 2019 Reply

Quando ho letto che sei diventato papà…. Mi sono emozionata tanto xke si quando ti percepisci nel fango credi che questo sogno non si possa realizzare….. I bambini sono i primi che meritano di vivere un esistenza di luce e creatività…… 💫

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Arteasta - Settembre 10, 2019 Reply

Complimenti per la tua famiglia ,per il lavoro e per l aiuto che dai tramite questo blog, ho letto molto sull argomento d.o.c. e leggendo molti libri scoperto che ci sono vari autori che scrivono sul D.0.C. in chiave però “diversa”,riporto qua una lettera che ho estrapolato appunto da un libro di un autore perchè la ritengo utile per chi soffre di cose simili,ovviamente va letta con curiosità per eventualmente dare un spunto in più insieme al percorso che già si fa con psicoterapia ,meditazione ecc.,sempre che vada bene all autore del blog ,ecco la lettera :«Ho letto il forum e mi sono venuti i brividi. Conosco da vicino il problema di questa ragazza. Ho sofferto della stessa sindrome e non dall’età di 17 anni ma fin dalla prima infanzia. Solo verso i 20 anni sono riuscita, in un modo strano, a ingannare questi parassiti. Il mio stato, tra l’altro, era acuito da una serie di paure (paura della morte, di prendere brutti voti a scuola e altre forme di panico). Può immaginare per quanto tempo sono stata manipolata da questi pendoli. La cosa spaventosa era che, quando mi rifiutavo di compiere qualcuno di questi rituali, le paure si concretizzavano nella vita. Era come se qualcuno mi imponesse di eseguire gli ordini sennò sarei stata immancabilmente punita. Piangevo spesso, rendendomi conto di questa assurda e stupida schiavitù. Nessuno era al corrente delle mie sofferenze, nemmeno i miei familiari potevano sospettare qualcosa, forse pensavano che io fossi strana ma né più né meno di tante altre ragazze. Per questo per me era doppiamente difficile, anche se forse è stato un bene, altrimenti i miei genitori mi avrebbero portato in giro per dottori e il mio problema sarebbe solo peggiorato, nel senso che anche gli altri avrebbero creduto nella mia malattia. Non so come mi sia venuta in mente l’idea che mi ha permesso di liberarmi. Ho cominciato a farmi girare in testa sempre una frase: “Se non avrai abitudini dannose andrà tutto bene”, mi convinsi, cioè, che tutto sarebbe andato bene se non avessi compiuto il mio rituale. Ebbene, ora ho 24 anni e da quattro anni vivo in libertà».

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    Anonima - Settembre 11, 2019 Reply

    “e leggendo molti libri scoperto che ci sono vari autori che scrivono sul D.0.C. in chiave però “diversa””
    Ti andrebbe di indicarne qualcuno? Grazie.
    Io ne ho letto uno che però non è focalizzato sul doc ma su un altro tipo di sofferenza psicologica: “Le parole per dirlo”. Racconta la storia vera di una donna e della sua rinascita dopo sette anni di analisi.

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      Arteasta - Settembre 11, 2019 Reply

      Ciao,ne parla Vadim Zeland nel libro transurfing vivo,david icke,Carlos castaneda lui però chiama queste nostre emozioni negative come i “voladores” mentre Zeland “pendoli”,c e ne sono poi altri questi a mio avviso sopratutto il primo molto interessante,lo consiglio a tutti ,ovvio bisogna avere una mente un po aperta e non solo del tutto razionale,però a mio avviso è molto interessante

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        Anonima - Settembre 11, 2019 Reply

        Molto gentile. Grazie.

    Lucio Odisei
    Lucio Odisei - Settembre 12, 2019 Reply

    Molto brava! Praticamente hai usato un Mantra, tra l’altro molto intelligente 😉

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Mario - Settembre 11, 2019 Reply

In questi anni ho maturato la consapevolezza di dover condividere la mia vita con il DOC: inizialmente pensi a “guarire”, ma la vera guarigione è accettare tutto ciò che ti passa per la mente. L’accettazione e la consapevolezza annullano le ferite e le brutte sensazioni lasciate dai pensieri. Nei tuoi passaggi sul DOC ritrovo il mio percorso…un percorso intrapreso seguendo i tuoi consigli. Le ricadute ci sono e ci saranno sempre, ma più le accettiamo e meno male faranno. La meditazione poi è FONDAMENTALE! Grazie per aver condiviso la tua storia e grazie ancora per i tuoi consigli!

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Elisa - Settembre 11, 2019 Reply

Che dirti…. Ti seguo da anni e mi hai aiutato molto… Ora sono in un periodo dominato da ansia e panico, quindi ancora in una fase acuta di disturbi, ma tengo duro. Non so esprimerti la gioia di sentire che sei diventato papà e che ti sei messo in proprio! Una meraviglia della vita!! Meriti ogni tipo di soddisfazione personale, seppur conquistata con la fatica che per noi è sempre doppia – o tripla 😭- rispetto agli altri. Ti leggerò sempre con piacere e se hai bisogno di un aiuto per il tuo progetto, mi piacerebbe in qualche modo essere utile!! GRAZIE, Elisa

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Fabio - Settembre 11, 2019 Reply

Prima di tutto Auguri!!! Ho una figlia di 22 anni e siamo stati lontani fisicamente x 12 da lì si è esagerato il mio problema col doc e con l ansia!! Adesso mia figlia si è laureata 😲 e da 4 anni vive con me😊 forse dalla primavera convivrà col ragazzo.
Dunque lucio anni di farmaci e psicoterapie mi aiutavano ma nn uscivo dalla mia gabbia mentale”preferita” ho letto e riletto tutto quello che scrivevi sul blog ebook x primo!!! GRAZIE una differenza cè nn prendo farmaci da 6 anni qualche goccia la sera a volte medito e adesso mi viene a volte piccole crisi da troppo stress o cmq tutto dal dover affrrontare fatti reali!!! Insomma sono passato dal massacrarmi x pensieri immaginari ai c…. della realtà!!! Ancora ho da lavorare ma insomma meglio!!! È in grade parte lo devo alle tue riflessioni ricerche ecc….

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Carlo - Settembre 11, 2019 Reply

Grazie Lucio,
per quello che scrivi e per la strada che mi hai invitato a seguire ormai 5 anni fa con il tuo blog.
Se ne sono fuori è anche grazie a te e se posso aggiungere un dettaglio a quello che scrivi è proprio relativo alle piccole ricadute che hai descritto sopra: nel mio caso ormai rappresentano sempre spunti utili a fare ulteriori piccoli passi in avanti in termini di crescita e consapevolezza nel lavoro, nelle relazioni e in tutti gli ambiti della vita.
Quindi viva i punti bassi della sinusoide perchè anticipano momenti alti e duraturi!
Ti leggo sempre con tanto piacere. Facci sapere di te e del tuo progetto!

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    Anonima - Settembre 11, 2019 Reply

    “Se ne sono fuori”
    Posso chiederti qual è stato il tuo percorso?
    Grazie. Ciao.

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Anonimo - Settembre 11, 2019 Reply

Condivido tutto ciò che hai detto, anzi più che ricadute le definirei più delle crosticine che ognitanto possono rompersi e risanguinare, devo essere sincero il pensiero ossessivo si presenta spesso, ma scorre come l’acqua di un ruscello, solo in alcuni casi posso avere un po’ di tristezza ed ansia che passano dopo qualche minuto. Facendo un discorso più personale devo ammettere che il doc mi ha fatto comprendere certe cose di me che non sapevo, o meglio che un ossessionato lo sono sempre stato, in verità devo tanti miei successi alla mia ossessiva ostinazione di puntare una cosa e prenderla, ma devo molto anche alla mia paura/ansia di fallire che mi ha spinto a dover fare sempre di più e nel modo migliore possibile, se non sono soddisfatto ricomincio ancora ed ancora (anche se diverse volte è stato motivo di blocco e rimpianti). Grazie ossessione per avermi fatto porre degli obiettivi, grazie ansia per avermi fatto capire quanto sono coraggioso e grazie disperazione per avermi fatto capire quanta forza latente c’è in me e quanta felicità c’è nel seguito.

    Lucio Odisei
    Lucio Odisei - Settembre 12, 2019 Reply

    Bravo. La mente ossessiva è una macchina da guerra se se la si usa bene, per quanto riguarda lavoro e traguardi perosnali.

    Attento però al perfezionismo!

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Sara - Settembre 11, 2019 Reply

Ciao! Innanzitutto congratulazioni per il bimbo e per il lavoro. Il fatto che tu sia riuscito a realizzarti personalmente e professionalmente mi dà qualche speranza: ci sono tante belle cose che vorrei fare ma purtroppo con il DOC ho sempre paura di essere destinata a una vita di sofferenza e poche soddisfazioni. Comunque sono d’accordo, uno non deve aspettare che cambi qualcosa all’esterno per risolvere il problema, quello che deve cambiare sono i pensieri! Un saluto

    Lucio Odisei
    Lucio Odisei - Settembre 12, 2019 Reply

    Quello che deve cambiare sono prima di tutto gli obiettivi 🙂

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Emanuele - Settembre 11, 2019 Reply

Ciao Lucio, ho scoperto il tuo blog nel 2017, quando ebbi un forte attacco di panico a seguito di un momento molto stressante della mia vita. Iniziarono i pensieri intrusivi e di conseguenza Ansia fino ad arrivare al Doc. Ho dovuto lasciare lavoro, amici perchè mi era impossibile avere a che fare con troppe cose. Ho 22 anni e dopo anni e molto tempo passato in terapie tra la mia psicoterapeuta e il mio Psichiatra , 3 mesi fa decisi che dovevo reagire e così iniziai a rilassarmi con la meditazione e ad oggi non ho più crisi d’ansia .. non mi identifico più con quel mostro e credimi che scrivere queste ultime parole è molto difficile in quanto ho sempre la paura che possa tornare. Dopo aver lasciato anche l’Università per gli stessi motivi citati sopra , ora sto seguendo la mia strada, quella che amavo ed era lì che aspettava , solo che il Doc l’aveva oscurata . Non so davvero come ringraziarti per tutto quello che hai fatto per noi. Continua così, Maestro!

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    Anonima - Settembre 11, 2019 Reply

    “3 mesi fa decisi che dovevo reagire e così iniziai a rilassarmi con la meditazione e ad oggi non ho più crisi d’ansia ..”
    Una bella testimonianza!

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RENATO PELLEGRINO - Settembre 11, 2019 Reply

Ciao Lucio, Tanti Auguri per il Bimbo. Detto questo, mi presento . Ho 68 anni e mi considero un Docker veramente D.O.C inteso come : denominazione. origine . controllata. Si , ho incominciato a soffrire di questo disturbo all’età di circa 20 anni. Ma rifacendomi alla mia infanzia , ho già scoperto i sintomi abbastanza evidenti; che però allora non mi preoccupavano eccessivamente. Da adulto, Il Doc , si presentava , e riuscivo con sofferenza e tenacia a farlo scomparire , a intervalli di anni. In quel periodo il doc non era stato ancora scoperto, e psichiatri e psicologi; ne sapevano quanto me. Sarebbe bastato poco; dirmi queste parole: “i tuoi pensieri e compulsioni ( mentali) sono solamente i sintomi di un disturbo , e non sono il Disturbo”! Bene mi sono comunque fatto le ossa e tanta esperienza. Ho portato avanti bene la mia famiglia , con tre Figli e mia Moglie ( purtroppo Deceduta 13 anni fa). Ho fatto una carriera professionale strepitosa, ed ho capito che il Doc , non è veramente una patologia, ma una conseguenza di un carattere ansioso,ed estremamente sensibile. Comune alla maggior parte delle persone di questo mondo di tempi Moderni. E che i pensieri ricorrenti ossessivi, siamo noi che li nutriamo, considerandoli con terrore erroneamente: sintomi di una malattia o perversione latente ed incombente. E non per quello che sono veramente : Innocue fantasie prodotto di sinapsi cerebrali ben consolidate !

    Lucio Odisei
    Lucio Odisei - Settembre 12, 2019 Reply

    Congratulazioni Renato, davvero una bellissima testimonianza di cosa si può fare nonostante le difficoltà.
    Bravo!!

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Stefania Marchetti - Settembre 11, 2019 Reply

Ciao Lucio
sono molto contenta della strada che ha intrapreso la tua vita: Complimenti! Quando dici che un bambino è la cosa più bella e più impegnativa che possa capitare è una verità assoluta; io ho due figli quindi so che significa, purtroppo il mio DOC riguarda proprio loro e quindi per questo ancora più doloroso perchè i figli sono la cosa che si possa amare di più. Io ho avuto una vera e propria crisi 9 anni fa e una brutta ricaduta nel 2017 e una più lieve nel 2018; sono riuscita a superarle e adesso sto bene ,a ti dico che dato che ho sempre con me gli oggetti della mia ossessione i pensieri (ricordi di quelli precedenti) sono sempre lì presenti come un sottofondo musicale che viene da molto lontano. Adesso no mi fanno soffrire, ho imparato a gestirli e a non dargli importanza ma cmq sono fastidiosi, e mi chiedo come la mia mente ha potuto generare pensieri tanto brutti tanto assurdi…
Grazie mille comunque dell’esistenza di questo blog mi ha aiutato tantissimo in un momento molto buio, e sono contentissima che tu abbia deciso di ritornare!
Grazie mille!

    Lucio Odisei
    Lucio Odisei - Settembre 12, 2019 Reply

    Il giorno che ti smetterai di chiedere come fa la tua mente a partorire quei pensieri così brutti avrai fatto un deciso passo avanti.

    Sapessi quelli che faccio io di pensieri… 😀

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Julie - Settembre 11, 2019 Reply

Ciao Lucio, è un piacere e un onore per me scriverti e sapere che sei tornato. Concordo con ogni singola parola che hai scritto, e anche con la premessa che chi è ancora nella fase acuta del disturbo potrebbe non cogliere i benefici delle tue parole e sprofondare nello sconforto.
Per me è così bello capire a fondo cosa provi… libertà, senso di vittoria e meritata gloria. E quella piccola voce di cui parli, quella che ti sussurra dolcemente il ricordo di un male passato, beh… è solo l’eco di quella vittoria, ed è così facile da gestire quando ne hai gli strumenti che risulta quasi piacevole.
Un abbraccio, Julie

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Christia - Settembre 11, 2019 Reply

Ciao Lucio,
non so esattamente cos’hai in programma, però mi piacerebbe farti conoscere la persona che mi ha aiutato a smascherare il DOC! Potrebbe essere un’opportunità per far nascere qualcosa di grande

Cry

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    Anonima - Settembre 11, 2019 Reply

    Un cognitivista? Grazie.

    Lucio Odisei
    Lucio Odisei - Settembre 12, 2019 Reply

    Digli di scrivermi via email

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Vale - Settembre 11, 2019 Reply

Ciao Lucio come già detto sei una speranza per tutti. All’inizio quando ho avuto la conferma che soffrivo di Doc ho fatto molte ricerche e tante volte ho letto dei pareri di dottori che da lo doc non si guarisce. Questo non era confortante ma poi pensavo a te e dicevo se lui ce L ha fatta non è esattamente così. Adesso dopo questo articolo capisco meglio quello che intendono alcuni dottori con la frase “non si guarisce dal doc”. Comunque sono contenta che ci hai voluto rendere partecipi di questi tuoi 5 anni perché come ben saprai noi “ossessivi” abbiamo un’immaginazione molto ardua e non nego di aver pensato anche io che forse ti eri allontanato perché stavi male di nuovo.

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Irene - Settembre 11, 2019 Reply

Stupendo! Davvero stupendo! Percorso formidabile! Ho sentito miei diversi punti del tuo articolo…quasi tutti, tranne l’essere diventato padre e imprenditore! Quindi, SI! È senz’altro questo il percorso di un dolce, attento, empatico, divoratore di sogni Ossessivo! Felice per te, orgogliosa di te e fiduciosa del grande apporto che puoi dare a tantissime persone che hanno appena iniziato il lungo cammino! Grazie! Un abbraccio!

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Vale - Settembre 11, 2019 Reply

Dimenticavo Sui cicli sono d’accordo con te, io noto però che il ciclo negativo a volte arriva se sto passando un periodo di forte stress. Esempio quasi 2 mesi di “tranquillità mentale” ma intenso stress. Passa il motivo di stress quindi puoi dire dai sono più tranquilla e boom si fanno avanti i pensieri e comincia il ciclo negativo. Comincia sempre quando arriva la tranquillità non so se vale per tutti ma per me è così

    Lucio Odisei
    Lucio Odisei - Settembre 12, 2019 Reply

    Assolutamente!

    Lo stress è un fattore importantissimo.
    Non ne ho mai parlato ma è molto importante.

    Magari ne parlerò

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Mario - Settembre 11, 2019 Reply

Carissimo Lucio,
è sempre un piacere leggere i tuoi articoli, io faccio parte di quelli che non sono usciti del tutto dalla palude e spesso la “scimmia pazza” che salta da un’idea ad un altra spesso non mi da tregua. I tuoi articoli mi hanno aiutato a prendere consapevolezza del problema e a gestire molte situazioni che in passato mi creavano forte tensione.
Penso che le persone come te siano molto importanti per la collettività in quanto aiutano senza compenso migliaia di persone ad aprire gli occhi e a distinguere la realtà dai pensieri.
Concordo con te che la strada che hai indicato nei tuoi numerosi articoli è quella giusta ma sta a noi percorrerla …non è facile.
Saluti Mario

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Francesco - Settembre 11, 2019 Reply

Ciao Lucio , tantissimi auguri per tuo figlio!! Questo mi riempie di gioia , sono felice per te e mi riempie di speranza in quanto nel mio DOC ho proprio la paura di non essere in grado di potere avere una famiglia a causa appunto di questi continui periodi di buio.
Questo articolo sembra quasi che l’abbia scritto io, sono stato 5 anni senza DOC e durante questi anni mi sono detto a me stesso le stesse identiche cose che tu hai scritto nell’articolo. Forse sono state proprio queste parole che in quel periodo mi hanno permesso di stare bene. In realtà come tutti ben saprete , non è che non ho avuto più I sintomi, infatti di tanto in tanto cercavano di insediarsi ma fortunatamente sono stato in grado di non ricadere nel tunnel. Ero molto felice di questo risultato, tanto da pensare che avessi acquisito una sorta di invulnerabilità. Credevo che il DOC non avrebbe più condizionato la mia vita ma mi sbagliavo…. Ecco che da due anni a questa parte mi ritrovo nuovamente dentro il tunnel. Probabilmente ero talmente abituato a stare bene che abbassando la guardia e riuscito ad insediarsi piano piano. Sono entrato nello sconforto più totale, le mie consapevolezze erano crollate . Con questo non voglio creare ulteriore panico ma al contrario , voglio che chiunque legga la mia esperienza non compia i miei stessi errori, cioè mai abbassare la guardia!!!!!!! Il DOC è sempre pronto ad insediarsi , sta a noi non farci influenzare. Dobbiamo accettare la consapevolezza che può tornare e che non per questo la nostra vita deve essere condizionata da lui. Un grosso ed empatico abbraccio a tutti voi!!! Grazie Lucio per essere tornato

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Vale - Settembre 11, 2019 Reply

Inoltre vorrei rispondere ad Anonima sul fatto che aiutano di più i dottori e che bisogna stare attenti a quello che si dice.
Allora partiamo dal fatto che trovare un dottore competente e che ti aiuta sul serio non è facile. Io ne ho girati 5. E se la prima otto anni fa mi avesse anche solo riconosciuto il disturbo mi sarei risparmiata anni di sofferenza.
Ora è da un anno che vado da una psicoterapeuta che non nego mi ha aiutato molto. Ovviamente parlare con una persona in carne ed ossa con cui puoi ragionare ecc.. non è un aiuto da sottovalutare. Questo Lucio non L ha mai negato e infatti minore che è andato anche lui. Il suo blog è l’ unica cosa che potevo leggere quando stavo male perché non hai mai scritto nulla che si potesse fraintendere. Perché si sa gli ossessivi quando stanno male capiscono un po’ tutto a modo loro. Ho letto anche cose scritte da dottori e molte volte mi hanno fatto entrare nel tunnel delle domande. Il blog di Lucio mai. Infatti alla fine mi limitavo sempre a leggere solo lui quando avevo bisogno di sapere o capire qualcosa. Questo blog è scritto con testa e aggiungerei pure sapienza e aiuta molte persone tutti i giorni. Lo psicoterapeuta non si prende la briga di spiegare tutto quello che spiega lui è fidati è un gran aiuto per conoscere il meccanismo del doc

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Claudia - Settembre 11, 2019 Reply

Lucio caro,
Inutile dire quanto sia stato fondamentale leggerti nei momenti acuti ma anche dopo, quando ogni tanto i pensieri si rifanno Sentire.
Sono felice che tu abbia deciso di ricominciare perché forse più di ogni altra cosa sai restituire a tutti ciò che esattamente si prova.
Grazie

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Anonima - Settembre 11, 2019 Reply

Quando si cercano online info sul doc, si trovano spesso le solite cose, è difficile leggere qualcosa di nuovo; ti spiegano cosa sono le ossessioni e i rituali e alla fine ti piazzano la soluzione: una bella terapia cognitivo comportamentale (TCC) e/o gli SSRI. Io auguro a me stessa che possano esserci altri modi, più rispettosi dell’individualità (più umani) ed anche più profondi, di uscire da questa trappola. Credo che alcune soluzioni della TCC siano attuabili, anche senza l’ausilio del terapeuta. Altre proposte di questo orientamento non le condivido proprio. Detesto trucchetti e strategie, stile “io penso positivo” o altro. Io voglio la verità, voglio star meglio in modo autentico, non prendermi in giro da sola!! E voglio andare nel profondo, non rimanere alla superficie.
E poi c’è il discorso organico. Insomma, del doc si sa ancora poco (o forse si studia poco?), io ho letto di Pandas, carenze varie, glutine… E di ipotetiche soluzioni: inositolo, Omega3, una dieta di un certo tipo… Sarebbe bella un’analisi che non escluda nulla, anche soluzioni sulle quali gli studi sono ancora indietro, l’importante è che qualche evidenza ci sia, anche se non ancora tale da meritare il “bollino verde” della scienza. Basta dire le cose come stanno.
Ho scoperto poi una nuova terapia psicologica, (nuova in Italia!), l’ISTDP, e qualcuno dice che possa essere utile per il DOC… Insomma, le strade forse possono essere tante e sarebbe bello valutarle senza rimanere chiusi nel solito vicolo.
Infine c’è la vita: lo sport e il tenersi impegnati forse possono giovare, oltre alla meditazione di consapevolezza (mindfulness). Aggiungo anche la vita sana?!
Un’altra cosa che odio è il fatto che vengano prescritti dei farmaci con inquietanti effetti collaterali, a mio parere, e non mi piace che lo psichiatra li prescriva al primo incontro senza parlare di queste ipotetiche conseguenze.
Grazie per l’attenzione.
Ciao.

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Andrea - Settembre 11, 2019 Reply

Ciao Lucio ben tornato.
Io a piccoli passi e con un enorme lavoro a 4 mani con psicologa ne sto uscendo piano piano. Ho capito cose di me che non volevo capire, ma il DOC mi ha messo spalle al muro e mi ha costretto a cambiare.
Gia ora sono cambiato in meglio, e so anche esattamente perché mi ha colpito QUESTO tipo di DOC, il MIO. Ognuno ha il suo. Il motivo è per lo più inconscio, ma un perché c’è sempre. Bello l’esempio delle sabbie mobili: i pensieri intrusivi sono proprio così. Più li combatti (annaspi e ti dimeni) più sprofondi. Puoi solo fare la cosa opposta, smettere di lottare contro di loro. Anche io ho la stessa sensazione, quando ne sarò uscito (e ci vorrà ancora un po’), sarò una persona molto più serena e realizzata di prima del DOC stesso.

    Lucio Odisei
    Lucio Odisei - Settembre 12, 2019 Reply

    Bravo! Ognuno ha il suo e c’è sempre qualcosa di fondo che deve essere compreso, per potersi liberare del fardello.

    I grande inganno del DOC è che ti fa credere che quella cosa da affrontare è ciò che ti dicono i pensieri ossessivi. Invece è proprio il contrario!!

    Per questo è davvero subdolo e resistente.

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Maria Grazia - Settembre 11, 2019 Reply

Ciao Lucio, tantissimi Auguri per la tua famiglia e il tuo lavoro!!! Grazie per essere tornato, attendo di sapere del tuo progetto!!! Un abbraccio!

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Marco Baruffaldi - Settembre 11, 2019 Reply

Ciao Lucio,
beh! che dire, mi sono letto tutto d un fiato i tuoi sette punti e con mio piacere mi sono ritrovato sopratutto sugli ultimi. Sono contento che sei diventato padre e ne sono ancor di più nel saperti pronto a ripartire alla grande con il nuovo progetto.
Non vedo l’ora, sicuramente sia io che gli altri continueremo a supportarti scrivendo commenti e idee per aiutarti a rendere sempre più grande e più forte questo blog.

A presto, un abbraccio
Marco

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Anonimo - Settembre 11, 2019 Reply

Bentornato Lucio.
La mente mente senza sapere di mentire.
Quanta verità in queste parole.

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Giulio - Settembre 11, 2019 Reply

Ciao Lucio! Innanzitutto ti ringrazio perchè il tuo blog è stato il faro che mi ha guidato in questi ultimi anni.
Ti racconto brevemente la mia esperienza; ho iniziato a soffrire di attacchi di panico 4 anni fa. Erano costanti, come costante la paura di morire o di impazzire. Sono stato da una terapeuta che mi ha insegnato un metodo per allontanarli; allora non capivo che a parte le scorciatoie, ciò che dovevo coltivare era la consapevolezza di me stesso, del corpo e della mente come un tutt’uno.
Infatti una volta “sconfitto” il panico è subentrato il DOC di tipo aggressivo.
Forse è stato un inferno anche peggiore.. non ricordo bene.
Per un anno il cervello, come atrofizzato, mi menava dove voleva; non c’era controllo, non avevo il timone.
Poi ho conosciuto il tuo sito. Ricordo che leggevo e rileggevo gli articoli. Ho seguito il percorso tracciato da te e ho iniziato a capire come funzionava il DOC, ho iniziato a riconoscerne i meccanismi e come si attivavano e dopo circa 1 anno e mezzo me ne sono liberato solo grazie al tuo sito, ai libri di Dale Carneige e alla mia forza di volontà.
Ora condivido con te tutte le osservazioni del tuo articolo. Provo le stesse cose e riconosco che ho ancora tanto da imparare. In questi anni ho meditato; ho iniziato ad arrampicare, ho iniziato il dottorato di ricerca, sto riscoprendo il rapporto col mio corpo e con la mia energia, ho vissuto momenti fantastici; li ho potuti vivere.
Ora il viaggio è perlo più stimolante, è una salita piacevole e ricca; una ricerca volta al miglioramento che non avrà mai fine. Ora per esempio sto lavorando sulla pazienza.. e sul focalizzare l’attenzione e l’energia.
Non posso dire di dominare ancora la mia mente. Il viaggio è ancora lungo, ma certo ho di nuovo le redini e tutta la volontà per lavorare su me stesso.
E sai cosa? Questo viaggio è incredibilme te stimolante e ringrazio il Panico prima e il DOC dopo perche non sarei la persona che sto diventando se non fosse stato per loro.
Agli altri utenti magari in fase acuta vi consiglio solamente di seguire questo blog e qualsiasiasi altra pratica che possa essere utile a riscoprire voi stessi (mindfulness, bionergetica ecc..) la fase acuta è la più dura ma poco a poco finisce. Non dura in eterno. E se coltivate piano piano la volontà di lavorare su voi stessi avrete una vita sicurame te di grande valore.
Ciao a tutti e grazie ancora Lucio. Mi hai salvato la vita.

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Ruru - Settembre 11, 2019 Reply

Ho letto il tuo articolo Lucio e sono felice che tu ne sia fuori. Io soffro di doc da circa 6 anni e fino a qualche anno fa avevo dimenticato cosa fosse finché è arrivata purtroppo una brutta ricaduta, non capisco bene quando dici che le ricadute, una volta che si ha consapevolezza del problema, possano essere meno dolorose. Purtroppo per me non è stato così, ricordo di essere stata male in passato ma forse mai come questa volta. Oppure come dici tu la mente decide di ricordare solo quello che vuole e il dolore passato ci sembra sempre meno rispetto a quello che viviamo al momento. Spero che tu possa riprendere temi tipo l’accettazione che è una delle cose che io proprio non riesco a fare. Non mi accetto, e non accetto i miei pensieri, vorrei che non ci fossero vorrei che per magia sparissero. Mi colpevolizzo ogni volta che quel pensiero torna. E non so come fare…

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Daniele - Settembre 11, 2019 Reply

Ciao Lucio bentornato e grazie di tutto, sono 3 anni che ho sto rompipalle in testa. È tutto a livello mentale , tu hai fatto un lavoro eccezionale, ma il doc mi porta sempre a ragionare ma non tanto sui pensieri catastrofici ma sul problema in generale, non so se mi spiego ma è come se sto costantemente a cercare la soluzione per risolvere il doc . Ragionando spessissimo proprio sulle tue parole e facendomi degli screen per ricordare i tuoi suggerimenti ma spesso mi aumenta la paura. Per questo mi chiedo se anche questi miei comportamenti sono compulsioni dato che mi rendo conto di aver perso il controllo di esse tanto da addirittura sforzarmi di non pensare alle tue parole. Spero di essermi spiegato ma questo maledetto problema non fa capire più cosa è giusto e cosa è sbagliato. Grazie a chiunque mi risponda o si ritrova un po’

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    Anonima - Settembre 11, 2019 Reply

    Ciao Daniele, magari ti sei fissato sulla ricerca ossessiva della soluzione. Probabilmente noi col doc tendiamo un po’ a fissarci in genere. Prova a concentrarti su qualcos’altro: lavoro, studio, azioni pratiche (riordino, pulizia, un film, qualunque cosa che ti va o dovresti fare), uscire, è bene distogliere la mente. E poi, mindfulness. Se però ci concentriamo totalmente in un’azione, quella è già un tipo di mindfulness, la cosiddetta pratica informale, se non erro! Ciao. 🙂

    (Lucio: e se aprissi un altro forum sul doc?! Grazie per l’attenzione).

      Lucio Odisei
      Lucio Odisei - Settembre 12, 2019 Reply

      E’ una delle cose che sto valutando. Un forum con sezioni divise per tipo di Doc, concentrato sulle via d’uscita (e non sulle compulsioni e rassicurazioni, perciò moderazione severissima) e possibilmente con la partecipazione di professionisti

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    Luca - Settembre 16, 2019 Reply

    Ciao, io mi ritrovo molto nelle tue parole…ormai ho preso coscenza che tutti i pensiero e dubbi ormai sono figli del doc…alle volte riesce a convincermi, ma quasi sempre riesco ad essere abbastanza lucido da capire che chi parla è sempre lui.
    Io come te ormai mi sono fissato sul problema in generale e sono tanto depresso per questo.
    Non riesco a reagire, ho la testa confusa da mille pensieri, ho paura che ogni minima cosa che passa per la testa sia figlia del Doc…non riesco a concentrarmi a lavoro, non riesco a dare attenzione alla mia compagna…mi sta togliendo tutto!
    Vorrei reagire ma non so da dove iniziare…Iscrivermi ad un corso di Mindfulness può essere un buon inizio? Grazie

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Alessia - Settembre 11, 2019 Reply

Ciao Lucio, ti seguo da diversi anni e sono contenta di aver ricevuto l’email in cui ho saputo che avresti ripreso a scrivere.
Volevo dirti che, nonostante tutti i percorsi di psicoterapia, leggere il tuo blog è stato una delle svolte fondamentali nonostante uscire dal tunnel sia ancora molto difficile. Spero di poter trovare qualcosa di ancora più utile e interessante nelle prossime pagine del blog. Ps. Potresti valutare l’idea di scrivere un libro, perché i tuoi consigli sono molto importanti.

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Chiara - Settembre 11, 2019 Reply

Grazie Lucio per me il tuo blog proprio 5 anni fa è stato di grandissimo aiuto x uscirne da sola, x capire il meccanismo e imparare a non dare peso a tutti i pensieri che ci passano x la testa! Sei di grandissimo aiuto x tutti!!

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Vincenzo - Settembre 11, 2019 Reply

Buonasera, io ti seguo dal Regno Unito ma avevo cominciato a leggerti mentre ero ancora in Italia. Penso anch’io di aver trovato – finalmente e dopo anni – la via d’uscita dalla fase acuta. Ci stavo provando tutto solo e da un bel pò di tempo; in qualche modo sento di aver individuato la direzione verso cui indirizzare i miei sforzi.
Sono proprio curioso di vedere come si evolverà il progetto e se ed in che modo sarà possibile scambiare idee ed opinioni sui percorsi di ognuno, condividendo un pezzo di strada nel percorso che ci accomuna nella risalita da questo baratro nell’assurdo.
A presto dunque e, di nuovo, grazie.

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Anonimo - Settembre 11, 2019 Reply

Mi è “puzzata” la tua assenza,dopo questo articolo mi “puzza” ancora più il tuo ritorno,sempre che davvero tu sia Lucio Odisei.

5 anni fa parlavi di guarigione TOTALE (parole tue),ora dopo 5 anni spieghi che sei “uscito dalla fase acuta”.
Alcune parti grammaticali sono errate,non sembri te,non so se c’è un altro dietro al blog,non so se tu hai subito “pressioni” o “minacce” da parte di qualche psicoterapeuta per ritrattare riguardo alla guarigione “completa”.
Non offenderti,la mia è una sensazione,sensazione di una persona che nel giro di un anno è uscita dall’inferno del DOC e ne è uscita TOTALMENTE,grazie a te,o meglio grazie a Lucio Odisei.
Mi sbaglierò,ma questo articolo è per me molto sospetto.
Spero di ricredermi.

    Lucio Odisei
    Lucio Odisei - Settembre 12, 2019 Reply

    Addirittura? Giuro che non me l’aspettavo.

    No tranquillo sono proprio io.

    L’articolo lo ho scritto (con dettatura vocale) e lo ho poi sottoposto a revisione di:
    – 1 psicoterapeuta (che sto coinvolgendo nel progetto)
    – 19 lettori storici

    Considera che sono passati tanti anni, io sono maturato molto e non sono più la stessa persona di prima.

    Comunque probabilmente mi sono espresso male: la mia E’ una guarigione TOTALE, non è affatto una uscita dalla fase acuta.

    Comunque ricevere accuse da chi si firma come anonimo non è il massimo…

      Avatar
      Anonima - Settembre 12, 2019 Reply

      “Comunque ricevere accuse da chi si firma come anonimo non è il massimo…”
      Mi permetto di dire che non è obbligatorio firmarsi con il nome ed eventualmente pure il cognome. Tra l’altro, i nostri dati sono già dappertutto, qui (come altrove) è richiesta già la mail e usare un nick non mi sembra una catastrofe!! L’essenziale è l’educazione. Ciao.

      Avatar
      Anonimo - Settembre 13, 2019 Reply

      Hai ragione lucio,non mi sono firmato,ma non mi sembrava così importante,visto che il mio commento (come ho PREMESSO nello stesso) non voleva essere offensivo.
      Mi spiace che l’abbiate presa male,davvero era una domanda schietta e una sensazione che avevo bisogno di esternare,è giusto dirsi le cose “in faccia” dopo tutto sto tempo di assenza,accetto le tue parole e mi fido al 200%,mi scuso se sono sembrato offensivo,non era assolutamente la mia intenzione.
      Avevo questa sensazione,per chi crede fermamente di uscirne è brutto leggere un messaggio cosi,che può sembrare tutto il contrario.
      Spero tu possa accettare le mie scuse…e grazie davvero infinite per la risposta.

      Marco C.

        Lucio Odisei
        Lucio Odisei - Settembre 13, 2019 Reply

        Scusa accettate 🙂

        Comunque non me l’ero presa. Il mio era solo un invito a fare un passo fuori dalla zona di confort, anche solo fimrandosi anche con un nick diverso da “anonimo”

        😉

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CHIARA - Settembre 12, 2019 Reply

Ciao Lucio, condivido soprattutto quando affermi con forza che il DOC sia l’evento che più di tutti ti ha permesso di cambiare. Non è una conclusione facile alla quale arrivare, e alle volte il nostro caro disturbo ci lascia stanchi, vulnerabili e snervati, ma è grazie ad esso che ho cominciato davvero il lavoro per capire me stessa, curare le mie ferite e costruire la vita che davvero voglio vivere. Il DOC è stato per me il vero punto di svolta, e spero che molti lo possano in futuro considerare tale. Senza questo “maestro bizzarro”, come lo chiami giustamente tu, probabilmente sarei ancora impantanata in vecchi modi di pensare, agire e sentire, che non mi erano più utili. Grazie per il tuo impegno, e non vedo l’ora di scoprire cos’altro di nuovo hai in serbo per noi e il blog. Buon lavoro🙌😀

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Gianna - Settembre 12, 2019 Reply

il punto 5 è illuminante…io descrivo questo fastidio come una sensazione nello stomaco…è sempre con me..a volte ci faccio caso, a volte no…nei periodi migliori dico sono pronta a conviverci per sempre..nei periodi stressanti è difficile accettare, gestire e respirare, perchè sembra che sia sempre lì e che per anni non abbia risolto nulla, ma poi come hai detto una folata di vento spazza via tutto e si va avanti. Questa è la nostra più grande prova di pazienza.
L’altro punto che mi ha fatto un po’ sorridere e un po’ intristire è stato quando dici che il cervello manterrà sempre un certo grado di allerta verso quel qualcosa che ci ha tanto spaventato..lo so bene..peccato che per me sia un qualcuno non un qualcosa..e devo ancora pienamente lavorare sull’accettazione di questa cosa..ho fatto tanti progressi in questi anni, ma penso che tanti dovrò ancora farne..il percorso mi spaventa ma ormai siamo in ballo e balliamo.

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Erika Ottoni - Settembre 12, 2019 Reply

Buongiorno Lucio,
Concordo con te! Chi ha il Doc ha provato sofferenze estenuanti, distruttive, paralizzanti ma, se ha intrapreso una strada giusta, è senza dubbio diventato una persona migliore.
Sono una giovane donna di 44 anni che con le sue forze è riuscita a non rispondere in modo incontrollato alle ripetute richieste del doc. Dopo il divorzio ( avevo 40 anni) e il trasferimento in una nuova città il doc ha deciso di assalirmi senza sosta…a quel tempo è tornato nelle mie mani un libro che pensa avevo acquistato nel lontano 2002….Grazie a quest’ ultimo sono riuscita con grandi sofferenze a non rispondere più inconsapevolmente ai falsi messaggi del doc e a renderlo molto più silenzioso nella mia mente. Negli ultimi 4 anni nonostante seguissi le risorse umane di una ditta, ho sentito il bisogno di fare qualche cosa di buono per me e nei fine settimana, da Udine mi spostavo a Padova per studiare le materie che hanno sempre scaldato il mio cuore. Ho ottenuto due qualifiche ” Consulente della Nutrizione e Nutraceutica ” e ” Naturopata”. La tesi che ho portato in sede d’esame per diventare Naturopata era completamente incentrata sul DOC….l’ho intitolata: VIVERE E’ LASCIARE ANDARE LA PAURA NON COMBATTERLA. Inizialmente i miei tutor mi hanno detto che era meglio parlare di disturbi d’Ansia in quanto il tema trattato era troppo attinente alla sfera psicologica ….Così ho fatto…ma a buon intenditore poche parole, ovvero chi ha il doc, capisce che è un saggio dedicato a lui. Alla fine del percorso di studi, le mie tesi ( la prima si intitolava ” ALIMENTAZIONE EMOTIVA ), le ho trasformate in libri che ho dato solo a poche persone . Il doc mi ha distrutta ma come dici tu, mi ha fatto diventare una persona migliore, pronta ad aiutare il prossimo e piu’ consapevole di quello che succede tutto intorno a me. E’ bello sapere che ci sei e complimenti per il tuo bambino.

    Lucio Odisei
    Lucio Odisei - Settembre 12, 2019 Reply

    Scrivimi in privato. Voglio parlarti del discorso libri

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74-75 - Settembre 12, 2019 Reply

Il doc è un incubo ma quando capisci il meccanismo è una gioia continua cominciare a guastarsi veramente la vita senza quella vocina che ti toglie il divertimento di tutto

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Anonimo - Settembre 12, 2019 Reply

Congratulazioni per tutto. Leggere quello che scrivi fa bene al cuore…

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Anonimo - Settembre 12, 2019 Reply

Ciao Lucio non è che potresti darmi un tuo parere su alcuni miei comportamenti forse compulsivi che ti ho scritto qualche messaggio fa? Grazie

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DANIELA - Settembre 12, 2019 Reply

ciao lucio , sono felice di quello che scrivi di te , del tuo bambino e del tuo lavoro !

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Matteo - Settembre 12, 2019 Reply

Leggere questo articolo mi ha provocato due sentimenti diversi: il primo è la speranza che mi da sentire la tua esperienza con il DOC e come ne sei uscito, realizzandoti come persona e adirittura esaudendo i tuoi sogni; la seconda è invidia, ma non l’invidia cattiva che porta a odiare la persona verso cui la si prova, ma un’invidia sana, che al limite fa soffrire me che dopo tanti anni di DOC, malgrado i continui e progressivi ma piccoli miglioramenti, il raggiungimento della tua situazione attuale resta solo un sogno molto vicino all’utopia.
Ciò che hai scritto lo capisco e lo condivido, ormai la mia conoscenza del DOC è molto vasta, ma ahimè ciò non è bastato a farmi guarire, sia per il grado di gravità del problema, sia per il fatto che non sempre è facile mettere in pratica ciò che si è imparato. A volte mi chiedo se magari non ce l’ho messa tutta, ma la risposta non la so.

    Lucio Odisei
    Lucio Odisei - Settembre 13, 2019 Reply

    Non dermordere mai.
    E se pensi anche solo per un momento di non avercela messa tutta, profondi ancora più impegno.
    E’ una sfida troppo importante per non essere combattuta fino in fondo

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Daniele - Settembre 13, 2019 Reply

Ciao Lucio è capitato anche a te di trovarti in una fase in cui sai che è necessario un cambiamento nello stile di pensieri e comportamenti , ma è come se una paura indefinita vorrebbe tenerti e evitare questo cambiamento. Come un salto nel vuoto o addirittura come avere “paura di guarire dal Doc”come se si dovesse rassegnare ai suoi contenuti che siano reali, e per questo rifletto sulle tue parole che dici il doc ti vuole fare credere che fuori ci sono i pericoli . Come superare questa situazione? Passerà questa paura e sensazione? Grazie

    Lucio Odisei
    Lucio Odisei - Settembre 13, 2019 Reply

    Ciao Daniele, si mille volte.
    Anzi ti direi che è uno degli scogli più grandi.
    E per quanto mi riguarda si supera solo in un modo…

    Con un atto di Fede 😉

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FABIO - Settembre 13, 2019 Reply

Ciao Lucio!

innanzitutto complimenti per la paternità e anche per la vita da imprenditore.
Mi ha fatto molto piacere rileggerti dopo cosi tanti anni. Ti seguo da diverso tempo e i tuoi articoli mi sono SEMPRE serviti assieme alla psicoterapia.
Sono in una fase di “remissione” dai pensieri ossessivi tuttavia non riesco ancora a raggiungere la completa CONSAPEVOLEZZA. A breve inizierò un corso di Mindfullness con la speranza che mi aiuti. Ho appena finito di leggere anche un libro sulla meditazione Vipassana.
Ho apprezzato molto la tua sincerità sulle ricadute e sul “fastidio”. Una parte di me ( quella ossessiva ahah ) si è anche un pò “spaventata” perchè ha pensato: “forse non è uscito nemmeno lui completamente??”
La mia domanda è: a distanza ormai di 5 anni, sei assolutamente consapevole che quei pensieri non significano nulla ?..e quindi riconosci quando la mente sta mentendo??
Se si, quando hai avuto quelle piccole ricadute significa che tale piena consapevolezza si era leggermente affievolita e la mente era tornata a mentirti un po? 😉
Grazie ancora di tutto!

    Lucio Odisei
    Lucio Odisei - Settembre 13, 2019 Reply

    Assolutamente si.
    Sono strasicuro che i pensieri fossero falsi. Senza alcun dubbio.
    Ma non posso dirti di più perché già questa è una bella rassicurazione enon voglio essere responsabile delle compulsioni di nessuno 😉

    Le ricadute (micro-ricadute) si riferiscono a quanto accaduto anni fa.

    Dopotutto ho compresso 5 anni in un singolo articolo… non è che potevo fare la crono-storia minuto per minuto.

    Oramai ricadute non ce ne sono più da molto e rimane solo il fastidio, di tanto in tanto.

    Che poi anche quello ha un suo significato, ma ci vorrebbe un altro articolo per spiegarlo.

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Daniele - Settembre 13, 2019 Reply

Grazie per la risposta. Sei veramente un amico, in fondo penso che tutti noi sappiamo come si risolve questo problema. Ma è la paura con la P maiuscola che ci tiene tutti in ballo . Una volta presa la via giusta è molto più facile. Uno scoglio che non riesco a capire è come smantellare gli automatismi, non capisco se le compulsioni che partono in automatico e non controllabili bisogna trattarle come le ossessioni , essendo anch’essi pensieri oppure bisogna sforzarsi in maniera disumana di non pensarle , perché è come se avessi perso il controllo anche di esse e si presentano in automatico. Grazie infinite

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Patrizio - Settembre 13, 2019 Reply

Ragazzi una domanda,
anch io soffro di doc da controllo.. premetto che sono nuovo del forum e che grazie a questo non mi sento più così solo.. la domanda è questa; la mia doc nel tempo si è evoluta.. salta da una forma di controllo ad un altra.. per dirvi.. prima era il gas.. poi le serrature.. poi la guida con il controllo degli specchi.. ben o male l’ho tenuta con fatica a bada.. e soffrendo molto per le perdite di tempo etc.. ma c’e’ qualcuno tra di voi.. che soffre da “controllo delle strade”? cioe’ mi spiego.. e da un po’ che fisso le strade dopo che ho attraversato.. per la paura che magari a causa mia sbandino e vadano a sbattere.. come al solito roba da matti… diciamo che a me la doc da tantissime crisi durante la giornata magari di breve entita.. ma sta cosa delle macchine mi fa impazzire.. a fare un tragitto di dieci minuti ci metto anche 1 ora.. qualcuno l’ha gia’ vissuto?

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    Anonima - Settembre 13, 2019 Reply

    Le ossessioni e le compulsioni possono essere svariate, credo sia il meccanismo il problema. Bisogna trovare una soluzione, questo sì.

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lucia - Settembre 13, 2019 Reply

io sono la parte femminile di Lucio nel nome ..professione ..e ho avuto anche io un bambino in questi anni..per partecipare attivamente a quello che ci chiede Lucio posso dire che una delle cose da fare per mantenersi “fuori” dal doc è stare “fuori”..mia nonna oggi 95 anni dice che anche quando era giovane lei esistevano queste cose ma nn si conoscevano scientificamente..lei lo ha avuto a 20 anni ( spesso sono ereditarie queste cose) ed all’epoca l’unico dottore del paese dava come medicina quella di andare nei giardini o nei campi a raccogliere fiori a piantare ( stare fuori con la natura).mia nonna guari’ perché la mente si concentrava sul fare e spezzava i meccanismi maledetti della mente..stare chiusi in casa ed in se stessi nn aiuta a mantenersi “fuori”..io ho finito la fase acuta..come posso esco fuori anche a spazzare il balcone o a curare i vasi delle piantine..le medicine i dottori nn servono..fate…occupate la mente…

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    Anonima - Settembre 13, 2019 Reply

    Lucia, sono due anzi tre le possibili soluzioni da te proposte: la natura, la vitamina D, il fare (non per forza fuori casa). Sulla vitamina D ho letto che peggiora i sintomi del doc e qualcos’altro. Io comunque ho una carenza che sto curando. Le carenze potrebbero essere anche altre o almeno lo spero, ad esempio la vitamina b12.

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Daniele - Settembre 13, 2019 Reply

È vero bisogna distrarsi , infatti se ci fate caso quando ci sono i periodi di benessere non sai neanche come hai fatto, non avete ne trovato soluzioni ne siete stati voi gli artefici , una cosa che noto però che quando hai i periodi no più ti impegni a stare bene più non ci riesci, più ti concentri a non compulsare più sembra impossibile perché sembra che le compulsioni vogliano uscire dalla testa creando proprio un malessere allucinante

    Lucio Odisei
    Lucio Odisei - Settembre 13, 2019 Reply

    E’ perchè in quei momenti stai combattendo. E quindi dai energia al DOC.
    Ricorda che quando 2 elefanti combattono chi ci rimette è il prato

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      Daniele - Settembre 14, 2019 Reply

      Grazie Lucio ma quando io dico sforzarsi e resistere io mi riferisco alle compulsioni, io in quei momenti non me ne frega niente delle ossessioni e dei dubbi , io è come se lottassi con me stesso per non compulsare ma è una cosa sovraumana perché anche come dici tu più ti sforzi e più oppongono resistenza. Ma il mio discorso è riferito solo alle compulsioni mentali . Come si dovrebbe fare , trattarle come ossessioni? Tu hai spesso parlato di lavorare di azzerare le compulsioni ma a quanto pare non basta solo la volontà

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Filippo - Settembre 13, 2019 Reply

Wow sono contentissimo per te Lucio. Auguri per il tuo bambino. Mi da sempre speranza la tua esperienza, remota o recente che sia. Ho commentato in maniera forse un po’ pessimista l’articolo precedente, infatti mi ha spronato invece la parte di questo articolo in cui dici che dal DOC se ne esce da soli e lavorando duramente e che chiunque altro non può che dare una mano, ma non certo risolvere il problema, che sia il Maestro o lo psicoterapeuta. Ognuno può farcela ad uscirne, dal DOC e da qualsiasi altro disturbo mentale o fisico che sia. Perchè come dici giustamente nulla dura per sempre e tutto è ciclico, e se si diventa consapevoli di ciò e si conosce sè stessi si arriva ad ottenere l’unica cosa che davvero conta nella vita: essere AUTENTICI. Non sono concetti che ho inventato io, ma li ho fatti miei e tutto quadra quando si guarda al mondo da questa prospettiva. E spero presto di poter provare quell’unione col tutto che è propria del comportarsi in maniera autentica. Ti volevo chiedere se dovessi leggere questo commento se puoi approfondire come accettare il desiderio di guarire in modo tale che non provochi ulteriore ansia e il tema del giudizio come costante ostacolo sia alla guarigione sia all’autenticità. Sempre se puoi ovviamente. Comunque complimenti davvero e auguri ancora. Ma soprattutto Grazie!!

    Lucio Odisei
    Lucio Odisei - Settembre 13, 2019 Reply

    E’ semplice, se sei impaziente di guarire vuol dire che stai ancora combattendo.

    L’indifferenza è la vera soluzione al DOC

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      Esperanza - Settembre 16, 2019 Reply

      Lucio quello che vuoi dire e che in realtà non c’è nulla da guarire o da combattere… Ma solo da “vivere” nonostante ciò che i pensieri dicono e le paure.?

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Anonimo - Settembre 14, 2019 Reply

Visto che la maggioranza di noi soffre solo di ossessioni senza convulsioni materiali voi che farmaci prendete?Io entact daparox e xanas

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Sara - Settembre 14, 2019 Reply

Ciao Lucio ho 23 anni. È da qualche mese che vivo con l’ossessione di poter essere omosessuale. Sin da quando ero piccola, ho sempre guardato i bambini e mi è sempre piaciuto qualcuno. Ho avuto una fase di stallo alle medie e alle superiori in cui ero in una scuola femminile con solo due maschi in classe. In questi anni di scuola, non ho mai avuto dubbi riguardo alla mia sessualità anche se non ero interessata a nessuno in particolare, ma sono uscita con dei ragazzi e ho dato il mio primo bacio anche se quel ragazzo alla fine non mi interessava. Alla fine della 5 superiore, la mia migliore amica aveva chiuso con me da un giorno all’altro e io l’avevo vissuta malissimo ed ero andata dalla psicologa della mia scuola. Una mia compagna di classe che è omosessuale dichiarata, mi aveva detto che per come ci ero stata male, secondo lei ero innamorata della mia amica. Ma era una cosa a cui io non avevo mai pensato ed ero certa che non fosse così, talmente certa che le avevo detto di non permettersi mai più. Dopo le superiori sono arrivate le mie prime cotte esclusivamente per ragazzi. Due poco importanti e passeggere, l’ultima 2 anni fa mi ha fatto capire cosa guardo in un ragazzo e cosa mi attrae in un ragazzo. Questo ragazzo inizialmente mi considerava, ma a me non interessava particolarmente, lo trovavo solo carino. Ho smesso di sentirlo, ma quando poi l’ho rivisto per caso, ho capito che mi piaceva. Ma lui aveva perso interesse nei miei confronti. Ho fatto di tutto e facevo di tutto anche solo per incontrarlo casualmente e quando lo vedevo sorridere, non riuscivo più a parlare. Avrei strozzato ogni ragazza che vedevo in foto con lui. Poi con il tempo avendo capito di non avere speranze, la cotta è passata. E da un anno non ho provato quel tipo di interesse per nessun ragazzo. A lungo mi sono detta che nessun ragazzo mi piacerà mai come mi piaceva lui. Qualche mese fa mi sono iscritta in palestra e mi sono affezionata alla mia istruttrice che è adulta e ha una famiglia e lei si è affezionata a me al punto di vedermi come una figlia. Lì è iniziata la mia ansia, ho iniziato a chiedermi se le volessi semplicemente bene o ci fosse altro. Premetto che il rapporto è molto normale, ci si sente ogni tanto in chat privata, si scambiano due chiacchiere e ci si vede in palestra anche se non mi alleno e si chiacchiera insieme alle altre allieve. Mi sono posta molte domande, mi sono chiesta se provassi in qualche modo gelosia verso il marito. Mi sono anche chiesta se mi potesse piacere a livello sessuale. Tutte domande con risposta negativa. Perché ho avuto la conferma dentro di me che le voglio semplicemente bene perché è una persona molto simpatica e ha preso in simpatia me essendo io molto estroversa e lei avendo solo figli maschi. Tra cui uno piccolo a cui sono affezionata. E inoltre abbiamo parlato della mia cotta e della mia paura di non riuscire ad incontrare un ragazzo di cui mi innamorerò di nuovo. Aggiungo inoltre che io ho molte amiche femmine ma nessuna di loro ha mai dubitato della mia sessualità e per tutte loro le mie paure sono infondate. Sono una persona molto affettuosa ma più di un abbraccio non do alle mie amiche. Aggiungo inoltre che la mia ansia mi viene solo quando non sono occupata a studiare per esami universitari o se mi capita di fare qualche lavoro, ma solo quando ho la mente libera. Ho contattato alcuni psicologi online e mi hanno detto che si tratta di ossessioni. Mi sono rivolta ad una psicologa del consultorio che non ha dato una definizione a questo, definendola ossessione o meno. Mi ha solo detto di accogliere il dubbio e di non respingerlo perché altrimenti non passerà e che secondo lei non ho bisogno di altre sedute. Ma io sento di non essere per niente tranquilla. Infatti andrò in un altro consultorio perché non mi posso permettere di andare da uno psicologo privato. Posso chiederti cosa ne pensi?
Spero che mi risponderai, un abbraccio.

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Vale - Settembre 14, 2019 Reply

Ciao Sara, Nel tuo “racconto” si legge palesemente che cerchi di convincerti da sola che non sei omosessuale dando spiegazioni che potrebbero o meno affermare o smentire il tuo orientamento. Questo è uno degli errori più grandi che tu possa fare. Lo so perché ci sono passata anche io e finché non capisci questo non vai avanti. Rimani ferma. Devi arrivare ad un’indifferenza tale da non interessarti più se lo sei o meno. Quando ti viene la domanda blocca la risposta. Io quando mi veniva la domanda mi rispondevo “ può darsi” e cercavo di pensare ad Altro. Guardarsi dentro fa diventare ciechi. È difficile ma è L unica via di uscita

    Lucio Odisei
    Lucio Odisei - Settembre 15, 2019 Reply

    Bravissima!!

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Vale - Settembre 14, 2019 Reply

Ho sbagliato più che cercare di pensare ad altro cercavo di distrarmi nel fare qualcosa. Esempio mi veniva la domanda PUÒ DARSI e poi che ne so vai a metterti a posto i vestiti nell armadio. Non risponderti mai

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    Sara - Settembre 16, 2019 Reply

    Ti faccio questa domanda perché appena ho letto la tua risposta, soprattutto le prime righe, mi è venuta subito l’ansia. Scusate per le domande. Però spesso leggo gli articoli di Lucio e penso “Ce la posso fare” e poi altri giorni invece penso “Non ce la farò mai, rimarrò ingarbugliata in questi pensieri per sempre”
    Oppure mi ritrovo a pensare che non è ciò che io ho mai voluto. Che io ho sempre immaginato un ragazzo nella mia vita. Forse sto commettendo l’errore più grave, quello di cercare di darmi risposte. Essendo ben conscia del fatto che non funzioni così.

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Sara - Settembre 16, 2019 Reply

Ti ringrazio per la risposta.
Quindi questo mio atteggiamento è sinonimo di tipico atteggiamento da DOC?

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Sara - Settembre 16, 2019 Reply

Scusa per tutte le domande, ma se come dici tu se devo essere indifferente verso il fatto di esserlo o meno, come arriverò mai alla soluzione finale che i pensieri andranno via e che io tornerò alla mia vita e a ciò che ho sempre creduto e pensato per anni?

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    Luca - Settembre 17, 2019 Reply

    Ora sarà facile a dirlo (sono ingarbugliato nello stesso Doc…) ma bisogna accettare il fatto che non esistono risposte corrette quando sono scorrette le domande…
    Non c’è una risposta logica!
    La teoria mi è molto chiara ma non riesco a metterla in pratica…
    Soprattutto sul “bloccare le risposte”..
    Il più delle volte le mie sono sensazioni o pseudo tali, oppure dei test ,oppure dei ragionamenti…o proprio quando sono risposte le considero risposte veloci e automatiche che ovviamente creano malessere.
    Come si fa a bloccare tutto questo? Ma anche cercando di partite dalle cose più semplici: LE RISPOSTE…
    Come non darle? In quel momento che ci arriva il dubbio, la domanda ecc cosa facciamo in pratica? cerchiamo di sviare la mente sapendo benissimo di non riuscirci fortificando il fastidio?
    C’è qualcuno che ha voglia di spiegarlo? Grazie mille

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      Vale - Settembre 17, 2019 Reply

      È molto difficile io ci ho messo un bel po’ per riuscirci, ancora adesso a volte non mi accorgo che lo faccio ma ci sto lavorando su. Comunque io credo di esserci riuscita quando mi sono resa conto realmente e non sono a parole che la mente inganna del tutto e quindi credo che sia la famosa “consapevolezza”. Una volta arrivata è tutto più facile

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        Sara - Settembre 18, 2019 Reply

        Rispondo a sia a chi si chiama “Vale” e a chi si chiama “Luca”
        Per me prima di scoprire che esistesse questo tipo di disturbo, è stato un incubo. Poi un giorno ho digitato su internet “Paura di essere omosessuale” e sono venuta a conoscenza del disturbo. Ho letto più e più volte i sintomi e coincidevano. Allora ho deciso di contattare alcuni psicologi online che mi hanno risposto che si tratta di ossessioni. Mi sono rivolta alla psicologa del consultorio e mi ha dato la stessa risposta.
        Ora sto aspettando di poter andare dalla psicologa dell’università, sto aspettando perché sono troppo pieni.
        E vi dico una cosa, come ha detto anche Lucio, anche se ho la conferma che siano ossessioni, tendo a metterlo ancora in dubbio.
        Luca, ti capisco bene quando dici che non riesci a bloccare le risposte, perché in modo inconsapevole arrivi a fare dei ragionamenti. Pensa che a me non era mai successo in 23 anni di vita, ho questo problema da qualche mese. E pensavo che fosse utile ripetermi “Non ci devo pensare”
        Poi però mi rendevo conto che non andava via il pensiero nonostante io ripetessi queste parole in continuazione. Poi ho letto il blog e ho capito il motivo. Ci sono giorni in cui mi risulta più difficile, altri nel quale sembra vada meglio. Ma è normale questo?
        Pensa che io penso anche “Dovrei fare coming out” e solo quando ci penso, mi viene brutta voglia, ansia ecc. Perché so che non è ciò che voglio. Ma nella mia testa si crea un film mentale, con tutte le eventuali possibilità e conseguenze. Ma credimi che è totalmente sbagliato.
        Volevo chiedere a Vale, tu ci sei riuscita da sola o sei andata da uno psicologo?

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Sara - Settembre 16, 2019 Reply

Lucio, posso chiedere a te cosa pensi della mia situazione?

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Sara - Settembre 18, 2019 Reply

Ti ringrazio comunque “Vale”
Per avermi indirettamente fatto capire che si tratti di Doc.
E anche Luca.
Ho anche letto il commento di un ragazzo che dice che è disposto a fare cambiamenti nella sua vita, come vorrei farli io. Ma poi quando si tratta di farli si blocca e non ci riesce. Mi sento esattamente così.

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